quercus coccinea

Alberi Latifolie

Quercia scarlatta

Scopriamo caratteristiche, varietà e esigenze di questa splendida quercia americana dai colori autunnali fiammeggianti.

di Redazione

13 giugno 2011

Generalità

La Quercia scarlatta (Quercus coccinea) appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Originaria del Nord America, è stata introdotta in Europa alla fine del XVII secolo come albero ornamentale, e in seguito coltivata per il suo legno duro e resistente. Viene facilmente confusa con la Quercia rossa a cui somiglia molto, anche se la colorazione autunnale rossa compare di ramo in ramo e non contemporaneamente su tutta la chioma come in Q. rubra. La Quercia scarlatta arriva a 20 m di altezza, rispetto a altre querce ha il fusto esile che tende a allungarsi col tempo, e la chioma disordinata e globosa in età adulta. I giovani ramuli sono glabri e rosso-aranciati. La corteccia è inizialmente grigia e liscia, poi diventa bruna, rugosa e fessurata, con sfumature aranciate in fondo alle fessure longitudinali. Le foglie caduche sono semplici, alterne, color verde intenso, lunghe anche 30 cm. Hanno forma obovata con il margine profondamente lobato. I 3-4 lobi sono spigolosi, dentato-aristati, e arrivano oltre la metà del lembo fin quasi alla nervatura mediana a differenza di quanto accade nelle foglie di Q. rubra, con grandi seni a forma di C. Le nervature sono sporgenti, a volte con piccoli ciuffi di peli. Come tutte le querce presenta fiori maschili o femminili contemporaneamente sulla stessa pianta. La fioritura avviene da aprile a maggio. Gli amenti maschili sono penduli, giallo verdognoli, i fiori femminili bianco-verdognoli sono ancor meno appariscenti, singoli o a coppie e portati da un singolo peduncolo. I frutti sono ghiande di circa 2,5 cm chiusi per metà all’interno delle cupole lucide che le sovrastano, inizialmente verdi poi di colore bruno. L’apparato radicale della pianta è profondo, quindi la Quercia scarlatta non sopporta facilmente il trapianto. Come tutte le querce produce polline moderatamente allergenico, ma in grande quantità.

Clima e terreno

La Quercia scarlatta è una specie rustica, molto resistente al freddo (può sopportare temperature inferiori a -25°C senza troppi problemi), coltivabile con successo nella zona del castagno e del faggio, tra i 500 ed i 1200 m di altitudine. Nei climi troppo caldi e asciutti soffre, predilige invece estati fresche e inverni piovosi come Q. rubra, anche se alcuni sostengono che sopporta meglio l’aridità della Quercia rossa. In ogni caso l’ideale sarebbe una piovosità che porti a 700-800 mm di precipitazioni annue, eventualmente raggiungibili tramite un’irrigazione integrativa. Predilige pH leggermente acido e suolo sciolto, sui terreni calcarei fatica a crescere e può manifestare fenomeni di clorosi. Esige una posizione soleggiata, e spazio per sviluppare la chioma, non sopporta assolutamente posizioni ombreggiate. In Nord America, dove è spontanea, diventa specie dominante (e quindi in grado di accaparrarsi più sole di altre specie) in foreste che hanno una storia di incendi alle spalle grazie alla sua velocità di accrescimento e alla sua rusticità.

Impianto e tecniche di coltivazione

La propagazione avviene soprattutto per seme, anche se la Quercia scarlatta produce molti più getti di altre querce ed è possibile cercare di far attecchire questi germogli per ottenere propagazione vegetativa. Le ghiande germinano su una lettiera che riproduca le situazioni boschive e con un’esposizione che sia quanto più possibile simile a quella del sottobosco, quindi né troppo aperta né troppo chiusa. Non è raro che la giovane pianta di Quercia rossa muoia e ricacci da sopra o sotto il colletto più e più volte, il che fa sì che l’apparato radicale di una pianta sia più vecchio di quanto non sembri guardando solo la parte aerea dell’esemplare. L’impianto può avvenire a novembre, su un terreno ben lavorato, curando il drenaggio e fornendo un tutore per i primi 3-4 anni alla giovane pianta. La buca va riempita con terra di scavo (40%), sabbia (10%) e terriccio universale o di foglie, o una miscela di entrambi (40%). Concimare le piante giovani in primavera con un prodotto a lenta cessione in primavera e letame maturo pellettato oppure compost in autunno. Data la bellezza della pianta, la Quercia scarlatta viene impiegata in parchi, campi da golf, giardini, alberature stradali. E’ ideale come esemplare isolato.

