sorbus aria

Alberi Latifolie

Sorbo montano

In questo articolo scopriremo le caratteristiche di questo albero rustico, di poche pretese e grande bellezza, affascinante dalla primavera all’autunno e piuttosto versatile.

di Redazione

17 maggio 2011

Generalità

Il Sorbo montano (Sorbus aria) appartiene alla famiglia delle Rosaceae, ed è una pianta legnosa cespitosa nelle situazioni di sottobosco, o al massimo un alberello alto fino a 12- 15 m, a chioma colonnare larga e ramificazione ascendente. Il fusto è eretto e cilindrico. La corteccia è grigia con lenticelle romboidali bianche, inizialmente liscia poi spaccata con l’età. I rami giovani sono prima pubescenti, poi glabri color bruno-rossiccio. Le foglie alterne, imparipennate e picciolate semplici, sono decidue, di forma da ellittica a ovata, lunghe fino a 12 cm e larghe 6 cm, con apice acuto e margini seghettati nella parte mediana e apicale. La pagina superiore inizialmente è verde pallido, pelosa, ma diventa scura e lucida con l’avanzare della stagione. La pagina inferiore è bianca con peluria, caratteristica che provoca un tipico scintillio della chioma della pianta quando viene mossa dal vento in primavera. Le gemme fogliari prima dell'apertura sono avviluppate su sé stesse e rivolte verso l'alto in modo caratteristico, con squame verde-giallastro ciliate. In autunno le foglie che restano sulla pianta fino a ottobre-novembre assumono una bella colorazione dorata sulla pagina superiore, mentre nella pagina inferiore restano argentate, il che unito alla presenza contemporanea dei frutti rossi crea un effetto d’insieme molto gradevole. I fiori ermafroditi compaiono da maggio a giugno, in corimbi, eretti prima e penduli poi, di 5-8 cm. Sono larghi circa 1 cm, bianchi, a cinque petali lunghi 3 mm, con 18-20 stami e un pistillo. I frutti di colore rosso brillante macchiato da lenticelle pallide quando diventano maturi, sono pomi globosi o ovoidali di 1,5 cm di diametro all’incirca, a polpa gialla e farinosa, riuniti in grappoli penduli. Ognuno di essi contiene di norma 2 semi. Sono ricchi di tannino, acido citrico, acido malico e zuccheri. Un tempo venivano usati per cucinare una salsa da accompagnare alla cacciagione o venivano mescolati al pane durante le carestie, oggi vengono per lo più mangiati dagli uccelli ai quali sono molto graditi, anche se possono essere impiegati per preparare marmellate, sciroppi e decotti utilizzati contro le affezioni bronchiali e intestinali. L’apparato radicale del Sorbo montano è fittonante e profondo. L’impollinazione è entomofila, e il polline non è allergenico.

Clima e terreno

Il Sorbo montano è una pianta eliofila, diffusa da 0 a 1200-1600 metri sul livello del mare in tutta la penisola italiana, isole comprese, in boschi collinari e montani, e luoghi rocciosi o radure esposte. E’ molto adattabile, ma predilige i substrati calcarei. Tollera senza problemi l’aridità e le basse temperature, quindi può essere considerata pianta rustica di poche pretese, facilmente coltivabile. In Europa infatti è diffuso ovunque tranne che in Scandinavia. Resiste molto bene all’inquinamento.

Impianto

La propagazione avviene più che altro per seme, a ottobre, oppure tramite margotta. Dopo due o tre anni avviene la messa a dimora, in autunno o primavera, avendo cura di scegliere un terreno poroso e areato, possibilmente non argilloso, preferibilmente lavorato (ma si può aprire anche la classica buca cubica di 40 cm di lato, dato che la pianta non è schizzinosa). Dopo l’impianto è bene operare una sarchiatura o zappettatura dell’area di piantumazione per mantenere la porosità del suolo. La fertilizzazione è necessaria di solito solo al momento della messa a dimora e si preferisce utilizzare lo stallatico maturo.

