Rovere

Generalità

La Rovere (Quercus petraea) è un albero maestoso che appartiene alla famiglia delle Fagaceae. Raggiunge 30-40 m di altezza, ma può arrivare anche a 50 m, con diametro del tronco di 1 o 2 m di conseguenza. Il tronco è dritto, cilindrico e robusto, i rami principali sono nodosi e ascendenti, e formano con il tronco un caratteristico angolo acuto. La chioma è densa, espansa e regolare. La corteccia è grigia e liscia per i primi vent’anni, poi poco a poco diventa fessurata, con solchi orizzontali e longitudinali, formando placche rettangolari non allungate. I rametti sono inseriti anch’essi ad angolo acuto e sono verdi in primavera, poi bruno-grigi, glabri, con poche lenticelle e le gemme brune a sezione pentagonale alla base e apice appuntito. Le foglie sono caduche, diverse a seconda di quanta luce prendono. Le foglie di luce sono più coriacee, spesse, con più stomi, mentre quelle d’ombra sono di consistenza erbacea. In ogni caso sono verdi e glabre sulla pagina superiore, più pallide in quella inferiore, a forma oblungo-obovata, cuneate alla base, con lobi meno profondi che nelle foglie della Farnia, e più regolari e numerosi (da 5 a 8), e con la lamina di aspetto ondulato grazie alla disposizione delle nervature. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli e giallastri, situati all’apice dei rametti dell’anno precedente, , lunghi 3-6 cm, con pochi fiori. I fiori femminili si trovano all’apice della crescita dell’anno oppure all’ascella delle foglie, in gruppi di 2-5 fiori a tre stili, in corte spighe. La fioritura e la fogliazione sono contemporanee, alla fine di aprile e per tutto maggio. Il frutto è una ghianda che matura nell’anno, sessile, con cupola a squame ovato-lanceolate e lunga 2-3 cm, uniforme e liscia, senza striature. L’apparato radicale è fittonante e resta tale per tutta la vita, con numerose radici che penetrano nel terreno obliquamente e rendono la Rovere molto stabile agli eventi atmosferici e resistente alla siccità.
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Clima e terreno

foglie e frutti di rovere La Rovere è teoricamente diffusa in tutta Italia, tranne che in Sardegna, da 0 a 1000 metri di altitudine, ma in realtà alcuni obiettano che molte segnalazioni della presenza della Rovere siano da attribuirsi a incroci tra Rovere e altre querce o addirittura a altre specie di Quercus. In ogni caso la diffusione nella nostra penisola è più spiccata al Nord, al piede delle Alpi, nelle Prealpi e nelle zone collinari fino alla Toscana. I boschi puri di Rovere ormai sono molto rari, sia perché il legno della pianta è molto pregiato, sia perché in passato la Rovere è stata scalzata da tutti quei terreni che avevano potenzialità di sviluppo agricolo. Di suo la Rovere ama l’umidità atmosferica durante tutto l’anno in un contesto climatico di tipo temperato. L’ideale sarebbe una piovosità ben distribuita, specialmente durante tutta la stagione vegetativa. Resiste molto bene alle basse temperature, anche se meno della Farnia, e anche all’aridità del terreno (non le serve una falda freatica superficiale). Predilige terreni acidi, ma può tollerare un suolo debolmente calcareo. Soprattutto in giovane età desidera esposizioni in mezzombra, e in generale sopporta meglio di altre querce la densità laterale non avendo esigenza di una luminosità elevata.

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Impianto

La propagazione della specie può avvenire per seme, in autunno o primavera. L’embrione della pianta non è dormiente tanto che a volte la germinazione della radichetta avviene addirittura mentre la ghianda sta maturando sull’albero. La plantula può restare verde anche d’inverno se posta in posizione riparata. L’impianto di semenzali di 1-2 anni o di trapianti di 3-4 avviene ugualmente in autunno o primavera, su terreni lavorati fino a 80-100 cm e con un buon drenaggio.


Tecniche di coltivazione

La coltivazione della Rovere di solito prevede il governo a alto fusto, anche se anche il governo a ceduo è possibile. Nei primi anni a lento accrescimento vengono sfoltite le piantine meno promettenti e viene effettuata la sarchiatura per mantenere l’aerazione degli strati superficiali del terreno. La potatura di allevamento serve a favorire lo sviluppo di fusti privi di difetti e il più possibile dritti, altrimenti la Rovere tende a espandersi troppo. Per tottenere fusti grossi la turnazione si aggira sugli 80-100 anni, ma di suo la Rovere vivrebbe anche fino a 300 anni. La ghianda è molto appetita dai cinghiali e dai maiali.


Parassiti e malattie

Tra i parassiti della Rovere ricordiamo le larve di alcuni lepidotteri che provocano defoliazione, il cerambicide Cerambix cerdo che danneggia il legno, alcune malattie virali che chiazzano le foglie a mosaico, e infestazioni di basidiomiceti che provocano marciume del legno. La Rovere sembra essere più resistente a oidio e “sindrome da deperimento delle querce”.


Caratteristiche del legno

Il legno della pianta è di ottima qualità. Chiaro, duro, pesante e omogeneo, ma facile da lavorare. Viene usato per parquet di pregio, mobili e rivestimenti.


Rovere: Varietà

Tra le varietà della pianta segnaliamo “Laciniata crispa“ molto rara e particolare, più piccola della Rovere classica dato che arriva a 10 m di altezza soltanto, con foglie lunghe e strette, arricciate e ondulate, che pendono dai rami. La varietà “Purpurea” invece ha foglie di un vivido color porpora e raggiunge un’altezza di 15 m circa. Nella varietà “Mespilifolia” le foglie sono meno lobate, soprattutto le prime che nascono in primavera.


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