quercus petraea

Alberi Latifolie

Rovere

Maestosa e frugale, forte e longeva, la Rovere è una quercia affascinante dal legno pregiato, solida e resistente all'aridità del terreno.

di Redazione

17 giugno 2011

Generalità

La Rovere (Quercus petraea) è un albero maestoso che appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Raggiunge 30-40 m di altezza, ma può arrivare anche a 50 m, con diametro del tronco di 1 o 2 m di conseguenza. Il tronco è dritto, cilindrico e robusto, i rami principali sono nodosi e ascendenti, e formano con il tronco un caratteristico angolo acuto. La chioma è densa, espansa e regolare. La corteccia è grigia e liscia per i primi vent’anni, poi poco a poco diventa fessurata, con solchi orizzontali e longitudinali, formando placche rettangolari non allungate. I rametti sono inseriti anch’essi ad angolo acuto e sono verdi in primavera, poi bruno-grigi, glabri, con poche lenticelle e le gemme brune a sezione pentagonale alla base e apice appuntito. Le foglie sono caduche, diverse a seconda di quanta luce prendono. Le foglie di luce sono più coriacee, spesse, con più stomi, mentre quelle d’ombra sono di consistenza erbacea. In ogni caso sono verdi e glabre sulla pagina superiore, più pallide in quella inferiore, a forma oblungo-obovata, cuneate alla base, con lobi meno profondi che nelle foglie della Farnia, e più regolari e numerosi (da 5 a 8), e con la lamina di aspetto ondulato grazie alla disposizione delle nervature. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli e giallastri, situati all’apice dei rametti dell’anno precedente, , lunghi 3-6 cm, con pochi fiori. I fiori femminili si trovano all’apice della crescita dell’anno oppure all’ascella delle foglie, in gruppi di 2-5 fiori a tre stili, in corte spighe. La fioritura e la fogliazione sono contemporanee, alla fine di aprile e per tutto maggio. Il frutto è una ghianda che matura nell’anno, sessile, con cupola a squame ovato-lanceolate e lunga 2-3 cm, uniforme e liscia, senza striature. L’apparato radicale è fittonante e resta tale per tutta la vita, con numerose radici che penetrano nel terreno obliquamente e rendono la Rovere molto stabile agli eventi atmosferici e resistente alla siccità.

Clima e terreno

La Rovere è teoricamente diffusa in tutta Italia, tranne che in Sardegna, da 0 a 1000 metri di altitudine, ma in realtà alcuni obiettano che molte segnalazioni della presenza della Rovere siano da attribuirsi a incroci tra Rovere e altre querce o addirittura a altre specie di Quercus. In ogni caso la diffusione nella nostra penisola è più spiccata al Nord, al piede delle Alpi, nelle Prealpi e nelle zone collinari fino alla Toscana. I boschi puri di Rovere ormai sono molto rari, sia perché il legno della pianta è molto pregiato, sia perché in passato la Rovere è stata scalzata da tutti quei terreni che avevano potenzialità di sviluppo agricolo. Di suo la Rovere ama l’umidità atmosferica durante tutto l’anno in un contesto climatico di tipo temperato. L’ideale sarebbe una piovosità ben distribuita, specialmente durante tutta la stagione vegetativa. Resiste molto bene alle basse temperature, anche se meno della Farnia, e anche all’aridità del terreno (non le serve una falda freatica superficiale). Predilige terreni acidi, ma può tollerare un suolo debolmente calcareo. Soprattutto in giovane età desidera esposizioni in mezzombra, e in generale sopporta meglio di altre querce la densità laterale non avendo esigenza di una luminosità elevata.

Impianto

La propagazione della specie può avvenire per seme, in autunno o primavera. L’embrione della pianta non è dormiente tanto che a volte la germinazione della radichetta avviene addirittura mentre la ghianda sta maturando sull’albero. La plantula può restare verde anche d’inverno se posta in posizione riparata. L’impianto di semenzali di 1-2 anni o di trapianti di 3-4 avviene ugualmente in autunno o primavera, su terreni lavorati fino a 80-100 cm e con un buon drenaggio.

Tecniche di coltivazione

La coltivazione della Rovere di solito prevede il governo a alto fusto, anche se anche il governo a ceduo è possibile. Nei primi anni a lento accrescimento vengono sfoltite le piantine meno promettenti e viene effettuata la sarchiatura per mantenere l’aerazione degli strati superficiali del terreno. La potatura di allevamento serve a favorire lo sviluppo di fusti privi di difetti e il più possibile dritti, altrimenti la Rovere tende a espandersi troppo. Per tottenere fusti grossi la turnazione si aggira sugli 80-100 anni, ma di suo la Rovere vivrebbe anche fino a 300 anni. La ghianda è molto appetita dai cinghiali e dai maiali.

