pino aleppo

Alberi Conifere

Pino d'Aleppo

Una conifera adatta ad aree aride e calde, assolate, in ambiente litoraneo, sia per consolidare terreni franosi che come ornamentale pura in grado di attrarre la fauna selvatica.

di Redazione

17 gennaio 2012

Generalità

Il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) è una conifera sempreverde molto resinosa appartenente alla famiglia delle Pinaceae. E’ tipico dell’area Mediterranea. Arriva a 20-25 metri di altezza al massimo, anche se di norma non sale oltre i 15m. Il tronco singolo dal diametro raramente superiore ai 60 cm, è dritto o contorto a seconda delle condizioni climatiche cui è sottoposto l’albero, con una corteccia che salendo verso l’alto da spessa e rossiccia diventa più sottile e scura. La chioma è poco densa, irregolare e aperta, simile a quella del Pino marittimo, composta da foglie aghiformi lunghe 5-10 cm e riunite due a due da una guaina. Sono di color verde chiaro, non pungenti, flessibili, a margine dentato e restano sulla pianta circa due anni. La fioritura avviene tra marzo e maggio, con microsporofilli maschili ovoidali che si riuniscono a formare strutture a spiga gialle, e macrosporofilli femminili lunghi circa 1 cm, rossi sfumati di viola, singoli oppure a gruppi di 2-3 elementi. Una volta fecondati i coni femminili maturano nel giro di due anni circa, arrivando a 5-10 cm di lunghezza per 3 di larghezza, lignificando e assumendo una colorazione bruna da verde che era. I coni sono singoli o a coppie, rivolti verso il basso, e contengono i semi scuri, lunghi circa 5-6 mm e alati. Una volta completata la maturazione i coni restano chiusi sulla pianta per diversi anni, aprendosi poi in occasione di incendi estesi, in seguito ai quali i semi dispersi dal vento possono germinare prontamente sul terreno fertilizzato dalla cenere e sgombro da infestanti. L’apparato radicale è di tipi fittonante, molto robusto. Cresce velocemente ma non è particolarmente longevo arrivando a 250 anni al massimo.

Clima e terreno

Il Pino di Aleppo è naturalizzato in gran parte della nostra Penisola, con l’esclusione di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Veneto, tra 0 e 800 metri sul livello del mare. E’ un albero eliofilo, che richiede il pieno sole. Ama il caldo e un clima secco, essendo perfettamente adattato alle zone mediterranee a clima arido e caldo con inverni miti, più di qualunque altro congenere. Richiede un terreno dalla tessitura media oppure sciolta, ma non ha preferenze di pH anche se ha una predilezione per il litorale a matrice calcarea. Resiste molto bene ai venti forti, ma non a quelli freddi. Tipico della macchia mediterranea può formare sia boschi puri (come nel Gargano) che associarsi a querce e altri pini.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Pino d’Aleppo si propaga per seme subito dopo la raccolta o nel tardo inverno, in vasetti singoli per evitare stress da ripicchettamento alle plantule. Per sementi conservate un certo tempo è bene procedere con una vernalizzazione a 4°C per 6 settimane prima di effettuare la semina. Successivamente si procede con la messa a dimora che va effettuata quanto prima considerando l’apparato radicale dell’albero. E’ infatti sconsigliabile procedere con più rinvasi o effettuare trapianti, pena l’arresto della crescita per un certo tempo e una ridotta stabilità nei confronti dei venti. L’unica accortezza da avere successivamente all’impianto è quella di dare protezione alla pianta durante la cattiva stagione per un paio di anni. In alternativa alla semina si può tentare la propagazione vegetativa a partire dal singolo fascicolo di aghi, unito al rametto cui appartiene, ma non è consigliabile. Meglio procedere per seme avendo l’accortezza di utilizzare semi prodotti a partire da impollinazione incrociata. Per le sue caratteristiche il Pino d’Aleppo è una pianta ideale come consolidatore di pendii e terreni sciolti, e in giardini naturali ove si valorizzi la bellezza della macchia mediterranea e si voglia attirare la fauna, in ambienti caldi, aridi e assolati, non soggetti a gelate e freddi intensi durante l’inverno. Bellissimo associato alle tipiche essenza da macchia mediterranea che vadano a formare un basso sottobosco ai piedi della pianta. Tra queste ricordiamo Ginestra, Viburno, Mirto, Eriche, ma anche Cineraria, Rosmarino, magari in varietà e con fioriture nei toni armonici del blu, viola, rosa e bianco, affiancato alla Lavanda anch’essa in varietà (ne esistono cultivar magnifiche oltre ovviamente alla lavanda selvatica che è quella tipica della macchia mediterranea). Queste essenza oltre a accordarsi esteticamente al Pino d’Aleppo sono tutte adatte al clima in cui l’albero prospera. Inoltre sono specie perenni, cespugliose, molto adatte sia come rifugio per piccoli mammiferi che a accompagnare un pino che come molti altri congeneri secerne dagli aghi sostanze che inibiscono la germinazione, e che dilavate dalla pioggia vanno a imbibire il terreno sotto la chioma impedendo a un eventuale prato di prosperare. Volendo affiancare altri alberi al Pino d’Aleppo si consigliano o il Pino domestico oppure Leccio o Roverella.