Parassiti e malattie

Viene attaccata da afidi, cerambicidi e processionaria, e come altre querce è coggetta a carie del legno e marciume radicale. Anche Q. cocinea è soggetta all’Oak decline, la sindrome da deperimento delle querce che provocano rarefazione della chioma, colamento sul tronco di mucillagine, disseccamento di rami, avvizzimento fogliare e drastico calo delle micorrize vitali nell’apparato radicale. Questa sindrome ancora poco nota, che come fattori predisponenti e scatenanti annovera soprattutto malattie fungine, fattori ambientali avversi, inquinamento e stress dati da insetti defoglia tori o sbalzi termici, va contrastata soprattutto con azioni preventive, offrendo alla pianta le migliori condizioni ambientali possibili, cercando di evitarle stress meccanici e idrici, e lasciandole lo spazio adeguato per svilupparsi.

Caratteristiche del legno

Il legno non è tra i più pregiati, dato che è facilmente marcescibile anche se duro.

Varietà

In natura la Quercia scarlatta ibridizza con Qurcus velutina, Quercus ilicifolia e Quercus palustris dando vita a esemplari con caratteristiche intermedie tra i due progenitori. In commercio si possono trovare le varietà “Red dwarf” e “splendens” della pianta. La prima è un alberello o un cespuglio che si ottiene da innesto, con internodi molto ravvicinati, foglie lucide lunghe fino a 20 cm, che non tollera assolutamente terreni calcarei. La seconda ha foglie più grandi della normale Quercia rossa, e in autunno assume una colorazione più scura.

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Domande frequenti

  • Come distinguere la Quercia scarlatta dalla Quercia rossa?
    La principale differenza risiede nella colorazione autunnale: nella Quercia scarlatta (Q. coccinea) il rosso appare progressivamente, ramo per ramo, mentre nella Quercia rossa (Q. rubra) la chioma diventa uniformemente rossa. Inoltre, le foglie della Q. coccinea presentano lobi spigolosi e dentati che arrivano quasi alla nervatura centrale, formando seni stretti, a differenza dei grandi seni a 'C' della Q. rubra. Infine, la Q. coccinea ha un fusto più esile e una chioma più disordinata e globosa.
  • Qual è il clima e il terreno ideali per la Quercia scarlatta?
    Predilige climi con estati fresche e inverni piovosi, tollerando bene il freddo fino a -25°C. È adatta alle zone del castagno e del faggio (500-1200 m). Il terreno deve essere sciolto, ben drenato e leggermente acido; soffre nei terreni calcarei, dove può manifestare clorosi. Richiede esposizione soleggiata e molta pioggia annuale (700-800 mm), integrando con irrigazione se necessario. Non tollera l'ombra.
  • Quando e come piantare correttamente una Quercia scarlatta?
    L'impianto migliore è a novembre, su terreno ben lavorato e drenante. La buca deve contenere terra di scarto mista a sabbia e terriccio (40% ciascuno). È fondamentale fornire un tutore stabile per i primi 3-4 anni. Attenzione: l'apparato radicale è profondo e sensibile, quindi evita trapianti successivi. La propagazione avviene principalmente per seme (ghiande) o sfruttando i numerosi polloni radicali prodotti dalla pianta.
  • Quali problemi fitosanitari colpiscono la Quercia scarlatta?
    Può subire attacchi di afidi, cerambicidi e processionaria. È soggetta a carie del legno e marciume radicale. Un problema serio è l'"Oak decline", una sindrome da deperimento causata da funghi, stress ambientali e insetti, che provoca rarefazione della chioma, essudati sul tronco e disseccamento. La prevenzione consiste nel garantire condizioni ambientali ottimali, evitare stress idrici/meccanici e lasciare spazio sufficiente allo sviluppo.
  • Esistono varietà ornamentali specifiche di Quercia scarlatta?
    Sì, in commercio si trovano principalmente "Red dwarf" e "Splendens". "Red dwarf" è una varietà nana ottenuta per innesto, adatta a spazi ridotti, con internodi corti e foglie lucide; non tollera affatto i terreni calcarei. "Splendens" presenta foglie più grandi della media e una colorazione autunnale più intensa e scura. Entrambe mantengono le esigenze generali della specie riguardo a sole e drenaggio.

Scheda Tecnica

Quercus coccinea

Nome scientificoQuercus coccinea
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineNord America
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, leggermente acido, ben drenato
IrrigazioneRegolare, preferisce estati fresche e piovose
FiorituraAprile-Maggio
AltezzaFino a 20 metri
ConcimazionePrimavera (lenta cessione), Autunno (compost/letame)
PotaturaNon richiesta, eventuale diradamento leggero
MoltiplicazioneSeme (ghiande) o polloni radicali
Malattie e parassitiAfidi, cerambicidi, processionaria, Oak decline, carie, clorosi
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a trapianti e terreni calcarei)

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