abete siciliano

Alberi Conifere

Abete siciliano

Una conifera in pericolo di estinzione, che resiste sulle Madonie in Sicilia con meno di 30 esemplari.

di Redazione

10 febbraio 2012

Generalità

L’Abete siciliano (Abies nebrodensis) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae, in grave pericolo di estinzione, endemica della regione Sicilia. Attualmente ne esistono solo pochissimi esemplari (meno di 30) all’interno dei confini del Parco delle Madonie. La specie era endemica dei monti settentrionali della regione, e all’inizio del 1900 era stato dato come estinto definitivamente. Cinquant’anni dopo, invece, ne sono stati ritrovati prima uno e poi altri esemplari, posti subito sotto tutela. La specie è caratterizzata da una certa somiglianza con Abies alba, di cui un tempo veniva considerato una sottospecie, non supera mai i 15 metri di altezza, con una chioma che da piramidale diventa poi rotondeggiante e rada, a volte appiattita, data dalle branche principali verticillate con andamento orizzontale e i rami secondari opposti. La corteccia è leggermente fessurata e a scaglie, aranciata, i rametti sono grigio-verdi oppure giallastri, raramente cosparsi da una pubescenza bruna. Le gemme sono ovato coniche lisce e a volte lievemente resinose, di un pallido bruno rossiccio, di 7-9 mm di diametro. Le foglie sono una delle caratteristiche della pianta che permettono di distinguerla dall’Abies alba, sono infatti non pettinate, più corte (1,2-2 cm) e appuntite. Rigide e lineari, hanno andamento orizzontale, color verde scuro lucido sopra e glauche sotto con 9-12 linee stomatali. La fioritura avviene con microsporofilli maschili che formano coni verde-gialli con squame purpuree, e macrosporofilli femminili che formano coni dello stesso colore, eretti, che dopo la fecondazione e a maturità diventano bruno-verdi e lunghi 13-20 cm.

Clima e terreno

Dal punto di vista altitudinale l’Abete siciliano si situa nella fascia che va da 1600 a 1800 metri sul livello del mare. Si associa a Rovere, Faggio europeo e Agrifoglio a formare boschi radi, su versanti settentrionali in condizioni di forte ventosità, siccità estiva, e pronunciate escursioni termiche. Non è adatto a zone costiere o di bassa quota e aride. Tutti gli esemplari attualmente in vita nel parco delle Madonie sono situati su pendii sassosi.

Impianto e tecniche di coltivazione

Trattandosi di una specie protetta, inserita nella lista delle 50 specie vegetali maggiormente a rischio di tutto il bacino del Mediterraneo, non può essere riprodotta a livello amatoriale. Contattando l’ente parco delle Madonie è possibile chiedere un esemplare da piantumare in aree adatte, a quota elevata e su versanti settentrionali, curando l’irrigazione durante i mesi estivi. La riproduzione della specie attualmente viene effettuata per seme e per innesto. Nel primo caso la difficoltà risiede nel fatto che gli esemplari superstiti non producono grandi quantità di semi vitali, anche a causa della loro relativamente giovane età (l’Abete siciliano non produce semi prima dei 40 anni di vita). Inoltre la variabilità genetica di una popolazione così esigua è assai ridotta, fatto questo che non aiuta la produzione di nuovi individui. Era stato anche avviato un programma di propagazione per innesto di Abies nebrodensis su abies Alba. Un ulteriore ostacolo alla sopravvivenza della specie è rappresentato dal fatto che in natura l’Abete siciliano tende a ibridarsi facilmente con Abies alba.

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Domande frequenti

  • Perché l'Abete siciliano è considerato in grave pericolo di estinzione?
    La specie è critica perché conta meno di 30 esemplari selvatici rimasti nelle Madonie, dopo essere stata data per estinta nel XX secolo. I fattori di rischio includono l'età avanzata degli alberi superstiti (che iniziano a produrre semi vitali solo dopo i 40 anni), la ridotta variabilità genetica dovuta alla piccola popolazione e la tendenza naturale a ibridarsi con l'Abies alba, diluendo ulteriormente il patrimonio genetico puro della specie.
  • È possibile acquistare e piantare un Abete siciliano nel proprio giardino?
    No, l'Abies nebrodensis è una specie strettamente protetta e inserita nella lista delle piante a rischio del Mediterraneo. Non può essere riprodotta né commercializzata a livello amatoriale. L'unica via legale prevede il contatto diretto con l'Ente Parco delle Madonie, che potrebbe autorizzare la piantumazione di esemplari ottenuti scientificamente esclusivamente in aree adatte, ad alta quota e su versanti settentrionali, con cura specifica dell'irrigazione estiva.
  • Quali sono le differenze principali tra Abete siciliano e Abete bianco?
    Le foglie distinguono chiaramente le due specie: quelle dell'Abete siciliano sono più corte (1,2-2 cm), rigide, lineari e disposte orizzontalmente, mentre nell'Abies alba sono pettinate. Inoltre, l'Abete siciliano ha una chioma che da piramidale diventa rotondeggiante e rada, con branche orizzontali, e raggiunge al massimo i 15 metri, rimanendo generalmente più piccolo rispetto all'Abete bianco comune.
  • In quale ambiente cresce naturalmente l'Abete siciliano?
    Cresce esclusivamente tra i 1600 e i 1800 metri di quota sui Monti Nebrodi/Madonie. Predilige versanti settentrionali esposti al vento, associandosi a roveri, faggi e agrifogli. Richiede condizioni climatiche specifiche con forti escursioni termiche e soffre nelle zone costiere, a bassa quota o in ambienti aridi, preferendo pendii sassosi ben drenati.

Scheda Tecnica

Abies nebrodensis

Nome scientificoAbies nebrodensis
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineEndemica Sicilia (Parco delle Madonie)
EsposizioneSole/Mezz'ombra, alta quota (1600-1800 m)
TerrenoBen drenato, sassoso, acido/neutro
IrrigazioneModerata, attenzione alla siccità estiva
FiorituraPrimavera (coni eretti verde-gialli/purpurei)
AltezzaMax 15 metri
PotaturaNon necessaria / Conservativa
MoltiplicazioneSeme (difficile) e innesto
Malattie e parassitiIbridazione con Abies alba, scarsa vitalità semi
Difficoltà di coltivazioneEstrema (Specie protetta e in via di estinzione)

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