Caratteristiche del legno

Il legno del Pino d’Aleppo è pesante e duro, resinoso, non particolarmente pregiato. Si usa nelle costruzioni navali e per fabbricare tavole grezze e imballaggi.

Parassiti e malattie

Tra le malattie cui va soggetto il Pino d’Aleppo ricordiamo il cancro resinoso del pino causato dal fungo Gibberella circinata trasmessa da curculionidi e scolitidi. Viene inoltre attaccato dalla Processionaria del pino, Thaumetopoea pityocampa, dal tortricide Evetria buoliana, e dal piranide Diorychtria sylvestrella.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare il Pino d'Aleppo?
    La semina deve avvenire idealmente subito dopo la raccolta dei semi per garantire la massima vitalità. In alternativa, è possibile seminare nel tardo inverno. Se si utilizzano semi conservati per un periodo, è fondamentale sottoporli a un trattamento di vernalizzazione a 4°C per almeno 6 settimane prima della semina, per rompere la dormienza e favorire la germinazione. È consigliabile usare vasetti singoli per evitare stress da trapianto successivi.
  • In che tipo di terreno cresce meglio il Pino d'Aleppo?
    Questa conifera predilige terreni dalla tessitura media o sciolta, fondamentali per un corretto drenaggio. Non mostra particolari esigenze riguardo al pH, ma ha una marcata predilezione per i substrati calcarei, tipici degli ambienti litoranei. Il suo apparato radicale fittonante e robusto gli permette di attecchire bene anche in terreni poveri e aridi, tipici della macchia mediterranea, evitando però ristagni idrici.
  • È possibile trapiantare il Pino d'Aleppo una volta cresciuto?
    No, il trapianto è fortemente sconsigliato. Il Pino d'Aleppo sviluppa un apparato radicale fittonante molto robusto e sensibile agli stress meccanici. Qualsiasi operazione di trapianto o rinvaso tardivo provoca quasi certamente un arresto della crescita e riduce drasticamente la stabilità dell'albero, rendendolo vulnerabile ai venti forti. La messa a dimora definitiva deve avvenire il prima possibile dopo la germinazione, utilizzando piantine già in vaso singolo.
  • Come si comporta il Pino d'Aleppo rispetto al freddo?
    Il Pino d'Aleppo è altamente adattato ai climi aridi e caldi del Mediterraneo, con inverni miti. Teme i venti freddi e le gelate intense. Pur resistendo bene ai venti forti (se caldi o moderati), non è adatto alle regioni del Nord Italia dove le temperature invernali scendono troppo in basso. La sua area di naturalizzazione in Italia esclude generalmente le regioni alpine e prealpane più fredde.
  • Perché il Pino d'Aleppo viene usato per consolidare i pendii?
    Viene impiegato come consolidatore di pendii e terreni franosi grazie al suo apparato radicale fittonante, profondo e molto robusto, che ancor saldamente il suolo. Inoltre, cresce rapidamente e tollera condizioni ambientali difficili, come suoli poveri e secchi. Questa capacità lo rende ideale per interventi di ingegneria naturalistica in aree soggette a erosione, specialmente in contesti costieri o collinari aridi.
  • Quali piante associate consiglia per un giardino mediterraneo con Pino d'Aleppo?
    Si consigliano specie tipiche della macchia mediterranea che tollerino caldo e siccità, formando un sottobosco armonioso. Ottimi compagni sono Ginestra, Viburno, Mirto, Eriche, Cineraria, Rosmarino e Lavanda, preferibilmente in varietà dai fiori blu, viola, rosa o bianchi. Questi arbusti creano rifugi per la fauna e si integrano esteticamente con la chioma aperta del pino, condividendo le stesse esigenze colturali di esposizione soleggiata e scarsa irrigazione.

Scheda Tecnica

Pinus halepensis

Nome scientificoPinus halepensis
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineArea Mediterranea
EsposizionePieno sole, caldo, asciutto
Temperatura minimaNon specifica (resiste a climi aridi, teme il freddo intenso)
TerrenoSciolto, medio, preferibilmente calcareo, ben drenato
IrrigazioneScarsa, adatta a climi aridi
FiorituraMarzo-Maggio (coni maschili gialli e femminili rosso-violacei)
Altezza15-25 metri
MoltiplicazioneSeme (subito dopo raccolta o tardo inverno)
Malattie e parassitiCancro resinoso (Gibberella circinata), Processionaria del pino, Tortricide, Piranide
Difficoltà di coltivazioneMedia (facile da seme, sensibile ai trapianti)

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