platano orientale

Alberi Latifolie

Platano orientale

Un albero grande e dalla crescita veloce, rustico e resistente all'inquinamento, dalla corteccia molto ornamentale.

di Redazione

07 ottobre 2011

Generalità

Il Platano orientale (Platanus orientalis) è un grande albero appartenente alla famiglia delle Platanaceae. Ragginge e talvolta supera i 50 m di altezza per 30 di ampiezza nel suo habitat naturale. La chioma tende a esser piramidale o arrotondata. Può avere un unico singolo tronco che si ramifica a una certa altezza o più fusti originatisi da una ramificazione vicina al terreno. Da una certa età in avanti la corteccia normalmente si sfalda creando un disegno maculato caratteristico, negli esemplari più vecchi invece ha la tendenza a fessurarsi. La ramificazione è spesso sinuosa o addirittura contorta, ad andamento di solito ascendente anche se a volte capita che le ramificazioni laterali della pianta si abbassino fin quasi a terra. I rami sono gialli o giallo-bruni, poi dal secondo anno in poi diventano grigi o grigio-bruni. Le foglie decidue sono alterne, semplici, ovate con 5-7 lobi più lunghi che larghi, sui 30 cm di lunghezza, verde scuro sulla pagina superiore e verde più chiaro su quella inferiore, diventano di un porpora chiaro o gialle in autunno. La fioritura avviene tra aprile e giugno. I fiori sono a sessi separati, insignificanti dal punto di vista ornamentale e riuniti in numero di 3-6 elementi a formare delle infiorescenze. L’impollinazione è anemofila. I frutti compaiono in autunno a gruppi di 2-6 su un corto gambo che si origina a partire da ramificazioni laterali corte. Sono acheni dall’apice provvisto di fibre cotonose per la dispersione anemocora, riuniti a centinaia a formare un’infruttescenza a forma di pallina che spesso resta sulla pianta fino alla primavera seguente.

Clima e terreno

Il Platano orientale è naturalizzato in Italia in Sicilia, Piemonte, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Calabria, Puglia, Campania, da 0 a 600 metri sul livello del mare, in formazioni boschive di tipo umido, cioè di preferenza lungo i corsi d’acqua. Per vegetare al meglio richiede un terreno profondo, fertile e ben drenato, ma non ha preferenze in fatto di pH. Da una certa età in poi resiste alla siccità, da giovane invece ha necessità di un terreno più umido, ma comunque drenato. Tollera i suoli compattati e l’inquinamento atmosferico senza problemi. Non è in grado di sopportare esposizione ai venti salmastri, ma in compenso può tollerare venti anche molto forti.

Impianto e tecniche di coltivazione

Il Platano orientale si riproduce per seme in primavera, di solito dopo due mesi di stratificazione a freddo, in serra fredda e in posizione leggermente ombreggiata. Oppure si possono prendere i semi direttamente nel tardo inverno o all’inizio della primavera e seminarli subito. Il ripicchettamento in vasi singoli viene fatto appena possibile, e il primo inverno dei semenzali e bene che venga trascorso in serra. La messa a dimora avviene passato il rischio dell’ultima gelata, nella primavera successiva. L’apparato radicale tollera i trapianti senza problemi, tanto che anche piante di 5 m di altezza possono essere spostate con successo piuttosto facilmente. La propagazione vegetativa avviene in autunno a partire da talee legnose prese dalla crescita dell’anno in corso. La pianta è abbastanza rustica e resistente, estremamente ornamentale, e cresce molto velocemente. Ideale come grande esemplare isolato in contesti molto ampi, o circondato da altre specie più basse lungo viali alberati o sentieri. Non ha le caratteristiche per far parte di un giardino naturale, perché la sua apparenza non è tale da mescolarsi bene con le altre specie di un giardino di quel tipo. Per la sua corteccia e la persistenza dei frutti durante l’inverno è invece ideale accostato ad altri alberi dalle caratteristiche simili come betulle, pioppi, salici e cornus da ramo. Le sue diverse cultivar di minori dimensioni possono essere utilizzate in contesti più piccoli, e in particolare vicino a aceri giapponesi o liquidambar data la forma delle loro foglie, oppure sul fondo di mixed borders associati a graminacee come Pennisetum, Carex, Ophipogon planiscapus nigrescens, Festuca glauca.

Parassiti e malattie

Tra I parassiti del Platano orientale segnaliamo il Ragnetto rosso e i lepidotteri della famiglia Psychidae. E’ soggetto anche a infezioni fungine tra cui il Cancro colorato del Platano che può portare alla morte la pianta in breve tempo.

