foglie acero campestre

Alberi Latifolie

Acero Campestre

L'acero campestre è una pianta latifoglie molto bella e longeva. Infatti, può raggiungere anche più di 100 anni di età. Attenzione però ai parassiti: è soggetto all'attacco di questi minuscoli animaletti che provocano non pochi danni alla pianta

di Redazione

29 gennaio 2016

Generalità

L’acero campestre, denominato anche acero oppio, appartiene alla famiglia delle Aceracee, al genere Acer ed alla specie campestre. È un albero a crescita lenta, con una longevità superiore ai 100 anni, di medie dimensioni, alto fino a 15-18 m, con una chioma compatta e tondeggiante; nei casi in cui il tronco si ramifica in basso la pianta assume un portamento arbustivo. Il fusto è ramificato, contorto e può raggiungere un diametro di circa 1 m, i rametti rispetto agli altri aceri sono pelosi, la corteccia è liscia e scura nelle piante giovani, mentre negli esemplari adulti presenta delle fessure rettangolari ed assume una colorazione marrone tendente al grigio. Le foglie sono caduche, opposte, provviste di picciolo, lunghe 7-15 cm (picciolo incluso) e larghe fino mediamente 7-8 cm, lisce, con 3-5 lobi arrotondati, verdi scure e di un color giallo lucente in autunno. I fiori sono ermafroditi, di un colore giallo tendente al verde e riuniti in infiorescenze lunghe 7-10 cm. La fioritura avviene contemporaneamente all’emissione delle foglie nei mesi di aprile e maggio, l’impollinazione è entomofila. Il frutto è una samara costituita da due semi alati, lunghi fino a 3 cm e disposti in modo da formare un angolo piatto. Il legno è resistente ed è impiegato per costruire soltanto piccoli oggetti e come combustibile in quanto si deforma facilmente.

Clima e terreno

L’acero campestre preferisce i climi temperati umidi, però ha un buon sviluppo sia negli ambienti freddi che in quelli caldi, ma non troppo secchi, in quanto sopporta i valori termici di alcuni gradi al di sotto dello zero e le alte temperature. Le esposizioni migliori sono gli ambienti parzialmente ombreggiati e completamente soleggiati, meglio se riparati dai forti venti. In fatto di terreno l’acero oppio è una pianta adattabile, però predilige i suoli sciolti, freschi, calcarei e ben drenati, a differenza di altri alberi vegeta abbastanza bene anche sui terreni compatti e costipati, soggetti ai ristagni idrici. Questa specie è originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale, nel nostro Paese cresce allo stato spontaneo nelle regioni del nord e del centro fino ad un’altitudine di 1000-1200 m.

Varietà

Le cultivar di acero campestre si distinguono tra loro principalmente in base alla taglia ed al portamento degli alberi. Le varietà più importanti, in ordine crescente di altezza, sono: Carnival, Compactum, Eastleigh weeping, Commodore, Elsrijk, Queen Elizabeth e Elegant. Le cultivar Carnival, Elsrijk e Elegant hanno una chioma di una forma più o meno tondeggiante, Compactum è caratterizzata da un portamento colonnare con ramificazioni molto dense, Eastleigh weeping ha un habitus di crescita pendulo, mentre nella cultivar Queen Elizabeth è piramidale.

Impianto

La propagazione avviene per talea, mentre l’impianto si effettua ad inizio autunno oppure a fine inverno-inizio primavera. Per la messa a dimora si utilizzano piante alte 3 m, aventi una circonferenza del fusto di 16-18 cm, le dimensioni della buca sono di 60 X 60 cm con una profondità di 80 cm, inoltre per il sostegno sono necessari due tutori in legno alti 2 m da piantare nel terreno ed un traversino attaccato ad essi e legato alla pianta. Nel caso della messa a dimora nei parchi pubblici le piante devono essere distanziate tra loro almeno 6 m, in quanto le radici esplorano il terreno oltre le dimensioni della chioma.

Tecniche di coltivazione

L’acero oppio viene coltivato come pianta ornamentale nei parchi pubblici, nei giardini, per la formazione di alberature stradali e per effettuare rimboschimenti in associazione a conifere e ad altre latifoglie; in passato veniva utilizzato come sostegno per le viti. L’acero campestre è in grado di sopportare anche interventi di potatura piuttosto consistenti, i quali sono necessari, specialmente nei viali alberati, in quanto la pianta ha una forte tendenza a ramificare nella parte basale. Queste operazioni di potatura vengono eseguite in inverno e possono essere ridotte se viene effettuata una giusta scelta delle branche nelle fasi di crescita iniziali della pianta. La concimazione si esegue durante all’impianto apportando del letame maturo, negli anni seguenti, qualora fosse necessario, si distribuisce del concime complesso a lenta cessione alla ripresa vegetativa. Le irrigazioni sono necessarie soprattutto se le piante sono state messe a dimora da poco, però bisogna intervenire anche nel caso di esemplari adulti qualora si manifestassero condizioni di siccità prolungata in quanto l’acero oppio non si sviluppa bene su terreni completamente asciutti.

Parassiti

L’acero campestre è una pianta abbastanza soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi si ricordano l’oidio, che colpisce le foglie, i cancri rameali di Nectria galligena ed la verticillosi, la quale si instaura nel sistema vascolare. In quest’ultimo caso le piante colpite vanno eliminate ed è consigliabile impiegare varietà resistenti. L’insetto più pericoloso è un coleottero xilofago che può colpire i giovani esemplari in vivaio, ma anche alberi adulti, provocando disseccamenti all’intera pianta; attualmente il metodo di lotta più efficace consiste nell’eliminazione delle piante attaccate.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare l'acero campestre?
    L'impianto dell'acero campestre va effettuato preferibilmente ad inizio autunno oppure a fine inverno/inizio primavera. Per una corretta messa a dimora, si consiglia di utilizzare piante già alte circa 3 metri, con una circonferenza del fusto compresa tra 16 e 18 cm. È fondamentale preparare una buca di dimensioni adeguate, solitamente 60x60 cm per 80 cm di profondità, e installare due tutori in legno alti 2 metri per garantire il corretto sostegno della pianta durante le prime fasi di crescita.
  • Quanto cresce in altezza l'acero campestre e quanto vive?
    Si tratta di un albero a crescita lenta ma estremamente longevo, capace di superare i 100 anni di vita. In genere raggiunge un'altezza massima di 15-18 metri, sviluppando una chioma compatta e tondeggiante. Tuttavia, il suo portamento può variare: se il tronco si ramifica in basso, la pianta può assumere un aspetto arbustivo. Il fusto, che può arrivare a un metro di diametro, è caratterizzato da una corteccia scura e liscia nei giovani esemplari, che diventa grigia e fessurata negli adulti.
  • Come si pota correttamente l'acero campestre?
    L'acero campestre tollera bene interventi di potatura piuttosto consistenti, che vanno eseguiti generalmente in inverno. Questa operazione è particolarmente importante, specialmente per gli alberi posti in viali alberati, poiché la specie mostra una forte tendenza a ramificare nella parte basale. Per ridurre la frequenza delle potature future, è consigliabile operare una selezione accurata delle branche principali fin dalle fasi iniziali di crescita della pianta, guidandone lo sviluppo strutturale.
  • Quali malattie e parassiti colpiscono maggiormente questa pianta?
    L'acero campestre è suscettibile a diverse minacce. Tra i funghi, sono comuni l'oidio sulle foglie, i cancri rameali causati da *Nectria galligena* e la verticillosi, che colpisce il sistema vascolare (in questo caso la pianta va eliminata). Un pericolo significativo deriva da un coleottero xilofago che può causare disseccamenti fatali, specialmente sui giovani esemplari. Attualmente, il metodo di lotta più efficace contro questi insetti rimane l'eliminazione immediata delle piante infestate per contenere il diffondersi del problema.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiede l'acero campestre?
    Questa pianta è molto adattabile e predilige i climi temperati umidi, tollerando sia il freddo che il caldo, purché non eccessivamente secco. Preferisce esposizioni in pieno sole o parzialmente ombreggiate, sempre riparate dai venti forti. Per quanto riguarda il suolo, ama i terreni sciolti, freschi, calcarei e ben drenati, ma a differenza di molti altri alberi, riesce a vegetare discretamente anche in terreni compatti o soggetti a lievi ristagni idrici.

Scheda Tecnica

Acer campestre

Nome scientificoAcer campestre
FamigliaAceracee
Tipo di piantaAlbero latifoglie deciduo
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra, riparata dal vento
Temperatura minimaSopporta il gelo (alcuni gradi sotto lo zero)
TerrenoSciolti, freschi, calcarei, ben drenati; tollera anche compatti e ristagni
IrrigazioneRegolare, necessaria in fase giovanile e durante siccità prolungata
FiorituraAprile-Maggio (contemporanea alle foglie)
AltezzaFino a 15-18 metri
ConcimazioneLetame maturo all'impianto; concime complesso lento in primavera se necessario
PotaturaInvernale, può essere consistente per gestire la ramificazione basale
MoltiplicazioneTalea
Malattie e parassitiOidio, cancri rameali (Nectria), verticillosi, coleotteri xilofagi
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta robusta e adattabile

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