foglie e samare di acero minore

Alberi Latifolie

Acero minore

L'acero minore, rispetto agli altri aceri, è un albero che solitamente non supera i 10 m di altezza: vengono descritte le tecniche colturali ed i parassiti

di Redazione

13 ottobre 2010

Generalità

L’acero minore, denominato anche acero trilobo o cestuccio, appartiene alla famiglia delle Aceracee, al genere Acer ed alla specie monspessulanum. È un albero di modeste dimensioni, il più piccolo tra gli aceri, alto al massimo 10-12 m, con una chioma quasi tondeggiante e particolarmente ampia. Il tronco è contorto, ricco di ramificazioni nella parte medio-bassa e può raggiungere un diametro di oltre 70 cm; la corteccia è liscia e di colore grigio scuro nella fase giovanile, mentre negli esemplari adulti presenta delle fessurazioni piuttosto fini. Le foglie sono caduche, opposte, lunghe e larghe 4-6 cm, provviste di un picciolo lungo fino a 5 cm, coriacee, palmate, con tre lobi, con una pagina superiore liscia e di un color verde brillante ed una pagina inferiore più opaca e pelosa; rispetto agli altri aceri le foglie persistono più a lungo sulla pianta, infatti non cadono prima di novembre, ed sono di un colore giallo dorato. I fiori sono ermafroditi, di piccole dimensioni, di un colore giallo tendente al verde e riuniti in infiorescenze a corimbo erette localizzate all’ascella della foglia. La fioritura avviene contemporaneamente all’emissione delle foglie nei mesi di aprile e maggio, l’impollinazione è entomofila. Il frutto è una samara pendula e scura con sfumature rosse costituita da due semi alati, lunghi 2-3 cm e tendono quasi a sovrapporsi tra loro, come le foglie persistono sulla pianta fino a novembre. L’acero trilobo ha un legno più duro e pesante rispetto agli altri aceri, infatti se posto in acqua va a fondo; è utilizzato come legna da ardere, anche trasformato in carbone.

Clima e terreno

L’acero minore preferisce i climi temperati caldi, però si sviluppa bene anche negli ambienti temperati caratterizzati da inverni non eccessivamente rigidi, infatti è in grado di resistere a temperature di alcuni gradi sotto lo zero. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati, però vegeta bene anche nelle aree parzialmente ombreggiate. In fatto di terreno il cestuccio è una pianta adattabile, infatti cresce su terreni, rocciosi, calcarei, sassosi ed anche argillosi, però predilige i suoli sciolti, freschi e ben drenati, mentre non gradisce quelli troppo compatti in quanto soggetti a ristagni idrici. Questa specie è originaria del bacino del Mediterraneo e dell’Asia occidentale, è presente anche nell’Africa settentrionale e nella Francia meridionale; nel nostro Paese è diffusa soprattutto nelle regioni centro-meridionali, isole comprese, e cresce allo stato spontaneo fino ad un’altitudine di 700-800 m, mentre al nord è presente in Liguria e nelle zone del Lago di Garda.

Impianto

L’acero trilobo si moltiplica per seme, però ricorrendo alla propagazione per talea si ottengono esemplari identici alla pianta madre. Per la messa a dimora, in autunno nei climi miti e in primavera in quelli più freschi, si utilizzano piante alte almeno 2,5 m, aventi una circonferenza del fusto di 16 cm, le dimensioni della buca sono di 50 X 50 cm con una profondità di 70 cm, inoltre per il sostegno sono necessari due tutori in legno alti 2 m da piantare nel terreno per almeno 50-60 cm ed un traversino attaccato ad essi e legato alla pianta. Nel caso della messa a dimora nei parchi pubblici le piante devono essere distanziate tra loro almeno 5 m, in quanto le radici esplorano il terreno oltre le dimensioni della chioma, mentre la distanza tra una pianta e l’altra è inferiore per la formazione di siepi.

Tecniche di coltivazione

L’acero minore viene coltivato a scopo ornamentale nei parchi pubblici e nei giardini nelle zone mediterranee, per la formazione di siepi in collina, per effettuare rimboschimenti e rinaturalizzazioni sui versanti aridi e rocciosi; in Giappone è utilizzato per i bonsai in quanto si adatta alla riduzione di foglie e rami grazie alle foglie piccole ed al portamento cespuglioso. Con la potatura ci si limita ad eliminare le parti secche o danneggiate ed eventuali rami posizionati troppo in basso. La concimazione si esegue durante all’impianto apportando del letame maturo, negli anni seguenti, qualora fosse necessario, si distribuisce del concime complesso a lenta cessione alla ripresa vegetativa. Le irrigazioni sono necessarie nei primi anni successivi all’impianto, una volta adulto il cestuccio mostra una buona resistenza alla siccità, si interviene soltanto in casi in cui la pianta dovesse soffrire lunghi periodi in assenza di precipitazioni.