Varietà

Tra le varietà di Platano orientale segnaliamo “Autumn glory” una cultivar neozelandese di quasi 40 anni fa, più piccola della specie tipica, sui 15 m di altezza, la corteccia si sfalda creando un insieme variegato,e le foglie, più minute con seni ampi e 5 lobi, diventano di un luminoso giallo dorato in autunno, persistendo per settimane sulla pianta. Tollera abbastanza la siccità. “Digitata” originata da semi provenienti da Cipro, le foglie non hanno peli sulla pagina inferiore delle foglie e l’habitus della pianta nel suo complesso tende a essere disciplinato. E’ resistente all’antracnosi e alla siccità. Ideale per aree urbane. “Aureus” a fogliame dorato in primavera, varietà nana e compatta sui 2 m circa. “Juniperoides” con fogliame giovanile aghiforme, purpureo in autunno, alto solo 1 m. “Berkmanii” varietà alta solo 1,5 m con ramoscelli dorati

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di terreno e irrigazione per il Platano orientale?
    Il Platano orientale predilige terreni profondi, fertili e ben drenati, mostrando una notevole adattabilità rispetto al pH. Tollera anche suoli compattati. Per quanto riguarda l'acqua, è fondamentale mantenere il terreno umido ma mai ristagnante nelle fasi giovanili. Una volta stabilita e raggiunta una certa età, la pianta sviluppa una discreta resistenza alla siccità, richiedendo quindi irrigazioni meno frequenti ma sempre efficaci.
  • Come si riconosce il Platano orientale dalle altre specie di platani?
    Si distingue principalmente per le foglie decidue, grandi (circa 30 cm), alterne e semplici, con 5-7 lobi più lunghi che larghi. La pagina superiore è verde scuro mentre quella inferiore è più chiara. Un altro tratto distintivo è la corteccia: da adulta si sfalda creando un tipico mosaico maculato, mentre negli esemplari molto vecchi tende a fessurarsi. Inoltre, i suoi frutti sono infruttescenze globose composte da acheni con fibre cotonose, spesso persistenti fino alla primavera successiva.
  • È adatto per giardini piccoli o urbani? Quali varietà scegliere?
    La specie tipica è enorme (fino a 50 m) e adatta solo a grandi spazi aperti o viali alberati. Tuttavia, esistono cultivar di dimensioni ridotte ideali per contesti più limitati. Ad esempio, 'Aureus' e 'Juniperoides' raggiungono solo 1-2 metri, perfette per bordure miste. 'Digitata', resistente all'antracnosi e alla siccità, è eccellente per le aree urbane. 'Autumn Glory' offre una taglia media (15 m) e un'autunnale colorazione dorata brillante.
  • Quali sono i principali nemaci e malattie che colpiscono questa pianta?
    Tra i parassiti animali, il Platano orientale può essere attaccato dal ragnetto rosso e da alcune falene della famiglia Psychidae. Dal punto di vista fitopatologico, la minaccia più grave è rappresentata dal Cancro colorato del Platano, un'infezione fungina particolarmente aggressiva che può causare la morte della pianta in tempi relativamente brevi. È importante monitorare la salute degli alberi, specialmente nei centri urbani dove lo stress ambientale può aumentare la suscettibilità alle malattie.
  • Quando e come si moltiplica il Platano orientale?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme o per talea. I semi richiedono solitamente due mesi di stratificazione a freddo prima della semina primaverile in serra fredda; alternativamente, si possono seminare freschi a fine inverno/inizio primavera. Dopo la germinazione, i semenzali vanno trapiantati in vasi singoli e protetti dal gelo nel primo inverno. La propagazione vegetativa si effettua in autunno prelevando talee legnose dalla crescita annuale corrente.

Scheda Tecnica

Platanus orientalis

Nome scientificoPlatanus orientalis
FamigliaPlatanaceae
Tipo di piantaAlbero latifoglie deciduo
OrigineAsia Minore, Caucaso, Balcani (naturalizzato in Italia)
EsposizionePieno sole, tollera venti forti (non salmastri)
TerrenoProfondo, fertile, ben drenato, tollera compattazione
IrrigazioneRegolare da giovane, moderata/resistente da adulto
FiorituraAprile-Giugno (fiori insignificanti)
AltezzaFino a 50+ metri
MoltiplicazioneSeme (stratificato o immediato), talee legnose in autunno
Malattie e parassitiRagnetto rosso, Lepidotteri (Psychidae), Cancro colorato del Platano
Difficoltà di coltivazioneFacile (rustico, resistente, crescita rapida)

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