Giardinaggio.org · guide e consigli pratici
Orto · Ortaggi

Coltivazione cavolo verza

Aggiornato il 29 giugno 20166 capitoli5 domande frequenti
verza

Caratteristiche generali

Cavolo verza (detto anche di Savoia o di Milano) è il nome comune dato a una varietà specifica di Brassica oleracea, la sabauda. E’ una pianta erbacea biennale allevata come annuale, con radice a fittone e foglie croccanti, molto grinzose, caratterizzate dalle nervature rilevate, appressate tra loro a formare una palla detta anche testa che può essere verde chiaro all’esterno e verde-gialla nella parte interna, oppure violacea. La raccolta della verza avviene prima della fioritura della pianta, in inverno, ma ne esistono anche varietà primaverili e estive. Tra le varietà estive precoci ricordiamo il “Precocissimo d’Asti”e il “salarite”, tra quelle autunnali “Verzotto d’Asti” e “Testa di ferro”, tra le varietà invernali ci sono “Tardivo di Milano” e “Comune d’inverno”.

Semina

La semina del cavolo verza viene effettuata in semenzaio in pieno campo dato che è più rustico di altri cavoli, in posizione aperta e soleggiata anche se riparata, possibilmente in un sito in cui per la coltura precedente fosse stato incorporato del letame. Solo nel caso in cui il clima sia troppo rigido la semina può avvenire a marzo in letto caldo. Se il terreno è asciutto va irrigato e durante l’operazione bisogna camminare su un’asse per non comprimere il terreno. Segnare solchi a 15 cm di distanza e profondi 2,5 cm. Seminare rado. La germinazione avviene entro due settimane. I semenzali vanno tenuti irrigati se necessario e liberi da infestanti, appena possibile vanno diradati a 3-5 cm. L’epoca di semina varia a seconda delle cultivar. Le varietà estive si seminano in marzo-aprile, quelle invernali tra aprile e maggio. Il trapianto va effettuato circa 5-7 settimane dopo la semina, con piantine già a 3-4 foglie, di solito alte 15 cm. Vanno innaffiate il giorno prima, per non farle soffrire quando vengono prelevate e sempre il giorno precedente il trapianto il terreno di impianto definitivo va irrigato. Utilizzate un trapiantatoio e eventualmente riempite d’acqua le buche di impianto in caso di siccità. Le irrigazioni vanno continuate fino a completo attecchimento in ragione di 1 dl di acqua al giorno per piantina. Le distanze di impianto sono 45 cm sulla fila e tra le file.

Terreno

Il cavolo verza è meno esigente in fatto di terreno rispetto ad altre brassiche. I principi generali da tenere a mente sono i soliti: il terreno su cui coltivare i cavoli non va sfruttato per più anni di seguito e deve avere pH 6,5-7,5. La rotazione prevede almeno due anni di pausa perché in generale i cavoli sono forti consumatori, e sarebbe opportuno prevedere che l’anno precedente all’impianto delle verze venissero coltivati piselli o fagioli che arricchiscano di azoto il terreno. In caso di infezione da ernia del cavolo invece l’aiuola non va più usata per i cavoli per almeno sette anni. La preparazione del terreno di impianto definitivo va effettuata con una doppia vangatura invernale profonda (45-60 cm) seguita da un’aggiunta di compost oppure letame entrambi ben maturi in ragione di 5-8 kg al metro quadro e lasciata compattare naturalmente. La preparazione del terreno ad opera del bio coltivatore prevede aggiunte di letame ben maturo, o compost, o stallatico essiccato, oppure farina di corna-sangue-unghia, sempre in autunno. Su terreni coltivati secondo metodi biologici da molto tempo è possibile preparare con la sola aggiunta del compost.

Concimazione

Oltre alla fertilizzazione data attraverso la preparazione preventiva del terreno si può fornire al cavolo verza del nitrato di soda oppure del solfato ammonico (65-70 grammi per metro quadrato somministrato attraverso soluzione acquosa) oppure su terreni già ricchi in azoto fornire concimazione liquida equilibrata nelle stesse proporzioni. Il bio coltivatore invece fornirà due-tre fertilizzazioni liquide nel corso della stagione vegetativa, dato che eccessive concimazioni compromettono la qualità del raccolto, usando macertato d’ortica oppure farina di roccia.