Parassiti e malattie

Tra i parassiti della Rovere ricordiamo le larve di alcuni lepidotteri che provocano defoliazione, il cerambicide Cerambix cerdo che danneggia il legno, alcune malattie virali che chiazzano le foglie a mosaico, e infestazioni di basidiomiceti che provocano marciume del legno. La Rovere sembra essere più resistente a oidio e “sindrome da deperimento delle querce”.

Caratteristiche del legno

Il legno della pianta è di ottima qualità. Chiaro, duro, pesante e omogeneo, ma facile da lavorare. Viene usato per parquet di pregio, mobili e rivestimenti.

Varietà

Tra le varietà della pianta segnaliamo “Laciniata crispa“ molto rara e particolare, più piccola della Rovere classica dato che arriva a 10 m di altezza soltanto, con foglie lunghe e strette, arricciate e ondulate, che pendono dai rami. La varietà “Purpurea” invece ha foglie di un vivido color porpora e raggiunge un’altezza di 15 m circa. Nella varietà “Mespilifolia” le foglie sono meno lobate, soprattutto le prime che nascono in primavera.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Rovere e Farnia?
    Le differenze morfologiche chiave risiedono nei frutti e nelle foglie. La Rovere produce ghiande sessili (senz gambo corto), mentre quelle della Farnia sono peduncolate. Inoltre, le foglie della Rovere presentano lobi meno profondi e più regolari (da 5 a 8 paia), con lamina ondulata dalle nervature, a differenza della Farnia che ha lobi più marcati. Anche la corteccia della Rovere, da adulta, forma placche rettangolari non allungate, diversamente dalla Farnia.
  • Come e quando si moltiplica correttamente la Rovere?
    La moltiplicazione avviene principalmente per seme (ghianda), da seminarre in autunno o primavera. Una caratteristica peculiare è che l'embrione non è dormiente: spesso la radichetta emerge già mentre la ghianda matura ancora sull'albero. È possibile impiantare semenzali di 1-2 anni o trapianti di 3-4 anni. Il terreno deve essere lavorato in profondità (80-100 cm) e garantire ottimo drenaggio.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce la Rovere?
    Predilige terreni acidi, freschi e ben drenati, ma tollera anche suoli debolmente calcarei. È molto resistente all'aridità del suolo poiché possiede un apparato radicale fittonante profondo. Ama il clima temperato con umidità atmosferica costante e piogge ben distribuite durante la stagione vegetativa. Sopporta bene il freddo, sebbene meno della Farnia, ed è adatta a quote da 0 a 1000 metri.
  • Quali sono le principali minacce fitosanitarie per questa quercia?
    I principali nemici includono le larve di lepidotteri che causano defogliazione e il coleottero Cerambix cerdo che danneggia il legno. Possono verificarsi infezioni fungine da basidiomiceti responsabili del marciume del legno e malattie virali che creano chiazze a mosaico sulle foglie. Fortunatamente, la Rovere mostra una resistenza maggiore rispetto ad altre querce verso l'oidio e la sindrome da deperimento.
  • Esistono varietà ornamentali di Rovere adatte al giardino?
    Sì, esistono cultivar selezionate per fini ornamentali. 'Laciniata crispa' è una variante rara e compatta (max 10 m) con foglie lunghe, strette e arricciate. 'Purpurea' si distingue per il colore porpora vivo delle foglie e raggiunge i 15 m. 'Mespilifolia' presenta foglie meno lobate, specialmente quelle primaverili. Queste varietà richiedono comunque cure specifiche per la potatura di allevamento.

Scheda Tecnica

Quercus petraea

Nome scientificoQuercus petraea
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero latifoglie deciduo
OrigineEuropa (diffuso in Italia, esclusa la Sardegna)
EsposizionePieno sole o mezzombra; tollera la densità laterale
Temperatura minimaResistente al freddo, meno della Farnia
TerrenoAcido, preferibilmente fresco, ben drenato; tollera aridità e calcare debole
IrrigazioneNecessita umidità atmosferica costante; irrigazione regolare in estate
FiorituraAprile-Maggio (contemporanea alla fogliazione)
Altezza30-40 m (fino a 50 m)
PotaturaLeggera, per allevamento e mantenimento fusti diritti
MoltiplicazioneSeme (autunno/primavera), innesto (implicito per varietà)
Malattie e parassitiDefogliazione da lepidotteri, Cerambix cerdo, mosaicatura virale, marciume del legno (basidiomiceti)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede spazi ampi e tempi lunghi per legname pregiato)

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