Melissa

Melissa

E’ considerata l’erba degli ansiosi per eccellenza. I suoi preparati si assumono fin dall’antichità per sedare problemi nervosi e crisi di nervi. Stiamo parlando della melissa, pianta dal delicato nome femminile, ma dagli effetti potenti e universalmente riconosciuti. La melissa è una delle specie cardine della fitoterapia e dell’erboristeria, ma vanta anche molti impieghi nell’industria alimentare dei liquori e nella cosmesi. Specie aromatica e ricca di oli essenziali, la pianta si presta anche ad essere coltivata in giardino, dove non necessita di interventi particolari, ma solo di una corretta esposizione e del giusto apporto idrico.
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Caratteristiche

melissa2-1La melissa, nome botanico Melissa officinalis, è una pianta erbacea perenne, rustica, con foglie picciolate, appartenente alla famiglia delle Labiatae ed originaria dell’Asia Occidentale e dell’ Europa Meridionale. In Italia cresce lungo le siepi e in corrispondenza di zone ombrose. La melissa è conosciuta anche come Erba Limona o Cedronella, per il suo aroma molto simile a quello del limone. La pianta si presenta con uno stelo altro da trenta centimetri a un metro e con foglie picciolate di colore verde scuro e ricoperte di peluria. Nel complesso, la melissa è simile alla menta o all’ortica. La sua fioritura è estiva, con infiorescenze campanulate di colore bianco che man mano si colorano di rosa. Il frutto della pianta è un achenio, mentre il seme è piccolo e di colore scuro. La melissa non riveste un grande valore ornamentale, anche se può essere tranquillamente ospitata in giardino per il suo intenso profumo di limone. La sua coltivazione di massa è esclusivamente finalizzata a scopi erboristici e alla raccolta dei semi per la propagazione di nuove piantine.

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Varietà

infuso-di-melissa La melissa officinalis è una pianta unica nel suo genere e non presenta molte varietà. Le uniche varianti di melissa sono quella romana e quella aurea. La melissa romana non ha foglie troppo pelose e presenta un odore più sgradevole rispetto alla specie officinalis. La melissa aurea, invece, è un ibrido con fiori screziati di giallo. I rimedi erboristici vengono però estratti esclusivamente dalla melissa officinalis, specie da cui si ottengono degli oli essenziali con diverse proprietà fitoterapiche che vedremo meglio nel corso del nostro approfondimento. Da ricordare anche che il nome della pianta deriva dal greco “melissa”, che vuol dire miele. I fiori di melissa sono, infatti, molto ricercati dalle api perché molto ricchi di nettare e di polline. La melissa, proprio per i suoi benefici effetti fitoterapici, ha permesso l’estrazione di famosi rimedi conosciuti come “l’Acqua dei Carmelitani” o “ Acqua di Melissa” e lo “Spirito di Melissa”.


Coltivazione

estrattoidroalcolicomelissa La melissa non è una pianta molto esigente in fatto di coltivazione. Necessita solo di una posizione ombrosa e di terreni fertili e ben drenati. In genere cresce su qualsiasi tipologia di terreno, purché non sia arido o eccessivamente umido. La pianta si propaga per seme o per divisione dei cespi. La semina è molto complicata e costosa e viene applicata solo per gli impianti di massa. Per la coltivazione casalinga è consigliabile la propagazione tramite divisione dei cespi, da cui si possono originare anche quaranta nuove piantine. La semina a pieno campo avviene tra l’autunno e la primavera, mentre la divisione dei cespi si pratica a fine inverno e fino ad aprile, su piante con almeno due o quattro anni di età. Durante il trapianto, le parti da propagare vanno innaffiate regolarmente, mentre l’acqua non deve essere abbondante durante l’attecchimento delle piantine, per non depauperare le sostanze aromatiche contenute nelle stesse. Il terreno dove sarà piantata la melissa va concimato con letame maturo. Questo concime è ricco di azoto e migliora la fertilità del substrato. A primavera, dopo un ulteriore sfalcio del terreno, si possono apportare limitate quantità di concime a base di fosforo e di potassio.


Cosa contiene

La melissa contiene una notevole quantità di oli essenziali dalle benefiche proprietà aromatiche ed officinali. La maggiore quantità di essenze è concentrata sulle foglie. Queste contengono, appunto, olio essenziale, tra lo 0,05% e lo 0,1%, citronellolo, acetato di geraniolo e altri acidi triterpenici ( ursolico, olenaoico e pomolico), polifenoli, flavonoidi, tannini e polisaccaridi.


Parti utilizzate

A scopo erboristico si usano le foglie della melissa, ma anche gli steli e le sommità fiorite. Alcune parti della pianta vengono usate anche nell’industria dei liquori e per insaporire le insalate. Le foglie ed i fiori freschi vengono lavorati e distillati per preparare dei liquori, tra cui l’Assenzio, sempre le foglie fresche si possono usare per insaporire insalate, minestre e piatti a base di carne. Le foglie essiccate vengono usate, invece, per preparare decotti e infusi.


