Cedro dell'Himalaya

Generalità

Il Cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara) è una elegante conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae dalla caratteristica chioma conico-piramidale, con la cima incurvata e i rami principali che si originano molto vicino al livello del terreno nelle piante isolate e che presentano andamento orizzontale e tendono a piegarsi verso il basso nel tempo. Dai rami si dipartono i rametti pubescenti e piangenti all’apice. Arriva a 50-60 m di altezza nel suo habitat naturale e ha un tronco colonnare di anche 3 m di diametro coperto da una corteccia rossiccia solcata longitudinalmente. Le foglie aghiformi sono lunghe circa 5 cm e sono riunite a gruppi di 20-30 sui brachiblasti mentre sui macroblasti sono singole e hanno una disposizione a spirale. Hanno un colore che va dal verde chiaro al grigio-verde fino al grigio-blu. La fioritura avviene in autunno con microsporofilli e macrosporofilli presenti contemporaneamente sulla stessa pianta. I microsporofilli maschili si riuniscono a formare coni nella parte inferiore della chioma, lunghi 4-6 cm e a forma di banana, che rilasciano grandi quantità di polline dal colore giallo brillante. I coni femminili formati dai macrosporofilli sono nella parte alta della chioma, verde-bluastri, lunghi 7-12 cm, e maturano in 12 mesi circa (anche se spesso permangono più anni sull’albero) rilasciando per disintegrazione i numerosi semi alati tra ottobre e dicembre. E’ molto longevo. Tutta la pianta contiene essenze aromatiche usate in profumeria e per produrre incenso.
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Clima e terreno

coni cedro himalayaIl Cedro dell’Himalaya è presente nel nostro paese come specie ornamentale, ma si è anche naturalizzato in Piemonte. Originario di Himalaya, Tibet, Nepal, India, Pakistan e Afghanistan, preferisce gli ambienti in quota, su terreni ricchi e profondi, ben drenati e con praticamente qualsiasi valore di pH, e esposizione in pieno sole. Quando è attecchito tollera bene l’aridità, e gradisce sia estati fredde e piovose che climi più secchi e caldi. Non sopporta invece l’inquinamento atmosferico, i venti salmastri, né si può considerare rustico al pari di altri cedri dato che inverni molto rigidi possono ucciderlo (non può scendere sotto ai -25°C). Resiste ai venti.

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Impianto e tecniche di coltivazione

Il Cedro dell’Himalaya si propaga per seme prelevando i coni in inverno e tenendoli al caldo finché non si aprono. Una stratificazione a freddo di circa un mese può essere un utile stratagemma per incrementare la percentuale di germinazione. Il letto di semina deve essere umido ma molto ben ventilato per evitare che i semi ammuffiscano. Appena possibile i semenzali vanno ripicchettati e tenuti in serra fredda al riparo per il primo inverno. Possono essere messi a dimora durante la tarda primavera o all’inizio dell’estate ed è meglio predisporre protezioni dal freddo per le prime due stagioni invernali che la pianta trascorre all’aperto. In alternativa si può procedere per propagazione vegetativa prelevando talee apicali in novembre, ma non è facile farle radicare. Come molte altre conifere anche il Cedro dell’Himalaya non tollera i trapianti da una certa età in poi, spostalo quando è alto circa 2 m significa condannarlo a un arresto di crescita per parecchio tempo e a un ridotto sviluppo radicale che ne compromette la stabilità nei confronti dei venti. Per le sue caratteristiche il Cedrus deodara non è adatto a zone troppo trafficate e inquinate, quindi sarebbe meglio non piantarlo in città, tantomeno davanti a casa. La sua collocazione ideale è quella in aree davvero molto ampie, come esemplare isolato o affiancato ad altre grandi conifere, in zone in quota e mai in vicinanza di strade o camminamenti. In aree ristrette, e/o dove viene potato, non può assumere una forma che ne rispecchi la natura e diventa spesso asimmetrico, certamente non bello quanto potrebbe. E’ soprattutto molto importante non potare mai i rami più bassi, permettendo loro di scendere man mano verso il basso col trascorrere delle decadi. Non è quindi un albero adatto al centro di aiuole a meno che non siano aiuole di dimensioni considerevoli, né va affiancato a arbusti che soffrirebbero per la mancanza di luce e spazio. Un letto di Ajuga reptans in varietà e/o Ophiopogon planiscapus “Nigriscens” può egregiamente tappezzare il suolo in ombra tutto attorno al suo fusto.


Parassiti e malattie

A causa del suo elevato contenuto di oli essenziali non viene facilmente attaccato da funghi e parassiti. In ogni caso tra segnaliamo come eventualmente problematici in individui indeboliti le Cocciniglie, i Tarli, i coleotteri curculionidi, e i lepidotteri della famiglia degli Psichidae.


Caratteristiche del legno

Il legno di Cedro dell’Himalaya è stato utilizzato molto in passato per le costruzioni di stampo religioso. E’ un legno durevole, resistente ai marciumi e ai tarli, impiegato per costruire case galleggianti, ponti, traversine ferroviarie.


Cedro dell'Himalaya: Varietà

Come molte conifere anche il Cedro dell’Himalaya presenta molte cultivar interessanti. Ricordiamo tra le altre “Feelin Blue”, “Aurea” con gli aghi dalla sfumatura dorata e dalla crescita più lenta, “Golden Horizon”, “Blue Surprise”, “Lime glow” dalla sfumatira verde lime molto luminosa adatta per creare contrasto con altre conifere, “Albospica”, “Karl Fuchs” più resistente al freddo della specie tipica, e “Klondyke”.



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