Tecniche di coltivazione

Il Sorbo montano è una pianta che si presta molto bene a venire utilizzata in giardini informali, in piccoli gruppi o sul fondo di bordure all’inglese, e in siepi miste soprattutto a crescita libera. E’ uno degli alberi prediletti dai naturalisti che vogliano coltivare un giardino che attiri e dia sostentamento alla fauna locale. Anche gli estimatori del giardino biologico apprezzano il Sorbo montano, in grado di contribuire alla varietà e quindi alla buona salute e all’equilibrio generale della microfauna entomologica del giardino o dell’orto, minimizzando l’impiego di antiparassitari naturali. Viene sottoposto a potature per fargli assumere una forma rotondeggiante (anche se non estrema come nel caso del bosso) nei giardini che fanno dell’arte topiaria uno dei focal point di interesse. Può essere guidato nella crescita per assumere posizioni incurvate sino a fargli formare archi per incorniciare panchine o nicchie. In ambito urbano viene utilizzato per le alberature dato il suo bell’aspetto unito alla rusticità e alle minime cure richieste. La potatura è necessaria solo per rimuovere il seccume, dato che la pianta dà il meglio di sé se lasciata sviluppare in autonomia. Non sono necessarie fertilizzazioni sistematiche.

Parassiti

Come tutte le Rosaceae, anche il Sorbo montano è sensibile agli attacchi dell’ascomicete Nectria che provocano il cancro di fusti e rami, con conseguente seccume generalizzato.

Caratteristiche del legno

Il legno, che ha impieghi limitati più che altro per le modeste dimensioni del fusto, è di color rosso-bruno con alburno avorio. Duro e tenace, viene comunque usato quando se ne ha la disponibilità per lavori al tornio, per produrre manici di attrezzi, arnesi agricoli e oggetti ornamentali.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali caratteristiche decorative del Sorbo montano?
    Il Sorbo montano offre un fascino particolare in ogni stagione. In primavera, le foglie inferiori bianche e pelose creano un effetto scintillante al vento, mentre i fiori bianchi compaiono in corimbi. In estate, la chioma si scurisce diventando lucida. L'autunno è il periodo migliore: le foglie superiori virano al dorato mantenendo il sotto argentato, affiancate da frutti rossi brillanti. È ideale per giardini informali, siepi libere o come esemplare isolato per attirare la fauna locale grazie ai suoi frutti graditi agli uccelli.
  • Come si coltiva il Sorbo montano e quale terreno preferisce?
    Questa pianta è molto adattabile e rustica, prediligendo terreni calcarei, porosi e ben drenati, evitando quelli argillosi. Tollerando sia l'aridità che il freddo intenso, può crescere in pieno sole da 0 a 1600 metri di altitudine. La messa a dimora va fatta in autunno o primavera in una buca di 40 cm. Richiede poca manutenzione: basta una concimazione iniziale con stallatico maturo e zappettature superficiali per mantenere il suolo aerato. Non necessita di fertilizzazioni periodiche.
  • Si può mangiare il frutto del Sorbo montano? A cosa serve?
    I frutti sono commestibili ma ricchi di tannini, acidi e zuccheri. Storicamente venivano usati per preparare salse con la cacciagione o aggiunti al pane durante le carestie. Oggi sono principalmente consumati dagli uccelli. Gli esseri umani li utilizzano per marmellate, sciroppi o decotti, questi ultimi impiegati tradizionalmente per alleviare affezioni bronchiali e intestinali. La raccolta avviene quando i pomi rossi sono maturi, solitamente in tarda estate o inizio autunno.
  • Il Sorbo montano richiede potature frequenti?
    No, il Sorbo montano cresce bene se lasciato sviluppare in autonomia. Le potature sono generalmente necessarie solo per rimuovere i rami secchi o danneggiati. Eventuali interventi strutturali servono esclusivamente per scopi estetici specifici, come la topiaria per forme rotondeggianti o per guidare la crescita ad arco. Essendo una pianta robusta e resistente, non subisce stress da tagli leggeri e mantiene la sua bellezza naturale con cure minime.

Scheda Tecnica

Sorbus aria

Nome scientificoSorbus aria
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero/cespuglio deciduo
OrigineEuropa (eccetto Scandinavia)
EsposizionePieno sole (eliofila)
TerrenoCalcereo, poroso, ben drenato, non argilloso
IrrigazioneModerata, tollera l'aridità
FiorituraMaggio-Giugno
AltezzaFino a 12-15 metri
ConcimazioneMinima, solo stallatico maturo a dimora
PotaturaLeggera, solo per eliminare il secco o per topiaria
MoltiplicazioneSeme (ottobre) o margotta
Malattie e parassitiCancro da Nectria (fungo ascomicete)
Difficoltà di coltivazioneFacile (pianta rustica e poco esigente)

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