Proprietà e usi

L’olio essenziale della melissa ha proprietà ansiolitiche, sedative e calmanti del sistema nervoso centrale, ma anche antispasmodiche, antinfiammatorie e antibatteriche. I tannini e i polifenoli, contenuti sempre nelle foglie della pianta, hanno, invece proprietà antivirali. Per le sue virtù, gli estratti di melissa sono impiegati per combattere stati d’ansia, agitazione e nervosismo, ma anche insonnia, dolori intestinali causati da somatizzazioni a livello nervoso, tachicardia ( provocata spesso anche dall’ansia) e dolori mestruali. Gli estratti di melissa, per le loro proprietà antivirali, sono impiegati anche per contrastare l’ Herpes simplex, ovvero la “febbre delle labbra”. Gli estratti di melissa aumentano anche la secrezione epatica favorendo la digestione e proteggono la mucosa intestinale danneggiata dagli attacchi di gastrite nervosa.


Controindicazioni

Non esistono molti studi sulle controindicazioni degli estratti di melissa. La pianta, infatti, non ha effetti tossici, ma alcune ricerche suggeriscono alcune precauzioni d’uso in caso di particolari patologie. E’ da segnalare anche che è sconsigliata l’assunzione eccessiva di estratti a base di melissa, perché dosi elevate possono provocare un effetto opposto a quello benefico della pianta ( calmante), ovvero aggravamento dell’ansia e dell’agitazione. Le dosi da assumere vanno quindi attentamente calibrate sulla base delle caratteristiche personali. L’assunzione di melissa è sconsigliata in caso di disturbi della tiroide, specie di ipotiroidismo, perché l’olio essenziale potrebbe in alcuni casi accentuare alcune disfunzioni della ghiandola. La somministrazione di melissa va evitata anche in caso di assunzione di ormoni tiroidei, perché l’olio essenziale della pianta contrasta la loro efficacia. Alcuni studi su animali hanno dimostrato, inoltre, che l’olio essenziale di melissa provoca un aumento della pressione dell’’occhio. I rimedi a base di questa pianta vanno, pertanto, evitati in soggetti colpiti da glaucoma.


Rimedi

Con le foglie di melissa si possono preparare decotti e infusi. L’infuso di melissa si prepara versando un cucchiaio di foglie in una tazza di acqua bollente. Queste vanno lasciate in infusione per circa dieci minuti. La tisana si può assumere al bisogno in caso di dolori di stomaco o attacchi d’ansia, oppure dopo i pasti, per digerire, o prima di andare a letto per favorire il sonno.


Formulazioni erboristiche

La moderna erboristeria propone oggi diverse forme farmaceutiche o erboristiche a base di estratti di melissa. In commercio, la melissa si trova in forma di estratto idroalcolico, ottenuto dalla macerazione e distillazione alcolica delle foglie e delle sommità fiorite; in capsule; caramelle e in polvere. L’estratto idroalcolico di melissa si usa come sedativo, digestivo e per lenire i disturbi della menopausa. Le capsule si usano come antispasmodici e per lenire i dolori intestinali causati da nervosismo o dalle mestruazioni. L’estratto granulare di melissa viene addizionato anche ad altre piante, come la menta, la camomilla, il finocchio, eccetera. Diluito in acqua forma una bevanda dissetante e digestiva. Le caramelle di melissa, addizionate anche alla propoli e al succo di limone, si usano per dare sollievo alla gola irritata.


Prodotti cosmetici

Con gli estratti di melissa si preparano anche prodotti cosmetici o per uso esterno. Tra questi, shampoo, bagnodoccia e creme viso. Gli shampoo a base d melissa sono dei prodotti a secco che si usano per la pulizia del pelo dei cani e dei gatti. Utilizzabili dagli esseri umani sono, invece, i bagnodoccia, che hanno un effetto emolliente sulla pelle e rilassante sulla psiche. Le creme viso a base di melissa sono adatte alle pelli miste, hanno un effetto emolliente e proteggono dai raggi solari.


Dosaggio e costi

Il dosaggio dei prodotti a base di melissa varia in base alla formulazione erboristica. Le gocce idroalcoliche si assumono due volte al giorno, sciogliendone 25 in un bicchiere d’acqua;

le capsule si assumono nella dose di due o tre per due volte al giorno al momento dei pasti; l’estratto granulare si beve al bisogno; le caramelle si assumono nella dose di 5 o sei al giorno per adulti e di due o quattro al giorno per bambini, si consiglia di non eccedere con l’uso delle caramelle perché possono avere un effetto lassativo. Il costo dei prodotti a base di melissa è abbastanza accessibile: l’estratto idroalcolico costa circa dieci euro; le capsule si aggirano intorno ai nove euro, l’estratto granulare e le caramelle non superano i quattro euro. I prodotti cosmetici a base di melissa hanno un costo compreso tra nove e dodici euro per confezioni da 250 ml. I prodotti indicati si possono comprare nelle erboristerie, nelle farmacie e nelle parafarmacie. I prodotti cosmetici si possono trovare anche al supermercato, mentre gli shampoo a secco ( a base di melissa) per animali si trovano nei pet shop.


Curiosità

Le proprietà officinali della melissa erano conosciute anche in passato. Già gli antichi Greci conoscevano le proprietà calmanti della pianta e la prescrivevano nella cura delle manie e dei disturbi psichici. Di questa pianta si diceva che alleviasse la tristezza e la malinconia. Anche gli Arabi conoscevano le proprietà calmanti della pianta, considerandola un rimedio che “rallegrava e confortava il cuore”. Nel 1611 i Carmelitani Scalzi inventarono una sostanza alcolica chiamata “ Acqua di Melissa”, che veniva bevuta da tutti coloro che attraversavano momenti difficili o che avevano delle crisi di nervi.




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