Coltivazione

Per la coltivazione del cavolo verza sono da tenere presenti il rincalzo del terreno attorno a ciascun trapianto, due settimene dopo la messa a dimora, e le sarchiature durante tutto il periodo vegetativo, per scoraggiare le infestanti e mantenere il drenaggio. Il coltivatore biologico invece che sarchiare di solito fornisce una pacciamatura e evita il calpestio. Consociazioni favorevoli al cavolo verza sono i pomodori, il sedano, le patate, spinaci, porri e piselli. Volendo migliorare l’aroma del cavolo si può consociare con camomilla, coriandolo oppure cumino. Evitare invece la senape. Tra le avversità del cavolo verza ricordiamo gli afidi, le cavolaie, l’ernia del cavolo, la cecidomia, la mosca del cavolo, la peronospora. Oltre all’impiego di prodotti preventivi o curativi di sintesi, si possono adottare prodotti di origine biologica oltre a tutta una serie di accorgimenti dettati dalla conoscenza della biologia della specie. Per esempio per prevenire l’ernia del cavolo è possibile utilizzare il calcare di alghe nella buca di trapianto e bagnare in decotto di equiseto le radici delle piantine prima di metterle a dimora. La consociazione coi pomodori, il sedano e gli spinaci allontana le cavolaie, così come la copertura del terreno con rami di ligustro, ma se la prevenzione non fosse sufficiente si possono irrorare le verze con preparati a base di Bacillus thuringiensis. La cecidomia del cavolo viene prevenuta tramite l’impiego di reti apposite, oltre all’utilizzo di rotazione colturale e calcare di alghe spolverizzato sulle giovani piante, oppure viene contrastata con prodotti a base di piretro.

Proprietà

Il cavolo verza è ricco di vitamina A, K, C, oltre a potassio, fosforo, calcio e zolfo. Previene i tumori all’apparato urinario e all’intestino, sazia, e in caso di ingorgo mammario le sue foglie scottate in acqua e applicate in loco fino al raffreddamento e ripetutamente possono essere usate per dare sollievo ai seni doloranti.

Domande frequenti

  • Quando si semina il cavolo verza?
    L'epoca di semina dipende dalla varietà scelta. Le varietà estive si seminano in marzo-aprile, mentre quelle invernali richiedono una semina tra aprile e maggio. È consigliabile effettuare la semina in semenzaio, preferibilmente in pieno campo e in posizione soleggiata, per poi procedere al trapianto dopo 5-7 settimane, quando le piantine hanno sviluppato 3-4 foglie.
  • Come preparare il terreno per la coltivazione?
    Il cavolo verza ama i terreni freschi e fertili con pH compreso tra 6,5 e 7,5. È fondamentale effettuare una doppia vangatura invernale profonda (45-60 cm) e integrare 5-8 kg al mq di compost o letame ben maturo. Per ottimizzare il suolo, si consiglia di rispettare una rotazione colturale di almeno due anni e, idealmente, di coltivare leguminose (come piselli o fagioli) nell'anno precedente per arricchire il terreno di azoto.
  • Quali sono le consociazioni migliori per il cavolo verza?
    Le consociazioni favorevoli includono pomodori, sedano, patate, spinaci, porri e piselli, poiché aiutano a tenere lontane le cavole. Per migliorare l'aroma della pianta, si può consociare con camomilla, coriandolo o cumino. Al contrario, è sconsigliabile avvicinare la verza alla senape, che potrebbe competere negativamente con la crescita o attirare parassiti comuni.
  • Come prevenire l'ernia del cavolo in modo biologico?
    L'ernia del cavolo è una malattia grave che richiede la sospensione della coltura per sette anni. In via preventiva, si può inserire il calcare di alghe direttamente nella buca di trapianto. Un altro metodo efficace consiste nel bagnare le radici delle piantine in un decotto di equiseto prima di metterle a dimora. Questi accorgimenti aiutano a creare un ambiente ostile al fungo patogeno.
  • Quali sono le proprietà nutrizionali del cavolo verza?
    Il cavolo verza è un ortaggio molto nutriente, ricco di vitamine A, C e K, nonché di minerali come potassio, fosforo, calcio e zolfo. Ha proprietà preventive contro i tumori dell'apparato urinario e intestinale. Inoltre, le sue foglie, se scottate e applicate localmente sui seni doloranti, possono offrire sollievo grazie alle loro proprietà lenitive e antinfiammatorie.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche