tilia platyphyllos

Alberi Latifolie

Tiglio nostrano

Un albero maestoso, longevo e bellissimo, dalla fioritura mellifera e profumata.

di Redazione

23 giugno 2011

Generalità

Il Tigli nostrano, detto anche Tiglio nostrale (Tilia platyphyllos) è una delle latifoglie nobili dei boschi italiani che deve il nome platyphyllos, cioè foglie ampie, al fatto che le sue foglie sono più grandi di quelle del Tiglio selvatico. Quando ne ha la possibilità diventa un albero imponente alto fino a 40 m, con tronco di 2 m di diametro, e arriva a 500 anni in buone condizioni. Inizialmente ha portamento piramidale con i rami ascendenti che poi si fa ovale. Il tronco è colonnare e slanciato, con corteccia che da liscia e grigiastra forma placche lunghe e strette, grigie, spesso macchiate dai licheni. I rametti hanno forma a zigzag, verdi o rossastri e tormentosi, e la crescita dell’anno successivo non procede dalla gemma apicale, bensì da una delle laterali. Le foglie sono lunghe 6-12 cm, ovate, asimmetriche alla base, a margine serrato con i denti acuti e con apice acuminato. Appena spuntate sono verde brillante e pubescenti, poi la pagina superiore perde la peluria. Come nel Tiglio selvatico le foglie dei polloni sono più grandi di quelle della pianta adulta. Fiorisce in maggio-giugno con 2-5 fiori ermafroditi e molto profumati riuniti in una infiorescenza pendula portata da una lunga brattea giallastra. Il fiore è bianco-giallognolo, con sepali lunghi 3-4 mm e i petali lunghi 6-8 mm, l’ovario peloso e 30-40 stami. I frutti maturano a ottobre e sono piriformi, con 5 coste rilevate, lunghi 8-15 mm, vengono dispersi dal vento lungo tutto la stagione invernale. Il suo apparato radicale nel corso degli anni diventa da fittonante a ampio, con radici profonde che si allargano nel terreno e alcune che si estendono in superficie. Produce polloni radicali solo se stimolato da potature o danni meteorici della chioma. Quando viene ceduato invece ricaccia al colletto e con polloni radicali, ma solo dopo una dormienza che può perdurare anche per più stagioni vegetative. Le sue foglie costituiscono un pascolo proteico per gli animali e quando cadono a terra formano una lettiera che migliora i terreni superficiali e grossolani rendendoli molto più fertili.

Clima e terreno

Nella nostra penisola è diffuso in tutte le regioni tranne il Trentino Alto Adige, Molise e Sardegna. Non essendo socievole non forma mai boschi puri e arriva a quote di 1200 m al Nord, 1600 m in Sicilia. Preferisce terreni freschi, drenati e profondi a reazione neutra o sub-alcalina, non tollera il pH acido in profondità, su questi suoli infatti viene sostituito da T. cordata. E’ specie più eliofila del Tiglio selvatico e non tollera il freddo intenso e la siccità prolungata.

Impianto

La moltiplicazione della pianta per seme richiede una certa esperienza e non meno fatica. I semi di Tiglio nostrano sono dormienti e in natura richiedono una permanenza di due anni circa nel terreno per germinare, dato che i tegumenti del seme e il pericarpo che lo avvolge sono impermeabili e devono modificarsi prima di poter germinare. Per interrompere la dormienza del seme si utilizzano 5 mesi di stratificazione calda e 5 di fredda a 30° e 2° rispettivamente, oppure la sola stratificazione fredda per 18 settimane, oppure si seminano i semi con tegumento ancora tenero, in agosto. La propagazione vegetativa invece è meno impegnativa, si effettua con polloni radicali prelevati in inverno e messi subito a dimora con le radici, esattamente come per il Tiglio selvatico.

Tecniche di coltivazione

Il Tiglio nostrano viene coltivato a scopo ornamentale in parchi e giardini, e utilizzato nelle alberature stradali. In questo ultimo contesto, purtroppo, viene spesso malamente potato, ragion per cui la pianta emette rami epicormici (cioè direttamente dal fusto o dalle branche principali, i cosiddetti ricacci) che accumulano la maggior parte degli zuccheri di riserva per la stagione seguente, e quindi le eccessive potature portano all’indebolimento dell’albero che viene facilmente attaccato dai parassiti per poi arrivare a morte prematura. E’ sempre opportuno evitare di piantare alberi a ampio sviluppo in spazi troppo piccoli. Inoltre i tigli sono spesso attaccati dagli afidi che lasciano cadere gocce di melata a terra, imbrattando marciapiedi e automobili. In questi contesti è meglio optare per varietà di tiglio resistenti ai parassiti.

Parassiti

Tra i parassiti tipici del tiglio ricordiamo gli afidi, la cocciniglia Eupulvinaria hydrangeae, vari tipi di defoglia tori tra cui soprattutto i lepidotteri, e vari patogeni fungini.

