abete bianco

Alberi Conifere

Abete bianco

Conifera di grandi dimensioni, sensibile all'aridità ma adattabile quanto al pH del suolo, maestosa e resistente ai venti e al freddo.

di Redazione

07 novembre 2011

Generalità

L’Abete bianco (Abies alba) è una conifera arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae che può superare i 300 anni. Tra le conifere europee è probabilmente la più alta, dato che può arrivare a oltre 60 m di altezza con un tronco di 2-3 m di diametro in certi casi. La chioma è inizialmente di forma piramidale, poi col tempo tende a allargarsi assumendo una conformazione allargata e piatta, tipica, detta a “nido di cicogna”. I rami principali hanno una disposizione molto regolare (partono tutti dallo stesso asse cioè il tronco e quelli dello stesso anno sono quasi sullo stesso piano) da cui si può calcolare l’età della pianta. I rami secondari sono orizzontali, quelli dell’anno presentano una peluria caratteristica. Le foglie sono aghi appuntiti che si dipartono dal ramo a spirale e restano sull’albero anche 10 anni prima di cadere. Come in altre conifere, gli aghi si muovono ruotando sul loro asse per raccogliere più luce possibile (è un adattamento tipico delle piante che vivono alle alte latitudini). Gli aghi più esposti alla luce sono più corti e rigidi di quelli che crescono all’ombra. La pagina inferiore degli aghi presenta 6-8 file di aperture stomatiche ed è argentata, da qui derivano i riflessi tipici della chioma dell’albero. Se l’albero è isolato mantiene i rami nella parte bassa del tronco, se invece è circondato da altri conspecifici o comunque in ambiente boschivo si spoglia fino ai tre quarti della sua altezza. Il tronco è dritto, con corteccia grigio chiara che si fessura tardivamente e con un numero di tasche contenenti resina che varia a seconda dell’ambiente in cui cresce la pianta. La resina dell’albero si usa per produrre trementina. Di solito la resina è più abbondante nelle piante che vivono in quota. La fioritura avviene tra maggio e giungo con coni a sessi separati presenti contemporaneamente sulla stessa pianta. I microsporofilli (maschili) si riuniscono a formare coni gialli contenenti moltissimo polline sui rametti dell’anno precedente nella parte bassa dell’albero. I macrosporofilli (femminili) si riuniscono a formare coni rosso-viola nella parte alta dell’albero, sono eretti e portati dai rami dell’anno. I coni lignificati e maturi (le cosiddette pigne) prendono il nome di strobili, con le squame dall’apice arrotondato. Sono lunghi 10-18 cm, eretti, e da verdi che erano diventano bruni e coperti di resina. All’inizio dell’autunno si aprono lasciando andare i semi bianchi lunghi 6-9 mm, mentre il rachide centrale rimane sulla pianta. La produzione di semi è abbondante ogni 2-3 anni e comincia quando la pianta ha circa 30 anni (40 in bosco). L’apparato radicale da fittonante diventa poi a candelabro, con robuste radici laterali, e può formare anastomosi radicali con i conspecifici vicini.

Clima e terreno

L’abete bianco è presente in tutta Italia tranne che in Puglia, tra 400 e 1800 metri sul livello del mare, sugli Appennini (dove forma le cosiddette abetine e di solito è stato introdotto dall’uomo) e le Alpi soprattutto quelle orientali e di solito sempre sui versanti meridionali. Si associa frequentemente con Abete rosso, Faggio e Larice. Vegeta sia su terreni a silicati che su terreni a carbonati, con qualunque pH, ma comunque freschi e profondi. Ha assoluta necessità di una certa umidità sia atmosferica che edafica. Non sopporta inverni troppo caldi e resiste bene fino a -25°C, di contro però viene danneggiato molto dalle gelate tardive. L’aridità estiva è uno dei suoi fattori limitanti.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione avviene per seme tenendo conto che in autunno la percentuale di germinazione non è altissima dato che le alte temperature la inibiscono e quelle basse la stimolano, oppure per talea di ramo giovane. Per conservare i semi di Abete bianco bisogna porli in contenitore ermetico previa disidratazione del 5-10% e mantenerli tra 0-5°C per non più di 5 anni (altrimenti bisogna conservarli a -15 o -18°C). La semina in ogni caso deve avvenire in autunno con pacciamatura o in primavera previa vernalizzazione di circa 3-4 settimane. La pianta raggiunge 4-6 cm nel giro di 4 ani circa e in fase giovanile non ha problemi a tollerare un certo ombreggiamento. Va tenuto in conto che le piante che crescono troppo in fretta allungandosi molto in fase vegetativa (in caso di estati molto lunghe tipiche di aree non idonee alla vita dell’Abete bianco, per esempio) invecchiano precocemente. Inoltre è importante ricordare che le piante sottoposte a stress idrici e inquinamento vanno soggette alla moria dell’abete che porta prima a ingiallimenti diffusi tra gli aghi, poi alla formazione precoce della morfologia a nido di cicogna e infine alla morte. Quindi questa pianta peraltro molto bella è adatta solo a aree ampie in climi idonei, come specie isolata o in gruppi, magari associata a rododendri, Faggi o Larici.

Tra i parassiti dell’Abete bianco ricordiamo gli afidi, i coleotteri scotilidi, e il lepidottero Tortrix murinana. Tra le malattie ricordiamo la ruggine causata da Pucciniastrum epilobii, e le necrosi fogliari causate da Herpotrichia parasitica.

Caratteristiche del legno

Il legno di Abete bianco non contiene canali resiniferi. Viene usato per produrre cellulosa, arredi da interni e da esterni anche se non è molto resistente agli agenti atmosferici.

Varietà

Anche se non viene considerata una vera e propria varietà di Abete bianco, l’Abies alba proveniente dalla Calabria cresce più velocemente, ha efficienza foto sintetica maggiore e resistenza all’aridità e alla moria di abeti superiore rispetto agli abeti bianchi presenti nel resto della Penisola. Altre varietà disponibili hanno portamento nano, piangente o a ventaglio (“Flabellata”).

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di clima e terreno per coltivare l'Abete bianco?
    L'Abete bianco richiede un clima fresco e umido, vegetando idealmente tra i 400 e i 1800 metri di quota. È fondamentale garantire un'elevata umidità sia atmosferica che del suolo, poiché la pianta soffre fortemente l'aridità estiva. Tollera un ampio range di pH del terreno, crescendo sia su substrati silicei che calcarei, purché questi siano profondi e ben drenati. Resiste a temperature minime fino a -25°C, ma è vulnerabile alle gelate tardive primaverili e agli inverni eccessivamente miti che ne accelerano l'invecchiamento.
  • Come si effettua la moltiplicazione dell'Abete bianco tramite seme?
    La propagazione avviene principalmente per seme, con due finestre temporali principali. In autunno, la semina diretta beneficia delle basse temperature naturali che stimolano la germinazione, spesso accompagnata da pacciamatura. In primavera, è necessario sottoporre i semi a vernalizzazione artificiale per 3-4 settimane prima della semina. I semi vanno conservati in contenitori ermetici, leggermente disidratati (5-10%), a temperature tra 0-5°C per massimo 5 anni, oppure a -15/-18°C per conservazione a lungo termine. La germinazione in autunno può essere bassa se le temperature rimangono elevate.
  • Cosa causa la 'moria dell'abete' e quali sono i sintomi visibili?
    La moria dell'abete è una sindrome letale causata principalmente da stress idrico prolungato e inquinamento ambientale. I sintomi iniziali includono ingiallimenti diffusi degli aghi. Successivamente, la pianta sviluppa precocemente la tipica chioma a 'nido di cicogna', perdendo i rami inferiori. Infine, la pianta muore. Questo fenomeno è particolarmente frequente nelle zone non idonee al suo habitat naturale, dove le estati sono troppo lunghe e calde, o in ambienti urbani affetti da smog. Previene la malattia garantendo umidità costante e evitando stress ambientali.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono l'Abete bianco?
    Tra i parassiti animali, l'Abete bianco è soggetto ad attacchi di afidi, coleotteri della famiglia Scolytidae e al lepidottero Tortrix murinana. Per quanto riguarda le patologie fungine, la principale è la ruggine causata da Pucciniastrum epilobii. Un'altra grave problematica è rappresentata dalle necrosi fogliari, provocate dal fungo Herpotrichia parasitica. Questi patogeni possono aggravare lo stato di salute della pianta, specialmente se essa è già indebolita da fattori ambientali sfavorevoli come siccità o cattiva qualità dell'aria.
  • Come cambia l'aspetto della chioma a seconda dell'ambiente di crescita?
    La morfologia della chioma dipende fortemente dalla densità della vegetazione circostante. Se l'Abete bianco cresce isolato, mantiene i rami fino alla base del tronco, sviluppando una forma piena. Al contrario, se inserito in un bosco misto o vicino ad altri alberi della stessa specie, subisce competizione luminosa e perde la vegetazione fino ai tre quarti dell'altezza totale, assumendo la caratteristica forma a 'nido di cicogna' con rami orizzontali e piatti verso l'alto. Questa plasticità è una risposta adattativa alla disponibilità di luce.

Scheda Tecnica

Abies alba

Nome scientificoAbies alba
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera arborea
OrigineEuropa (Alpi, Appennini)
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra, preferibilmente fresca
TerrenoFresco, profondo, drenante, pH variabile (silicei/carbonatici)
IrrigazioneRegolare, necessita di elevata umidità atmosferica e del suolo
FiorituraMaggio-giugno
AltezzaFino a 60 metri
PotaturaNon necessaria, evitare tagli drastici
MoltiplicazioneSemina (autunnale/primaverile con vernalizzazione) o talea
Malattie e parassitiAfidi, coleotteri scotilidi, Tortrix murinana, ruggine (Pucciniastrum epilobii), necrosi fogliari (Herpotrichia parasitica)
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile ad aridità, calore eccessivo e gelate tardive)

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