foglie ed infiorescenze di betulla bianca

Alberi Latifolie

Betulla bianca

La betulla è una pianta che si sviluppa perlopiù nelle zone alpine e prealpine, colinnizza i terreni poveri, specialmente quelli soggetti a frane ed incendi, infatti è una specie pioniera.

di Redazione

27 ottobre 2010

Generalità

La betulla bianca, denominata semplicemente betulla, appartiene alla famiglia delle Betulacee, al genere Betula ed alla specie pendula. È un albero di grosse dimensioni, alto fino a 25 m, caratterizzato da un rapido sviluppo, da una attitudine pollonifera abbastanza forte e da una longevità piuttosto breve, infatti sopravvive al massimo per 80-100 anni. Il tronco è slanciato, eretto e difficilmente supera i 50 cm di diametro, le branche primarie sono tendenzialmente assurgenti, mentre i rametti assumono un portamento pendulo, particolarmente evidente nella varietà tristis. La corteccia è liscia, fine e bianca, però in fase adulta, a partire dalla base del fusto, si fessura orizzontalmente dando luogo a delle strisce con tonalità argentee. La chioma è tendenzialmente ovale, ampia e poco densa; le radici sono molto profonde. Le foglie sono caduche, alterne, provviste di picciolo, a forma di rombo, lunghe 5-6 cm e larghe 3 cm, con apice appuntito e denti doppi al margine, lisce, verdi chiare e ricche di ghiandole secernenti sostanze resinose sulla pagina inferiore; il fogliame assume una colorazione violacea nella varietà purpurea. I fiori sono unisessuali, portati sulla stessa pianta e riuniti in amenti penduli a sezione cilindrica, quelli maschili sono lunghi fino a 4 cm, più scuri e localizzati alla sommità dei rametti, mentre quelli femminili sono provvisti di peduncolo, più corti e posizionate all’ascella della foglia. La fioritura si verifica nei mesi di aprile e maggio, l’impollinazione è anemofila. I frutti contengono dei piccoli semi alati che maturano alla fine dell’estate.

Clima e terreno

La betulla bianca preferisce i climi temperati freddi, infatti resiste agli inverni particolarmente rigidi ed ai venti freddi, però si adatta anche ai climi mediterranei montani, ove le temperature estive non sono eccessivamente elevate. Le esposizioni migliori sono gli ambienti completamente soleggiati in quanto si tratta di una specie eliofila, però vegeta bene anche in aree parzialmente ombreggiate. In fatto di terreno la betulla è una specie molto adattabile, infatti si sviluppa su suoli particolarmente acidi, poveri, torbosi, anche calcarei, aridi e sassosi, però predilige i terreni sciolti, freschi, profondi, umidi e ben drenati, mentre non gradisce quelli troppo compatti, soggetti a ristagni idrici prolungati. Questa specie è originaria dei continenti europeo ed asiatico, nel nostro Paese è diffuso nella fascia alpina ed appenninica fino ad un’altitudine di 2000 m.

Propagazione

La betulla si moltiplica prevalentemente per seme, in minor misura per talea e propaggine in quanto, nonostante permettono di ottenere esemplari identici alla pianta madre, possono condurre a risultati insoddisfacenti. La semina si effettua in semenzaio ponendo i semi in contenitori con un substrato leggero e fertile, costituito da un miscuglio di torba e sabbia, che deve essere inumidito, in seguito vanno mantenuti al buio per favorire la germinazione, mentre all’emergenza delle piantine, si aumenta la luminosità. Successivamente le piantine si mettono a dimora in vivaio, dove permangono per almeno 2-3 anni.

Ecologia

La betulla bianca possiede una notevole capacità di colonizzare i terreni poveri, anche quelli soggetti a frane ed incendi, in quanto produce tantissimi semi che vengono dispersi dal vento ed, inoltre, germinano piuttosto velocemente e resistono ottimamente alle diverse condizioni ambientali. Nei climi particolarmente freddi (Alpi e prealpi) si trova nei boschi misti in associazione a larice, pino silvestre, ontano e faggio, sugli Appennini delle regioni centrali con castagni e querce, mentre negli ambienti montani del sud Italia la betulla è presente perlopiù come albero isolato.

Tecniche di coltivazione

La betulla viene coltivata in selvicoltura per il consolidamento di versanti franosi o di zone soggette ad incendi, in Scandinavia e in Russia per costituire cedui (turni di 15 anni) e fustaie (turni di 40-60 anni) ed a scopo ornamentale in parchi e giardini cittadini in quanto sopporta bene l’inquinamento atmosferico. Con la potatura ci si limita ad asportare i rami secchi, danneggiati ed i polloni alla base della pianta; è consigliabile eseguire pochi interventi perché in caso contrario si favorisce l’instaurarsi delle malattie fungine del legno. La concimazione si esegue durante all’impianto apportando del letame maturo, negli anni seguenti, qualora fosse necessario, si ripete la stessa operazione prima della ripresa vegetativa. L’irrigazione è necessaria nei primi anni successivi all’impianto, in fase adulta resiste alla siccità e si interviene soltanto in seguito a lunghi periodi caldi e asciutti. Il bagolaro è una pianta rustica, per cui è poco soggetta ad attacchi di parassiti.

Utilizzo

Il legno della betulla è indifferenziato, resistente, molto fine, elastico, con le fibre dritte, di colore biancastro e di facile lavorazione. In Scandinavia ed in Russia viene impiegato per fabbricare mobili tranciati, pasta da carta e compensati; inoltre è utilizzato anche nella produzione industriale dell’inchiostro e come legna da ardere. Sempre nel nord Europa viene estratta la linfa molto ricca di zuccheri per sottoporla a fermentazione ottenendo il così detto vino di betulla. Questa pianta contiene un olio essenziale che possiede proprietà balsamiche, antisettiche e diuretiche; in Russia dalla corteccia si estraggono i tannini.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali della corteccia della betulla bianca?
    La corteccia della betulla bianca è inizialmente liscia, fine e di colore bianco brillante. Man mano che l'albero matura, partendo dalla base del fusto, inizia a fessurarsi orizzontalmente. Questo processo crea delle striature caratteristiche con tonalità argentee, distinguendola visivamente da altre specie arboree. Nonostante queste fessurazioni, la corteccia rimane una delle sue identificazioni più iconiche.
  • In quali tipi di terreno cresce meglio la betulla?
    La betulla è molto adattabile ma predilige terreni sciolti, freschi, profondi, umidi e ben drenati. Cresce ottimamente su suoli acidi, poveri, torbosi, aridi e sassosi, riuscendo persino a colonizzare terreni calcarei. È fondamentale evitare terreni troppo compatti o soggetti a ristagni idrici prolungati, poiché la pianta non li gradisce e potrebbe soffrire.
  • Come si moltiplica correttamente la betulla?
    La moltiplicazione avviene prevalentemente per seme. Si consiglia di seminare in semenzaio utilizzando un substrato leggero e fertile (miscela di torba e sabbia), mantenendolo umido. I semi necessitano di buio per la germinazione; all'emergenza delle piantine, bisogna aumentare la luminosità. Dopo 2-3 anni in vivaio, le piantine possono essere messe a dimora. Talea e propaggine sono possibili ma meno efficaci.
  • Qual è l'utilizzo principale della betulla in ambito ecologico e forestale?
    Ecologicamente, la betulla è una specie pioniera capace di colonizzare rapidamente terreni poveri, aree soggette a frane o incendi grazie alla sua rapida crescita e alla produzione massiccia di semi dispersi dal vento. In selvicoltura, viene utilizzata per consolidare versanti franosi. In paesi come Scandinavia e Russia, è coltivata per cedui (turno 15 anni) e fustaie (40-60 anni).
  • Come va gestita la potatura della betulla?
    La potatura deve essere minima e mirata. Ci si limita ad asportare i rami secchi, quelli danneggiati e i polloni che crescono alla base della pianta. È sconsigliato effettuare interventi drastici o frequenti, poiché ciò favorisce l'instaurarsi di malattie fungine del legno. Una potatura leggera garantisce la salute strutturale dell'albero senza stressarlo inutilmente.

Scheda Tecnica

Betula pendula

Nome scientificoBetula pendula
FamigliaBetulacee
Tipo di piantaAlbero latifoglie deciduo
OrigineEuropa e Asia
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoAcido, povero, sciolti, freschi, ben drenati (evitare ristagni)
IrrigazioneRegolare nei primi anni, poi resistente alla siccità
FiorituraAprile-Maggio
AltezzaFino a 25 metri
ConcimazioneLetame maturo all'impianto, eventuale rinnovo prima della ripresa vegetativa
PotaturaEliminare solo rami secchi, danneggiati e polloni; interventi minimi per evitare funghi
MoltiplicazionePrevalentemente per seme (semina in semenzaio); meno efficace per talea e propaggine
Malattie e parassitiPoco soggetta ad attacchi parassitari; attenzione a malattie fungine del legno se potature eccessive
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianra rustica)

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