pianta di acero di monte

Alberi Latifolie

Acero di monte

L'acero di monte è il più longevo degli aceri, il suo legno è molto pregiato, infatti è utilizzato sia per i mobili che per i tetti in legno. Inoltre si descrivono le esigenze pedoclimatiche e le note colturali.

di Redazione

13 ottobre 2010

Generalità

L’acero di monte, denominato anche sicomoro o acero fico, appartiene alla famiglia delle Aceracee, al genere Acer ed alla specie pseudoplatanus. È un albero di notevoli dimensioni, caratterizzato da una crescita veloce, alto fino a 40 m, molto longevo, infatti può sopravvivere per 250-300 anni, con una chioma ampia ed arrotondata. Il fusto è eretto ed il suo diametro può superare i 3 m, nella fase giovanile la corteccia è liscia e di colore grigio, mentre col passare degli anni diviene rossastra e tende a screpolarsi distaccandosi in grosse placche; le gemme sono di colore verde. Le foglie sono caduche, opposte, lunghe 10-25 cm e larghe mediamente 15 cm, provviste di un picciolo lungo fino a 15 cm, lisce, con 5 lobi palmati e dentati al margine, verdi scure superiormente e tendenti al grigio sulla pagina inferiore. I fiori sono ermafroditi, di piccole dimensioni, di un colore giallo tendente al verde e riuniti in gruppi di 20-30 in infiorescenze pendule localizzate all’apice dei rametti. La fioritura avviene in primavera, dopo l’emissione delle foglie. Il frutto è una samara costituita da due semi alati disposti in modo da formare un angolo retto (forma a V), lunghi complessivamente 4-5 cm, mentre i soli semi sono tondeggianti con un diametro di circa 1 cm e maturano in autunno.

Clima e terreno

L’acero fico preferisce i climi temperati freddi e temperati, infatti è in grado di sopportare valori termici di molti gradi al di sotto dello zero, resiste anche ai forti venti ed alla salinità, mentre è suscettibile alle elevate temperature estive. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati, però vegeta bene anche nelle aree parzialmente ombreggiate. Il sicomoro predilige i terreni sciolti, fertili, freschi, profondi, ben drenati e ricchi di sostanza organica, si sviluppa bene sia sui suoli subacidi che su quelli calcarei, mentre non gradisce i terreni compatti in quanto risultano soggetti ai ristagni idrici. Questa specie è originaria dell’Europa centrale e del Caucaso, attualmente è diffusa anche in Gran Bretagna e Scandinavia; nel nostro Paese cresce allo stato spontaneo nelle regioni meridionali fino ad un’altitudine di 1700-1900 m, invece al settentrione vegeta in collina e nell’alta pianura.

Varietà

Le cultivar di acero di monte si distinguono tra loro per il colore delle foglie e per la forma della chioma. Generalmente le foglie sono di colore verde scuro superiormente e grigie inferiormente, in alcune varietà la pagina inferiore può avere una colorazione rosso-violacea più o meno intensa, il primo caso si riferisce alla cultivar Spaethii e l’ultimo a Atropurpureum, entrambe caratterizzate da una chioma piramidale. Nella varietà Brillantissimum le giovani foglie assumono una colorazione rosa salmone.

Impianto

La propagazione avviene per seme e per talea, mentre l’impianto si effettua ad inizio autunno oppure a fine inverno-inizio primavera. Per la messa a dimora si utilizzano piante alte 3 m, aventi una circonferenza del fusto di 16-18 cm, le dimensioni della buca sono di 60 X 60 cm con una profondità di 80 cm, inoltre per il sostegno sono necessari due tutori in legno alti 2 m da piantare nel terreno ed un traversino attaccato ad essi e legato alla pianta. Nel caso della messa a dimora nei parchi pubblici, considerando anche le notevoli dimensioni che l’albero raggiunge in fase adulta, le piante devono essere distanziate tra loro almeno 7-8 m, in quanto le radici esplorano il terreno oltre le dimensioni della chioma.

Tecniche di coltivazione

L’acero fico viene coltivato per l’ottenimento del legno, per effettuare rimboschimenti, nei parchi pubblici, nei grossi giardini come alberi isolati e per la formazione di alberature stradali in quanto ha una buona tolleranza all’inquinamento atmosferico. Gli interventi di potatura sono limitati e mirano al mantenimento della forma dell’albero, nel caso dei viali alberati vanno eliminati degli eventuali rami posizionati in basso. La concimazione si esegue durante all’impianto apportando del letame maturo, negli anni seguenti, qualora fosse necessario, si distribuisce del concime complesso a lenta cessione alla ripresa vegetativa. L’irrigazione è necessaria nei primi anni successivi all’impianto in modo da favorire un buon sviluppo in diametro del tronco, la pianta adulta tollera moderatamente la siccità, durante l’estate bisogna intervenire se non si verificano precipitazioni per periodi abbastanza lunghi. Il sicomoro è una pianta abbastanza attaccata dai parassiti, la malattia fungina più pericolosa è la verticillosi, la quale si instaura nel sistema vascolare provocando il disseccamento dei rami, l’insetto più dannoso è un coleottero xilofago che può causare il disseccamento dell’intera pianta.

