pino uncinato

Alberi Conifere

Pino uncinato

Molto simile al pino mugo, ma più alto, di norma eretto, adatto a terreni più acidi.

di Redazione

30 gennaio 2012

Generalità

Il Pino uncinato è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae, che nelle più recenti classificazioni viene distinta a livello di sottospecie dal Pino mugo cui somiglia molto. Si considerano pertanto due differenti sottospecie di Pinus mugo, la sottospecie Mugo e la sottospecie Uncinata, appunto, che si crede originata da un’ibridazione tra il Pino mugo e il Pino silvestre. I due pini mugo e uncinato differiscono nella statura dato che a differenza del Pino mugo, l’uncinato tende più facilmente a crescere in altezza, raggiungendo i 10-12 m. Inoltre anche se assume un portamento strisciante, in zone esposte e in quota, i suoi rami tendono a mantenersi eretti nella porzione terminale. Le pigne, infine, sono più grandi, arrivando a 7 cm di lunghezza. Per il resto le due piante sono molto simili a un occhio non particolarmente esperto. Entrambe hanno aghi verdi portati a coppie, anche se il mugo presenta una sfumatura gialla mentre l’uncinato tende al verde scuro a volte argenteo e presenta aghi leggermente più lunghi ma comunque di dimensioni costanti mentre nel Pino mugo gli aghi tendono a presentarsi sempre più corti nella parte apicale dei rametti dando alle fronde una forma troncata invece che arrotondata come nell’Uncinato. Le foglie persistono sull’albero da due a dieci anni a seconda dei casi. Un’altra differenza emerge secondo alcuni qualora si vogliano spezzare i rametti delle due piante, cosa facile nel Pino mugo ma non altrettanto nel caso dell’uncinato (ma c’è chi sostiene che in realtà tutto dipenda dal substrato su cui cresce la pianta, dato che nel caso in cui sia di tipo silicatico ciò conferirebbe fragilità al legno). Il Pino uncinato, inoltre, produce più resina del mugo. La fioritura avviene tra maggio e giugno. I coni maschili sono rossi o gialli, lunghi 10 mm circa, quelli femminili sono purpurei e maturano nel giro di 15-17 mesi circa e per essere precisi raggiungono la piena maturità nel mese di settembre-ottobre. Contengono semi alati neri, lunghi 3-4 mm, che vengono rilasciati durante la primavera seguente alla maturazione.

Clima e terreno

Il Pino uncinato è presente nella nostra penisola in un’area più ristretta rispetto al Pino mugo, cioè in Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige. Il suo areale di distribuzione altitudinale va dai 1200 ai 2200 metri sul livello del mare. Come nel caso del Pino mugo si tratta di una pianta pioniera e la si trova su terreni scoperti e detriti, con pH meno basico rispetto al Pino mugo e persino debolmente acido. Richiede pieno sole e ottimo drenaggio.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Pino uncinato si propaga per seme in primavera, dopo una vernalizzazione di 6-7 settimane, soprattutto nel caso di semente conservata tramite disidratazione del 10% e mantenimento in contenitore ermetico a 0-5°C oppure a -15°C in caso di tempi di conservazione particolarmente lunghi (superiori ai 5 anni). Va seminato in contenitori singoli, per evitare lo stress da ripicchettamento, e messo a dimora quanto prima fornendo però protezione nel corso dei primi due inverni trascorsi all’aperto. Come molti altri pini compreso il Pino mugo, la secrezione fogliare della pianta inibisce la germinazione, ragion per cui quando questa dilavata dalla pioggia va a imbibire il terreno sotto la chioma, la germinazione del prato diventa problematica. Meglio utilizzare piccole perenni come copri suolo, tra cui la bellissima Ajuga reptans (che fiorisce con belle spighe di fiori azzurro-blu ed è reperibile in varietà dalle foglie più o meno variegate e sfumate). Le cultivar nane possono far parte di bordure miste, o essere coltivate in ampi terrazzi all’interno di capaci contenitori, insieme a altre conifere nane o a piante compatibili come eriche o piante aromatiche come rosmarino, salvia o lavanda. La specie tipica invece può essere un’aggiunta interessante sia come esemplare isolato che a gruppi nei giardini naturali, dove attrarrà la fauna selvatica tra cui la Loxia curvirostra (cioè il Crociere, un piccolo uccello il cui becco si è modificato nel corso dell’evoluzione proprio per potersi cibare dei semi delle conifere). Bellissimo in questi casi se circondato da cespugli di rododendri e/o azalee.

Parassiti e malattie

Tra i patogeni del Pino uncinato ricordiamo il punteruolo del pino, la cocciniglia che attacca gli aghi, i marciumi causati da Heterobasidion annosum e da varie specie di Armillaria, il fungo Mycosphaerella dearnessii che attacca gli aghi.

Caratteristiche del legno

Il legno di Pino uncinato è fine, non particolarmente duro, utilizzato come combustibile, per fabbricare arredi da interno e rivestimenti.

Varietà

Tra le cultivar di Pino uncinato ricordiamo: “Morak” che cresce al massimo 5 cm all’anno, piccolo cespuglio compatto e rotondeggiante. Ideale in contenitori o rock garden o picole collezioni di conifere, magari insieme a cultivar di mugo. “Paradekissen” simile a Morak, ma con aghi più sottili. Forma un cuscino molto denso e compatto. Cresce meno di 30 cm in 10 anni. Utilizzabile come la Morak in collezioni, contenitori o rock garden. “Georgenfeld” molto rara, cultivar con crescita contorta, nana.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Pino uncinato e Pino mugo?
    La differenza più evidente è la statura: il Pino uncinato tende a crescere in altezza raggiungendo i 10-12 metri, assumendo spesso un portamento eretto, mentre il Pino mugo rimane più basso e cespuglioso. Anche le pigne dell'uncinato sono più grandi (fino a 7 cm). Gli aghi dell'uncinato sono verde scuro, talvolta argentei, e persistenti per 2-10 anni, mentre quelli del mugo hanno sfumature gialle e tendono ad accorciarsi verso l'apice, creando una fronda troncata. Infine, l'uncinato produce più resina e ha rami più difficili da spezzare rispetto al mugo.
  • In quali ambienti e regioni italiane è possibile coltivare il Pino uncinato?
    In Italia, il Pino uncinato è autoctono principalmente nelle Alpi, distribuendosi in Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Trentino-Alto Adige. Cresce naturalmente a quote elevate, tra i 1200 e i 2200 metri sul livello del mare. In giardino richiede posizioni soleggiate e terreni ben drenati, preferibilmente acidi o debolmente acidi, tipici delle sue origini montane. È una pianta pioniera che si adatta bene anche a terreni poveri e sassosi.
  • Come si effettua la propagazione per seme del Pino uncinato?
    La semina va effettuata in primavera. È fondamentale sottoporre i semi a una vernalizzazione di 6-7 settimane, specialmente se i semi sono stati conservati a lungo o disidratati. Si consiglia di usare contenitori singoli per evitare stress da trapianto e mettere a dimora le piantine appena possibile, proteggendole dai rigori dei primi due inverni. Attenzione: la secrezione fogliare della pianta inibisce la germinazione di altre specie sotto la sua chioma, quindi non aspettarti che crescano erbe o prati direttamente sotto l'albero adulto.
  • Quali sono le migliori associazioni vegetali per il Pino uncinato in giardino?
    Per creare un giardino armonioso, associa il Pino uncinato con piante acidofile come rododendri e azalee, che condividono le stesse esigenze di terreno. Sotto la chioma, dove la germinazione è difficile, puoi piantare coprisuolo resistenti come l'Ajuga reptans (bugiola), che offre fiori azzurro-blu. Per le varietà nane, sono ideali bordure miste, rock garden o grandi contenitori su terrazzi, abbinandole ad altre conifere nane, eriche o aromatiche come rosmarino, salvia e lavanda.
  • Cura e manutenzione: quali parassiti e malattie colpiscono il Pino uncinato?
    Il Pino uncinato è generalmente robusto ma può essere attaccato dal punteruolo del pino e dalla cocciniglia, che danneggiano gli aghi. Sono pericolose anche le infezioni fungine che causano marciumi radicali, in particolare quelle dovute a Heterobasidion annosum e varie specie di Armillaria. Un altro patogeno specifico è il fungo Mycosphaerella dearnessii, che colpisce il fogliame. Prevenire i ristagni idrici è cruciale per evitare i marciumi radicali.

Scheda Tecnica

Pinus mugo subsp. uncinata

Nome scientificoPinus mugo subsp. uncinata
FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineEuropa centrale e meridionale (Alpi)
EsposizionePieno sole
TerrenoAcido, ben drenato, anche povero e sassoso
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraMaggio-giugno
Altezza10-12 metri
ConcimazioneNon richiesta, preferisce terreni poveri
PotaturaNessuna, eventuale solo per eliminare rami secchi
MoltiplicazioneSeme (con vernalizzazione)
Malattie e parassitiPunteruolo, cocciniglia, marciumi radicali (Heterobasidion, Armillaria), funghi degli aghi
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche