Maclura

Generalità

La Maclura (Maclura pomifera) è un piccolo albero originario del Nord America e appartenente alla famiglia delle Moraceae. E’ dioico, cioè con piante maschili e femminili separate, e cresce fino a 6-15 m, raramente fino a 20 m, con il tronco corto, la ramificazione espansa, e la chioma irregolare e arrotondata. La corteccia è bruno-aranciata e rugosa, profondamente fessurata in età avanzata. I rametti sono glabri, color verde chiaro, con un andamento a zig-zag e spine robuste e persistenti alle ascelle delle foglie. Le foglie sono caduche, alterne e semplici, con il picciolo lungo 1,5-5 cm. La lamina fogliare è lunga 5-15 cm e larga 3,5-10 cm, da ovale a lanceolato acuminata e con il margine intero, color verde oliva con la pagina superiore glabra e lucida e quella inferiore pelosa. La fioritura avviene tra maggio e giugno. I fiori maschili sono color verde giallastro, riuniti in racemi globosi di 2,5-3,5 cm sostenuti da peduncoli di 3-6 cm. Hanno 4 tepali e 4 stami. I fiori femminili sono verdi, riuniti in infiorescenze sferiche del diametro di 2-2,5 cm, con un peduncolo breve e vistosi stimmi raggiati. Il frutto è un’infruttescenza sferica commestibile, ma non appetibile, del diametro di 10-14 cm, che prende il nome di sincarpo e da giallo verdastra diventa color arancio a maturità, tanto che la pianta viene chiamata Arancio degli Osage (gli Osage erano un popolo indigeno del Nord America che usava il legno della pianta per fabbricare i loro archi). La consistenza del frutto è legnosa e la sua superficie è rugoso sinuosa. Ogni frutto contiene numerosi semi scuri e ovali, lunghi 1 cm circa. L’apparato radicale, quando ne ha la possibilità, si estende moltissimo sia in profondità che in ampiezza (fino a 8 m dalla pianta, assorbendo acqua di conseguenza). Dalla corteccia delle radici si può ricavare un colorante giallo, mentre la corteccia del fusto veniva usata per la concia delle pelli essendo ricca di tannini. Si è tentato, con scarso successo in realtà, di usarne le foglie per alimentare i bachi da seta, ma la seta scadente ottenuta non ha incoraggiato ulteriori esperimenti.
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Clima e terreno

frutti maclura In Italia la Maclura è stata introdotta, come nel resto d’Europa, nel corso dell’800, a scopo ornamentale e per formare siepi impenetrabili. Oggi è presente come essenza casuale oppure naturalizzata in tutto il territorio nazionale, con l’esclusione di Valle d’Aosta e Toscana, anche se proprio in Toscana aveva avuto un’iniziale diffusione. Il suo areale parte dal livello del mare e sale fino a 400 m. Eliofila, può tollerare l’ombra anche quando questa venga dalla vicinanza di altre piante, di Maclura e non. E’ una pianta del tutto rustica, resistente alla siccità e all’inquinamento. Si sviluppa praticamente su qualsiasi suolo, anche se potendo predilige quelli profondi e ricchi, anche calcarei. Su suoli sabbiosi si sviluppa più lentamente, e risente di un eccessivo compattamento del terreno.

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Impianto e tecniche di coltivazione

La Maclura si propaga per seme anche spontaneamente, oltre a essere molto pollonante. I semi vanno immersi in acqua per 48 ore prima della semina primaverile. La propagazione vegetativa per le cultivar maschili senza spine è altrettanto facile, e si effettua tramite talee di radice o di legno verde prese dalla parte matura della chioma di una pianta abbastanza sviluppata. Quando viene coltivata per formare una siepe compatta va potata una volta all’anno anche a maturità altrimenti si aprono dei varchi tra le piante. Le piante giovani possono soffrire la siccità. Dato lo sviluppo radicale è bene evitare di piantumarla in prossimità di abitazioni. In contesti ampi, di parchi o grandi giardini, può essere usata come componente di una siepe informale soprattutto nelle sue varietà senza spine. Eccellente frangivento.


Parassiti e malattie

La Maclura è molto resistente agli attacchi dei parassiti e alle malattie, anche perchèe essendo originaria degli Stati Uniti quasi tutti i suoi patogeni naturali vivono oltreoceano. In Italia però può manifestare Tracheoverticillosi causata da Verticillium albo-atrum ed essere attaccata dal fungo Phythium ultimum che causa marciume, radicale e non. Il basidiomicete Phellinus ribis invece attacca il fusto su eventuali ferite. In Iugoslavia è stato segnalato il virus del Mosaico su tessuti fogliari di Maclura.


Caratteristiche del legno

Il legno della Maclura è un legno dalle molte vitù. Pesantissimo e molto duro, può smussare rapidamente punte da torno e lame da sega. Eppure è prodigiosamente flessibile, infatti i pellerossa Osage lo usavano per fabbricare archi dalle prestazioni eccezionali, in grado di trafiggere un bisonte facendo penetrare una freccia di legno di Corniolo fino all’impennatura. Ha un color ocra screziato da cui deriva un altro nome della pianta: legno giallo. In passato il legno è stato utilizzato per fabbricare gli assali dei carri, mozzi di ruote, pulegge, manici di attrezzi, pali, manganelli, parti di battelli, pavimentazione stradale e traversine ferroviarie che dopo 25 anni avevano ancora le stesse caratteristiche dell’anno in cui erano state posate.


Maclura: Varietà

Ne esiste una cultivar senza spine, Maclura pomifera “Inermis” che in natura ibridizza con Cudrania tricuspidata (un cespuglio o piccolo albero spinoso originario dell’Asia) creando una pianta chiamata Macludrania.


  • maclura La Maclura pomifera, vorgalmente chiamata come arancio degli osagi, è un piccolo albero, o un grande arbusto, originario
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