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Fitoterapia

La fitoterapia utilizza molti tipi di piante per curare varie malattie. Tra queste specie possiamo trovare: angelica, arancio, melissa, pepe, girasole, menta, pomodoro, piselli.

Cos'è la fitoterapia

La fitoterapia è quella scienza che cura le malattie usando le piante o parti di esse trasformate in estratti vegetali contenenti i principi attivi delle piante stesse. Abbiamo definito la fitoterapia come “quella scienza” e non come una scienza, perché la qualificazione di questa branca della conoscenza umana non è ancora specificamente definita. Allo stato attuale, la fitoterapia viene considerata una medicina alternativa, una risorsa a cui ricorrere per ricavare benessere e superare dei disturbi momentanei da non curare necessariamente con farmaci. In molti Paesi, come l’Ue e gli Stati Uniti, la fitoterapia viene considerata anche complementare alla medicina tradizionale e lo dimostra il fatto che molti estratti di piante sono validamente usati nella pratica medica ufficiale. Basta pensare che la comune Aspirina contiene acido aceltisalicilico, ottenuto dal salice bianco.

A cosa serve la fitoterapia

La fitoterapia serve a curare alcune affezioni del nostro corpo e della nostra mente migliorando il nostro benessere. Per curarci, la fitoterapia si serve degli estratti di alcune piante, non di tutte le piante, ma solo di quelle a cui si attribuiscono o vengono riconosciute delle proprietà curative dette “officinali”. Non tutte le piante sono officinali, cioè utili alla nostra salute e al nostro benessere e questo la fitoterapia lo sa, tanto da studiare e classificare attentamente le specie vegetali con proprietà terapeutiche. In natura esistono piante tossiche e molto velenose il cui uso sconsiderato può provocare anche la morte. Le sostanze “velenose” di alcune piante vengono, invece, sfruttate dall’omeopatia, un’altra medicina alternativa a cui, invece, viene riconosciuto il rango di scienza medica. Fitoterapia e omeopatia, spesso, si intrecciano tra loro per via degli estratti vegetali usati, anche se cambiano le modalità dei dosaggi e i tempi di cura. Molti prodotti fitoterapici vengono in realtà definiti “integratori” alimentari, mentre i prodotti dell’omeopatia vengono chiamati farmaci omeopatici. Il perché di questa differenza non è ancora noto, ma vi consigliamo di approfondirlo leggendo gli articoli della nostra sezione.

Effetti piante officinali

Le piante officinali possono avere effetti benefici sugli apparati del nostro organismo e possono migliorare alcune condizioni patologiche. Questo, almeno, secondo la classificazione della stessa ricerca fitoterapica. La fitoterapia, infatti, nel corso dei suoi studi, ha classificato, centinaia di piante officinali raggruppandole in base alle loro proprietà e ai loro effetti sui diversi apparati del corpo umano e su svariate malattie. Esistono piante officinali con effetti sull’apparato digerente, cardiocircolatorio, respiratorio, urogenitale, osteoarticolare, sul metabolismo e su malattie dermatologiche, nervose, ematologiche e altre.

Alcune piante officinali

Tra le piante officinali di uso comune si ricordano la camomilla, la valeriana e la melissa, i cui estratti vengono usati per preparare infusi e tisane che aiutano a combattere l’insonnia e l’ansia. Le piante officinali vengono suddivise dalla fitoterapia, in principali, secondarie e tossiche. Quelle principali sono circa 70, tra cui rientrano quelle che abbiamo appena citato.