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Siepe di lauro

Aggiornato il 02 febbraio 20154 capitoli4 domande frequenti
Cespuglio di lauroceraso

Cenni botanici

Il Prunus laurocerasus (nome scientifico del lauroceraso) è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Rosaceae, genere Prunus (genere a cui appartengono anche il ciliegio, il mandorlo e l’albicocco). Ha un portamento arboreo, sebbene quelli coltivati assumano la forma di siepi. In natura può superare i 10 metri di altezza e in diverse località risulta invasivo. La corteccia è marrone e non molto coriacea, le foglie sono dentate e lunghe circa 20 cm, lucide e di colore verde scuro. La fioritura ha luogo in primavera e può protrarsi fino all’autunno inoltrato in zone temperate. I fiori sono raccolti in grandi infiorescenze a pannocchia, sono biancastri ed emanano un forte aroma. Il frutto è rappresentato da una piccola bacca, dapprima rossastra, poi di colore scuro a maturità ultimata. Il nome lauroceraso deriva dal latino, che vuol dire alloro (le foglie di ambedue le piante si somigliano) e ciliegio, per via della somiglianza dei frutti.

Piantare il lauroceraso

Il lauroceraso è una pianta che si riproduce sia per seme che per talea. Optando per la prima soluzione ci vorrà del tempo, poiché i semi vanno piantanti in inverno, avendo cura di creare per loro un semenzaio idoneo. Quando le piantine avranno raggiunto un’altezza di circa 10 cm si potranno trasferire in vasi più grandi. Spesso accade che i semi restino in uno stato dormiente se le condizioni sono sfavorevoli, quindi è bene informarsi sugli esatti parametri di accrescimento. Più semplice è la riproduzione per talea. All’inizio dell’autunno bisogna recidere dalla pianta madre un rametto di circa 15-20 cm di lunghezza. Va piantato in un vaso con substrato di torba e terriccio universale, stando bene attenti a mantenere costante l’umidità e tenendoli al riparo dalle intemperie. Si consiglia di piantare diversi rametti, poiché non tutti attecchiranno. La radicazione avviene in capo ad un mese, ma solamente dopo 3-4 anni si potranno trasferire le piante dai vasi al giardino. Questo lungo processo è utile per ottenere piante di lauroceraso forti e soprattutto folte.

Coltivazione e cura di una siepe di lauroceraso

La coltivazione e cura di una siepe di lauroceraso in definitiva richiede pochi accorgimenti, dato che resiste molto bene al freddo e al caldo eccessivo. Una volta piantato in giardino, il lauroceraso ha bisogno di tempo (talvolta diversi anni) per diventare folto e rigoglioso. Se si vuole ottenere una siepe lungo una staccionata, le piante di cui sarà composta vanno messe a distanza di circa un metro l’una dall’altra e ad una eguale profondità. Il fondo sarà costituito, oltre che da terriccio universale, da materiale drenante come pozzolana (questo per impedire dannosi ristagni di acqua). La potatura si effettua due volte all’anno per le siepi più anziane (giugno e settembre), mentre fino a quattro volte per le piante giovani. Questo, per favorire l’accrescimento dei rami e rendere più folta e robusta la siepe. Attenzione: le potature non vanno mai fatte in inverno, poiché si compromette in questo modo la fioritura primaverile. Il lauroceraso è una pianta che ha bisogno di irrigazioni frequenti, ma teme i ristagni d’acqua alle radici e sulle foglie.

Informazioni e tossicità

Sebbene il lauroceraso appartenga ad un genere di piante da frutto commestibili (come il ciliegio, il pruno, l’albicocco), è velenoso in tutte le sue parti. La pericolosità è data dall’alta concentrazione di acido cianidrico, da cui deriva il cianuro, altamente pericoloso per l’uomo e gli altri animali. L’ingestione accidentale del lauroceraso provoca nausea, vomito, vertigini, coliti, allucinazioni, cefalea, aritmia e può portare alla morte per arresto cardiaco. L’ingestione di dieci bacche è letale per un bambino, mentre ne bastano circa cinquanta per uccidere una persona adulta. L’unica parte non velenosa sembra essere la polpa del frutto, utilizzata in passato per la cura del catarro di altre patologie legate all’apparato respiratorio. Oggi giorno non è più utilizzato ed è sconsigliato l’uso a scopo terapeutico senza un’approfondita conoscenza della pianta.

Domande frequenti

  • Il lauroceraso è velenoso per cani e bambini?
    Sì, il lauroceraso è altamente tossico per uomini e animali. Tutte le sue parti contengono glicosidi cianogeni che rilasciano acido cianidrico. L'ingestione di sole dieci bacche può essere letale per un bambino, mentre circa cinquanta possono uccidere un adulto. I sintomi includono nausea, vomito, vertigini e arresto cardiaco. È fondamentale tenere lontani bambini e animali domestici dalle piante, specialmente durante la stagione di maturazione dei frutti scuri.
  • Quando e come potare la siepe di lauroceraso?
    La potatura va effettuata preferibilmente in giugno e settembre per le siepi adulte, mentre quelle giovani possono essere tagliate fino a quattro volte l'anno per favorirne l'infoltimento. Evita assolutamente di potare in inverno, poiché questo comprometterebbe la fioritura primaverile. Taglia i rami per dare forma alla siepe e rimuovere eventuali parti secche o danneggiate, mantenendo sempre un'attenzione particolare alla sicurezza dato il rischio di contatto con linfa o foglie.
  • Qual è la distanza corretta per piantare le piante di lauroceraso?
    Per formare una siepe continua e fitta, le piante di lauroceraso devono essere poste a una distanza di circa un metro l'una dall'altra. È importante scavare buche sufficientemente profonde e ampie, inserendo sul fondo materiale drenante come pozzolana per prevenire i ristagni idrici, che la pianta teme. Mantenere la stessa profondità di interramento rispetto al vaso originale garantisce un corretto attecchimento e sviluppo equilibrato della vegetazione.
  • Come si moltiplica il lauroceraso per talea?
    La moltiplicazione per talea è il metodo più consigliato e si esegue all'inizio dell'autunno. Preleva rametti lunghi 15-20 cm dalla pianta madre e interrane diversi in un vaso contenente un mix di torba e terriccio universale. Mantieni il substrato costantemente umido e proteggi le talee dal freddo e dal vento diretto. La radicazione avviene solitamente entro un mese, ma le piantine dovranno restare in vaso per 3-4 anni prima di essere trapiantate definitivamente in giardino.

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