Parassiti

L’acero trilobo è una pianta abbastanza soggetta ad attacchi di parassiti, tra i funghi si ricordano l’oidio, che colpisce le foglie, e la verticillosi, la quale si instaura nel sistema vascolare provocando il disseccamento dei rami. L’insetto più pericoloso è un coleottero xilofago che può colpire i giovani esemplari in vivaio, ma anche alberi adulti, provocando disseccamenti all’intera pianta; attualmente il metodo di lotta più efficace consiste nell’eliminazione delle piante attaccate. Altri parassiti animali sono gli afidi, gli acari eriofidi che provocano delle evidenti galle sulle foglie ed il ragnetto rosso.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e terreno per l'acero minore?
    L'acero minore (Acer monspessulanum) predilige le esposizioni a pieno sole, ma riesce a vegetare bene anche in aree parzialmente ombreggiate. Per quanto riguarda il substrato, è una pianta molto adattabile: cresce su terreni rocciosi, calcarei, sassosi e persino argillosi. Tuttavia, per uno sviluppo ottimale, consiglia di utilizzare suoli sciolti, freschi e soprattutto ben drenati. Evita assolutamente terreni troppo compatti o soggetti a ristagni idrici, poiché questa specie non li gradisce e potrebbero causare problemi radicali.
  • Come si effettua correttamente la messa a dimora dell'acero minore?
    La messa a dimora si svolge in autunno nei climi miti o in primavera in quelli più freddi. Si raccomandano piante già alte almeno 2,5 metri con un fusto di 16 cm di circonferenza. Scava una buca di 50x50 cm per 70 cm di profondità. È fondamentale installare due tutori in legno alti 2 metri, conficcati nel terreno per 50-60 cm, uniti da un traversino legato alla pianta per garantire stabilità. Se usato in parchi pubblici, mantieni una distanza minima di 5 metri tra gli esemplari per permettere alle radici di espandersi liberamente.
  • Quali sono i principali parassiti e malattie che colpiscono l'acero minore?
    Questa specie è sensibile a diverse minacce. Tra le patologie fungine, l'oidio attacca le foglie, mentre la verticillosi compromette il sistema vascolare causando il disseccamento dei rami. Tra gli insetti, i più pericolosi sono gli afidi, il ragnetto rosso e gli acari eriofidi che formano galle fogliari. Un grave pericolo arriva da un coleottero xilofago che può uccidere l'intero albero. Attualmente, la lotta contro il coleottero è difficile: il metodo più efficace rimane l'eliminazione immediata delle piante infestate per contenere il contagio.
  • Quando e come va potato l'acero minore?
    La potatura dell'acero minore è generalmente leggera e si concentra sulla manutenzione sanitaria. Non richiede interventi drastici. Limitati a rimuovere i rami secchi, quelli danneggiati dal vento o dalle intemperie, e quelli che crescono in posizioni troppo basse, ostacolando la crescita o la forma estetica. Non è necessaria una potatura di produzione o contenimento rigorosa, dato il suo portamento naturale e la sua capacità di autoregolazione. Intervieni preferibilmente dopo la fioritura o in inverno, evitando tagli grossolani che potrebbero favorire infezioni.
  • L'acero minore necessita di molte annaffiature?
    Le irrigazioni sono cruciali solo durante i primi anni successivi all'impianto, quando l'apparato radicale non è ancora sviluppato. Una volta che la pianta diventa adulta, l'acero minore dimostra un'eccellente resistenza alla siccità, tipico delle specie mediterranee. In questa fase, le annaffiature diventano rare e si intervengono solo in caso di prolungate carenze pluviometriche o ondate di calore eccezionali. Assicurati comunque che il terreno sia ben drenato per evitare che l'acqua ristagni attorno alle radici.

Scheda Tecnica

Acer monspessulanum

Nome scientificoAcer monspessulanum
FamigliaSapindaceae (ex Aceraceae)
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineBacino del Mediterraneo, Asia occidentale, Nord Africa
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
Temperatura minimaResistente a lievi gelate (alcuni gradi sotto zero)
TerrenoSciolti, freschi, ben drenati; tollera calcarei, rocciosi e argillosi; evita ristagni
IrrigazioneNecessaria nei primi anni; adulta resistente alla siccità
FiorituraAprile-Maggio (contemporanea alla emissione delle foglie)
AltezzaMax 10-12 metri
ConcimazioneLetame maturo all'impianto; concime complesso a lenta cessione alla ripresa vegetativa se necessario
PotaturaLimitata a eliminazione rami secchi, danneggiati o troppo bassi
MoltiplicazioneSeme (naturale); Talea (per cloni identici alla madre)
Malattie e parassitiOidio, Verticillosi, Afidi, Ragnetto rosso, Acari eriofidi (galle), Coleotteri xilofagi (disseccamento totale)
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta adattabile e rustica

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