pino domestico

Alberi Conifere

Pino domestico

Una conifera dall'aspetto caratteristico che richiama immediatamente le onde del mare, e i gustosi semi oleosi.

di Redazione

06 dicembre 2011

Genralità

Il Pino domestic (Pinus pinea) detto anche Pino da pinoli è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae che arriva a 25-30 m di altezza. Come il Pinus pinaster ha il tronco nudo per il 60% al di sopra del quale i rami vanno a formare la tipica chioma a ombrello (che in giovane età, prima dei 50 anni, invece è globosa). La corteccia da grigia e liscia si screpola in grosse placche e diventa rossastra col tempo. I rami sono curvi e a andamento ascendente, i rametti sono verdi o giallo-verdi. Gli aghi portati solo dai brachiblasti sono persistenti (fino a un massimo di 4 anni) e sono portati a coppie. Sono lunghi 10-12 cm circa, hanno il margine seghettato, e sono di color verde biancastro che diventa giallo verso l’apice non pungente. La caduta degli aghi più vecchi avviene durante l’estate mentre i nuovi spuntano verso aprile e raggiungono la dimensione finale l’autunno seguente. La fioritura avviene tra aprile e maggio. I microsporofilli maschili allungati color giallo-arancio sono situati nella parte bassa della chioma dell’albero e sono formati da squame portate da corti peduncoli che recano sulle pagine inferiori le sacche contenenti il polline. I macrosporofilli femminili presentano sia squame sterili e copritrici che squame fertili portanti gli ovuli e sono ovoidali e verdastri, striati di porpora. I coni fecondati nel giro di tre anni lignificano assumendo un colore che va dal marrone al rossiccio. Le squame dei coni maturi sono grosse e presentano una conformazione tipica, con la parte terminale a forma di scudo piramidale. Ciascuna porta due semi commestibili detti pinoli, lunghi 15-20 mm, molto gustosi e dall’elevato valore nutrizionale, contenuti in un guscio legnoso cosparso di una caratteristica polvere nera e provvisto di un’ala rudimentale dato che la dispersione dei semi nel Pino domestico è di tipo zoocoro. Le radici della pianta sono forti e robuste,inizialmente a fittone poi laterali e superficiali, e entrano in simbiosi con il tartufo bianchetto e lo scorzone.

Clima e terreno

Il Pino domestico è presente in quasi tutta Italia isole incluse, con l’eccezione di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia trentino, Marche e Puglia. Il suo areale di distribuzione va da 0 a 800 metri sul livello del mare, in habitat di tipo litoraneo, su terreni sabbiosi e sciolti. Eliofilo e termofilo, è molto sensibile alle temperature minime assolute soprattutto in presenza di forte umidità, per cui in ambienti secchi resiste anche fino a -25°C, diversamente non può scendere sotto ai -12°C. In realtà per il Pino domestico sarebbe bene che le temperature minime non scendano mai di molto sotto allo zero. Anche la neve danneggia l’albero, stroncandone i rami. Sopporta invece molto bene l’aridità estiva, con massime superiori ai 30°C e piogge scarse, anche se contrariamente a quanto si crede una siccità eccessivamente prolungata nel tempo lo danneggia. In fatto di terreno è poco esigente, evita giusto quelli acquitrinosi oppure spiccatamente salini. Non sopporta l’inquinamento atmosferico, specialmente quello veicolato dai venti salmastri provenienti da aree marittime inquinate da tensioattivi.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione del Pino domestico avviene per seme subito dopo la raccolta oppure nel tardo inverno. Le temperature ideali per la germinazione sono comprese tra 17 e 19°C, i semi possono essere conservati 3-6 anni a temperature comprese tra +2 e +4°C. La messa a dimora dei semenzali deve essere effettuata a fine primavera-inizio estate, raggiunti i 5-10 cm di altezza, e possibilmente non devono essere più trapiantati, avendo però cura di proteggerli dal freddo per i primi due inverni trascorsi all’aperto e di pacciamare l’area circostante per scoraggiare la competizione delle infestanti. La propagazione vegetativa tramite talee ha successo solo se viene effettuata a partire da piante molto giovani (meno di 10 anni). Il Pino domestico è ideale per rinsaldare dune di sabbia, in giardini di zone costiere, molto comune lungo larghi viali in terra battuta (ma le sue radici possono rovinare molto la pavimentazione stradale e forniscono spesso occasione d’inciampo per i pedoni distratti). Come nel caso del Pinus pineaster anche il Pino domestico ha una secrezione fogliare che inibisce la germinazione dei semi e che cade a terra con le piogge, quindi la crescita delle piante al di sotto della sua chioma può dare qualche problema anche considerando che la continua abscissione degli aghi acidifica molto il terreno. Compagne adatte saranno quindi edera, cespugli di piante acidofile, ciclamini, hosta in varietà e ortensie (soprattutto Hydrangea serrata e macrophylla, i cui fiori a volte variano in colore a seconda del pH del terreno. Ricordiamo tra le tante serrata “Miranda” a fiori azzurri o rosa e “Shiro tae” a fiori bianchi molto eleganti e macrophylla “Jean Varnier” a fiori rosa molto belli, resistente al caldo).

Parassiti e malattie

Tra i parassiti del Pino domestico ricordiamo la processionaria del pino, Tomicus destruens, Pissodes notatus e Rhiacionia buoliana, oltre a vari funghi tra cui Cronartium flaccidum, Heterobasidion annosum e Fomes annosum.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni climatiche ideali per coltivare il Pino domestico?
    Il Pino domestico predilige un clima caldo e soleggiato, tipico delle zone litoranee mediterranee. È una pianta eliofila e termofila, il che significa che necessita di pieno sole e temperature miti. La sua resistenza al freddo varia: in ambienti secchi può tollerare temperature fino a -25°C, ma in zone umide il limite sicuro si abbassa a -12°C. Sopporta bene l'aridità estiva e le alte temperature, purché non ci sia una siccità protratta nel tempo. Attenzione alle nevicate pesanti, che possono spezzare i rami, e all'inquinamento atmosferico, specialmente i venti salmastri carichi di inquinanti.
  • Come si effettua la moltiplicazione del Pino domestico?
    La propagazione principale avviene per seme, da seminare subito dopo la raccolta o nel tardo inverno. I semi richiedono temperature ideali tra 17 e 19°C per germogliare e possono essere conservati per 3-6 anni a temperature fresche (+2/+4°C). Quando i semenzali raggiungono i 5-10 cm di altezza, vanno messi a dimora a fine primavera-inizio estate. È fondamentale evitare successivi trapianti poiché la radice fittonante li rende sensibili. La moltiplicazione per talea è possibile ma ha successo solo utilizzando materiale proveniente da piante molto giovani, inferiore ai 10 anni di età.
  • Che tipo di terreno preferisce il Pino domestico e quali piante possono crescerne sotto?
    Il Pino domestico cresce meglio su terreni sabbiosi, sciolti e ben drenati, evitando quelli acquitrinosi o eccessivamente salini. Sotto la sua chioma il suolo tende ad acidificarsi a causa della caduta degli aghi e della secrezione fogliare che inibisce la germinazione di molte specie. Tuttavia, prosperano accanto a piante acidofile come edera, ciclamini, hosta e ortensie (in particolare Hydrangea serrata e macrophylla). Queste ultime sono ottime compagne perché i loro fiori possono variare colore in base al pH del terreno, adattandosi perfettamente all'ambiente creato dal pino.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono questa conifera?
    Il Pino domestico è soggetto ad attacchi da parte di diversi insetti e funghi. Tra gli insetti parassiti, i più comuni sono la processionaria del pino, il tonchio Tomicus destruens, il curculionide Pissodes notatus e la farfalla Rhiacionia buoliana. Per quanto riguarda le patologie fungine, bisogna monitorare la presenza di Cronartium flaccidum, Heterobasidion annosum e Fomes annosum. Questi patogeni possono causare danni significativi alla salute dell'albero, rendendo necessaria un'osservazione regolare della chioma e del tronco per intervenire tempestivamente se si notano sintomi di infestazione o infezione.
  • È vero che il Pino domestico produce pinoli commestibili? Quando maturano?
    Sì, il Pino domestico è noto proprio per la produzione di pinoli, semi commestibili dal elevato valore nutrizionale. I coni, inizialmente verdi e striati di porpora, impiegano tre anni per lignificare completamente e raggiungere la maturazione. Una volta maturi, assumono un colore che va dal marrone al rossiccio e presentano squame grandi con una tipica forma a scudo piramidale. Ogni squama contiene due pinoli lunghi 15-20 mm, protetti da un guscio legnoso ricoperto da una polvere nera. A differenza di altre conifere, la dispersione dei semi qui è zoocora, affidata agli animali che mangiano i pinoli.

Scheda Tecnica

Pinus pinea

Nome scientificoPinus pinea
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineItalia (areale mediterraneo)
EsposizionePieno sole (eliofila)
TerrenoSabbioso, sciolto, ben drenato
IrrigazioneModerata, tollera aridità estiva
FiorituraAprile-Maggio
Altezza25-30 metri
MoltiplicazioneSemina, talea (giovani)
Malattie e parassitiProcessionaria, Tomicus, funghi (Heterobasidion, Fomes)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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