Caratteristiche del legno

Il legno dell’acero di monte è indifferenziato, compatto, lucido, omogeneo, con una tessitura fine, di color bianco avorio, caratterizzato da una media durezza e pesantezza. È il legno più pregiato degli aceri europei grazie anche alla sua facilità ad essere lavorato. Viene utilizzato per la fabbricazione di mobili, tetti in legno, parquette, sculture, strumenti musicali (soprattutto il violino), utensili da cucina ed in tornitura. Questo legno non viene impiegato a diretto contatto col terreno perché in questo caso può essere soggetto al deterioramento.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del legno di acero di monte?
    Il legno di acero di monte è considerato il più pregiato tra gli aceri europei. Si presenta di colore bianco avorio, con tessitura fine, omogenea e lucida. È caratterizzato da una media durezza e pesantezza, ma offre eccellente lavorabilità. Queste proprietà lo rendono ideale per la produzione di mobili, parquet, sculture, strumenti musicali (in particolare violini), utensili da cucina e elementi strutturali come i tetti in legno. Non va tuttavia impiegato a diretto contatto con il terreno per evitare il rapido deterioramento.
  • Come si coltivano correttamente le giovani piante di acero di monte?
    L'impianto va effettuato a inizio autunno o fine inverno/inizio primavera. Si consiglia di usare piante già alte circa 3 metri. La buca deve essere di dimensioni generose (60x60 cm per 80 cm di profondità). È fondamentale installare due tutori in legno alti 2 metri e un traversino per stabilizzare la pianta. Nei primi anni è essenziale garantire un'irrigazione regolare per favorire lo sviluppo del tronco. In seguito, la pianta adulta diventa moderatamente resistente alla siccità, richiedendo acqua solo durante estati particolarmente secche e prolungate.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce l'acero di monte?
    Questa specie predilige i climi temperati freddi, mostrando ottima resistenza al gelo e ai venti forti, ma soffrendo le elevate temperature estive. Ama le esposizioni soleggiate, pur adattandosi bene anche alla mezz'ombra. Per quanto riguarda il suolo, necessita di terreni sciolti, profondi, freschi e ben drenati, ricchi di sostanza organica. Tollerante sia verso i suoli subacidi che calcarei, soffre invece i terreni compatti che favoriscono i ristagni idrici, causa principale di stress radicale.
  • Quali sono le malattie e i parassiti più comuni che colpiscono questa pianta?
    L'acero di monte è sensibile ad alcune patologie specifiche. La malattia fungina più pericolosa è la verticillosi, che attacca il sistema vascolare causando il disseccamento progressivo dei rami. Tra gli insetti, il coleottero xilofago rappresenta la minaccia maggiore, poiché può provocare il disseccamento totale dell'intera pianta scavando gallerie nel legno. Una corretta gestione colturale e ispezioni regolari aiutano a prevenire danni gravi, specialmente in piante già indebolite da stress ambientali.
  • È possibile coltivare l'acero di monte in città o in piccoli giardini?
    L'acero di monte è spesso utilizzato come albero isolato nei grandi giardini o come alberatura stradale grazie alla sua buona tolleranza all'inquinamento atmosferico. Tuttavia, data la sua notevole taglia adulta (fino a 40 metri di altezza e chioma ampia), richiede spazi ampi: nei parchi pubblici le piante devono essere distanziate almeno 7-8 metri. Non è adatto per piccoli giardini residenziali dove lo spazio è limitato, poiché le sue radici si espandono oltre la chioma e il fusto può superare i 3 metri di diametro.

Scheda Tecnica

Acer pseudoplatanus

Nome scientificoAcer pseudoplatanus
FamigliaAceracee (o Sapindaceae)
Tipo di piantaAlbero latifoglie deciduo
OrigineEuropa centrale, Caucaso
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente al freddo intenso (sotto lo zero)
TerrenoSciolti, fertili, freschi, profondi, ben drenati; tollera subacidi e calcarei
IrrigazioneNecessaria nei primi anni; adulta moderatamente resistente alla siccità
FiorituraPrimavera (dopo l'emissione delle foglie)
AltezzaFino a 40 metri
ConcimazioneLetame maturo all'impianto; concime complesso a lenta cessione in primavera se necessario
PotaturaLimitata, per mantenere la forma ed eliminare rami bassi (viali)
MoltiplicazioneSeme e talea
Malattie e parassitiVerticillosi (fungina), coleotteri xilofagi
Difficoltà di coltivazioneMedia

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