Caratteristiche del legno

Come nel Tiglio selvatico il legno del Tiglio nostrano è leggero e poco durevole all’aperto, usato per lavori di ebanisteria, falegnameria fine e modellistica, e per fare carboncini da disegno. La parte interna della corteccia della pianta, molto fibrosa, veniva usata un tempo per fare stuoie e cordami.

Varietà

Segnaliamo l’ibrido “Tiglio intermedio”, risultato dall’incrocio tra Tilia cordata e Tilia platyphyllos, con caratteristiche intermedie tra le specie originarie, molto diffuso soprattutto al centro e al sud in Italia, e Tilia platyphyllos “Rubra” con i giovani getti rosso bruni molto d’effetto nel tardo inverno, che cresce fino a 20 m circa e mantiene habitus colonnare. Tilia Platyphyllos “Delft”, infine, mantiene un portamento piramidale particolarmente compatto, e arriva a 15-20 m di altezza.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Tiglio nostrano e il Tiglio selvatico?
    La distinzione morfologica chiave risiede nelle dimensioni delle foglie: il Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos) possiede foglie notevolmente più ampie rispetto al Tiglio selvatico (Tilia cordata). Botanica mente, il termine 'platyphyllos' significa proprio 'foglie larghe'. Inoltre, il Tiglio nostrano tende ad avere un portamento inizialmente piramidale che diventa ovale, mentre il selvatico è più stretto. Dal punto di vista ecologico, il nostrano è più eliofilo (ama il sole) e non tollera i terreni acidi in profondità, dove viene invece soppiantato dal T. cordata.
  • È adatto per la coltivazione in vaso o in piccoli spazi urbani?
    No, il Tiglio nostrano non è adatto per piccoli spazi o vasi. È un albero imponente che può raggiungere i 40 metri di altezza e sviluppare un apparato radicale vasto e profondo. Piantarlo in spazi ridotti porta inevitabilmente a problemi strutturali e di stress idrico. Per i giardini domestici di medie dimensioni, è preferibile optare per cultivar selezionate come 'Delft', che mantiene un portamento piramidale compatto e raggiunge altezze inferiori (15-20 m), o 'Rubra', che rimane più stretto. In ogni caso, valutare sempre lo spazio adulto prima della messa a dimora.
  • Come si gestiscono gli afidi e la melata prodotta da questa pianta?
    Il Tiglio nostrano è frequentemente colpito dagli afidi, insetti che succhiano la linfa ed espellono abbondanti quantità di melata, una sostanza appiccicosa che imbratta marciapiedi, auto e mobili da esterno sottostanti. Per mitigare il problema, specialmente in contesti urbani o vicino a zone di passaggio, si consiglia di selezionare varietà di tiglio geneticamente più resistenti agli afidi. L'uso di antiparassitari specifici va valutato con cautela per non danneggiare gli impollinatori, dato che i fiori del tiglio sono estremamente melliferi e attraggono api e altri insetti utili durante la fioritura primaverile.
  • Perché il Tiglio nostrano soffre se viene potato drasticamente?
    Le potature eccessive o mal eseguite inducono la pianta a produrre numerosi 'ricacci' o rami epicormici, ovvero nuovi getti che emergono direttamente dal fusto o dalle branche principali. Questi rami consumano rapidamente le riserve energetiche (zuccheri) accumulate dall'albero per la stagione successiva. Di conseguenza, la pianta si indebolisce progressivamente, diventando più vulnerabile agli attacchi di parassiti e patogeni, il che può portare a una morte prematura. È fondamentale limitare la potatura alle sole operazioni necessarie per la sicurezza o la forma, evitando tagli drastici.
  • Come si possono seminare correttamente i semi di Tiglio nostrano?
    La semina diretta è difficile perché i semi hanno una dormienza fisiologica e fisica: i tegumenti sono impermeabili e necessitano di circa due anni nel terreno naturale per germinare. In coltivazione, per accelerare il processo, si applica una stratificazione artificiale: 5 mesi a temperatura calda (circa 30°C) seguiti da 5 mesi a temperatura fredda (2°C), oppure 18 settimane di sola stratificazione fredda. Un metodo alternativo è seminare i semi appena raccolti in agosto, quando il tegumento è ancora tenero e non ha sviluppato piena dormienza, facilitando così la germinazione.

Scheda Tecnica

Tilia platyphyllos

Nome scientificoTilia platyphyllos
FamigliaMalvaceae
Tipo di piantaAlbero latifoglio deciduo
OrigineEuropa (diffuso nella penisola italiana)
EsposizionePieno sole (eliofilo), preferibilmente riparato dai venti freddi
TerrenoFresco, profondo, ben drenato, neutro o sub-alcalino (evitare pH acido)
IrrigazioneRegolare nei primi anni; teme la siccità prolungata
FiorituraMaggio-Giugno (fiori bianchi/giallastri molto profumati)
AltezzaFino a 40 metri
PotaturaMinima; evitare tagli drastici per prevenire attacchi parassitari e indebolimento
MoltiplicazioneSeme (richiede stratificazione complessa) o polloni radicali in inverno
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglia (Eupulvinaria hydrangeae), defogliatori (lepidotteri), funghi
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a potature errate, siccità e terreni acidi)

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