olmo ciliato

Alberi Latifolie

Olmo ciliato

Un olmo più resistente alla grafiosi, rustico e adattabile, adatto a parchi e alberature in zone di passaggio.

di Redazione

21 giugno 2011

Generalità

L’Olmo ciliato, o Olmo bianco (Ulmus laevis), deve l’aggettivo laevis, cioè leggero, modesto, al fatto che in confronto all’Olmo campestre è una pianta meno imponente. E’ stato introdotto in Italia negli anni ’30, come tutore vivo per le viti, per sostituire l’Olmo campestre decimato dalla Grafiosi dell’Olmo. In seguito la pianta si è naturalizzata anche se non in modo esteso e oggi viene rinvenuta anche allo stato spontaneo. Raggiunge un’altezza di 20 m, raramente 30, con un tronco sinuoso con coste sporgenti alla base e molto pollonifero. La corteccia è grigio-brunastra sfaldata in piccole placche. La chioma è irregolare e ampia, con ramuli pelosi. Le foglie sono caduche, semplici, alterne lunghe 5-13 cm e ovali, con il margine doppiamente seghettato e l’apice acuminato. Sono verdi scure e lucide sulla pagina superiore, più chiare e tormentose in quella inferiore. I fiori che compaiono da marzo a aprile sono ermafroditi, con un lungo peduncolo pendente, e sono riuniti in infiorescenze a ombrella in numero di 15-30. Sono verdastri con 5-8 segmenti sfrangiati alle estremità e senza petali. Hanno 5-8 stami. L’impollinazione è anemofila, ma il polline non è particolarmente allergenico. Il frutto è una samara ovale di 1,5 cm di diametro, con un lungo peduncolo (3-5 cm) avvolto da un’ala con peli bianchi al margine (da cui il nome comune di Olmo ciliato), che matura nel mese di maggio. E’ una pianta longeva, che può superare i 300 anni di età.

Clima e terreno

L’Olmo ciliato è presente dai 100 ai 400, o più raramente 1200, metri di quota solo in alcune regioni italiane. Al Nord e al Centro soprattutto, ma anche in Puglia. La pianta è originaria del Centro Europa e dell’Asia occidentale, e nella nostra penisola si trova su Appennini e Alpi, probabilmente più come residuo di coltivazioni antichissime che di naturalizzazione. Predilige i boschi mesofili su terreno fertile e aerato a pH neutro o sub-acido. La situazione ideale prevede una umidità non eccessiva ma nemmeno assente, anche se per brevi periodi può tollerare situazioni estreme con terreni sia moderatamente asciutti che molto umidi. Predilige esposizioni in mezzombra.

Impianto

L’Olmo ciliato si propaga per seme, su un letto di semina umido e alla profondità di 6 mm. Ma dato che la vitalità e germinabilità dei semi varia moltissimo di anno in anno, anche talee semilegnose prese in giugno possono servire allo scopo, tanto più che radicano presto e molto bene. Si possono utilizzare anche i numerosi polloni radicali.

Tecniche di coltivazione

L’Olmo ciliato viene impiegato come pianta ornamentale in parchi e alberature stradali. E’ resistente all’inquinamento e alle basse temperature (anche più dell’Olmo campestre). Non ha un legno resistente quanto quello dell’Olmo campestre, quindi è più sensibile ai danni causati dal vento. E’ tra le essenze preferite dai bonsaisti inesperti, perché sopporta molto bene le potature, gli interventi drastici sull’apparato radicale, e perdona facilmente gli inevitabili errori dei principianti. Cresce molto velocemente soprattutto nelle fasi giovanili. Le potature vengono effettuate solo in caso di rami danneggiati e sempre utilizzando arnesi disinfettati, per evitare di propagare la Grafiosi da un albero a un altro. Data la ripresa vegetativa tardiva è più resistente alle gelate dell’Olmo campestre.

Parassiti e malattie

E’ opinione comune che l’Olmo ciliato sia notevolmente più resistente degli altri olmi alla Grafiosi provocata dal fungo Ophiostoma ulmi. Questa malattia si manifesta a maggio-giugno, con le cime della chioma che si ripiegano a uncino e prosegue con un deperimento progressivo che nel giro di due-tre anni porta la pianta alla morte, oppure con un decorso molto più repentino che inizia con il disseccamento improvviso delle foglie di una branca che poi si estende al resto della pinta nel giro di qualche mese. La diffusione della malattia avviene a opera di insetti xilofagi scotilidi, che si imbrattano di spore e conidi del fungo patogeno nelle gallerie di riproduzione scavate in una pianta infetta, e poi vanno su piante sane e scavando gallerie nutrizionali vi inoculano il patogeno. Proprio perché gli scotilidi vettori del fungo normalmente evitano l’Olmo ciliato, la malattia non ha ancora attaccato in modo massiccio questa specie. Altri patogeni segnalati sono gli afidi dei generi Eriosoma, Tinocallis e Tetraneura, che causano formazione di galle fogliari di vario aspetto, accartocciamento delle foglie, ingiallimenti o defogliazioni, ma che di solito non provocano danni tali da giustificare provvedimenti di lotta.

Caratteristiche del legno

Il legno dell’Olmo ciliato non è neanche lontanamente paragonabile a quello dell’Olmo campestre, comunque può essere usato in ebanisteria, per parquet o come legna da ardere, anche se nemmeno come combustibile può vantare grandi prestazioni.

Varietà

Segnaliamo la varietà Ulmus laevis “Colorans” che in autunno ha le foglie colorate di un attraente color rosso scarlatto, invece che giallo oro, e Ulmus laevis “Pendula” a portamento piangente.

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Domande frequenti

  • L'Olmo ciliato è immune alla Grafiosi?
    L'Olmo ciliato (Ulmus laevis) non è immune alla Grafiosi, ma mostra una resistenza significativamente maggiore rispetto ad altre specie come l'Olmo campestre. Questo perché gli insetti vettori principali del fungo Ophiostoma ulmi, gli scolitidi, tendono a evitare questa pianta. Di conseguenza, l'infezione massiccia è rara, rendendolo una scelta eccellente per la riforestazione o l'ornamentale in aree dove la malattia è endemica.
  • Quanto cresce velocemente un Olmo ciliato?
    L'Olmo ciliato presenta una crescita rapida, specialmente durante le sue fasi giovanili. Può raggiungere altezze considerevoli, arrivando fino a 20-30 metri, con un tronco spesso sinuoso. Questa velocità di sviluppo lo rende adatto per creare rapidamente struttura nei parchi o come barriera frangivento, purché si tenga conto che il suo legno è meno resistente a venti forti rispetto all'Olmo campestre.
  • Come si propaga correttamente l'Olmo ciliato?
    La propagazione avviene principalmente per seme, da interrare a 6 mm in substrato umido, oppure tramite talee semilegnose prelevate a giugno, che radicano facilmente. Un metodo molto efficace è l'utilizzo dei numerosi polloni radicali prodotti dalla pianta madre. È importante notare che la germinabilità dei semi varia molto di anno in anno, quindi le talee o i polloni offrono risultati più costanti.
  • Quali sono le caratteristiche principali del legno di Olmo ciliato?
    Il legno dell'Olmo ciliato è meno denso e resistente rispetto a quello dell'Olmo campestre, risultando più sensibile ai danni meccanici causati dal vento. Nonostante ciò, trova impiego nell'ebanisteria leggera, nella produzione di parquet e come legna da ardere. Tuttavia, le sue prestazioni come combustibile non sono eccellenti, limitandone l'uso principale a scopi ornamentali o strutturali minori.
  • È consigliabile piantare Olmo ciliato per il bonsai?
    Sì, l'Olmo ciliato è una delle essenze preferite dai bonsaisti, specialmente dai principianti. Sopporta molto bene le potature drastiche e gli interventi sull'apparato radicale, perdonando frequentemente gli errori comuni legati alla gestione errata della pianta giovane. La sua capacità di ricacciare vigorosamente dopo tagli severi facilita la modellazione della chioma e la definizione dello stile desiderato.

Scheda Tecnica

Ulmus laevis

Nome scientificoUlmus laevis
FamigliaUlmaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa centrale, Asia occidentale
EsposizionePieno sole o mezzombra
TerrenoFertile, aerato, fresco, pH neutro o sub-acido
IrrigazioneRegolare, tollera brevi periodi di siccità o umidità elevata
FiorituraMarzo-Aprile
Altezza20-30 metri
PotaturaMinima, solo rami danneggiati, strumenti disinfettati
MoltiplicazioneSeme, talee semilegnose, polloni radicali
Malattie e parassitiResistente alla Grafiosi; possibile attacco di afidi (Eriosoma, Tinocallis, Tetraneura)
Difficoltà di coltivazioneFacile, adatta anche ai principianti e ai bonsai

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