Pianta di Cappero

Aromatiche

Cappero - Capparis spinosa

In questo articolo vengono illustrate le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le modalità di propagazione, le tecniche colturali e le proprietà benefiche del cappero.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il cappero appartiene alla famiglia delle Capparidacee, al genere Capparis ed alla specie spinosa, comprendente due sottospecie: rupestris, un arbusto alto 1,5-2 m con chioma fitta, foglie caduche e portamento assurgente nella parte terminale dei rami, inermis, il cappero comunemente utilizzato. Il C. spinosa inermis è una pianta perenne, alta 40-70 cm, con un portamento cespitoso; il fusto è subito ramificato, lignificato alla base ed erbaceo all’apice, i rami sono lunghi, inizialmente eretti ed in seguito striscianti o ricadenti. Le foglie sono sempreverdi, alterne, subrotonde, a margine intero, carnose, di color verde scuro, lisce o leggermente pelose e con due brevi spine ricurve alla base del picciolo, esse però sono erbacee per cui tendono a cadere. I fiori sono grandi, profumati, appariscenti, dotati di quattro petali bianchi con sfumature rosate e di stami violacei, singoli, con un lungo peduncolo ed inseriti all’ascella delle foglie; la fioritura avviene da maggio a settembre. Il frutto è una bacca di colore verde, carnosa, con una polpa rosacea contenente numerosi semi reniformi, neri o giallastri, aventi dimensioni di 1-2 mm. A maturità il frutto si apre con una fessura longitudinale. Le parti utilizzate della pianta sono i boccioli fiorali ancora chiusi, che sono piccoli, duri e molto aromatici, e, in minor misura, i frutti immaturi.

Clima e terreno

Il cappero preferisce i climi temperati caldi, tropicali e subtropicali; in estate le temperature ottimali per il suo sviluppo sono di 35-40 °C, se esposto a sud i valori termici minimi si aggirano intorno ai 9-12 °C, abbassandosi con esposizioni diverse. Nella fase giovanile le esposizioni migliori sono gli ambienti mediamente ombreggiati, una volta che le piante hanno ben lignificate si accrescono ottimamente in pieno sole, meglio se riparato dai venti. In fatto di terreno il cappero è piuttosto adattabile, infatti vegeta bene sui suoli aridi, sassosi, poveri, sabbiosi, molto ben drenati e calcarei, mentre rifugge quelli compatti in quanto soggetti ai ristagni idrici. Fin dall’antichità questa specie è coltivata nel bacino del Mediterraneo, cresce spontanea soltanto sui substrati calcarei come rupi, falesie e vecchie mura.

Propagazione

Il cappero si propaga per seme o per talea. Il primo è un metodo complicato in quanto la germinazione dei semi è molto lenta e soltanto il 5-10 % di essi sopravvive; è una pianta che fa fatica ad adattarsi alle condizioni ambientali diverse rispetto a quelle che trova in natura. La semina si effettua ad inizio primavera in un substrato leggero, tenuto all’aperto durante l’estate ed al riparo in autunno–inverno. Le piantine vengono messe a dimora nel suolo oppure nei vasi la primavera seguente. I semi, se posti nelle fenditure dei muri, vanno inseriti in un pezzo di muschio per essere protetti e mantenuti umidi durante l'inverno. La propagazione per talea è quella più praticata, vengono prelevati dei pezzi di ramo di 2-3 anni lunghi 7-10 cm che si pongono a radicare in un substrato di sabbia e torba, utilizzando anche delle polveri per favorire l’emissione di radici. In primavera, una volta avvenuto l’attecchimento, le piantine vengono messe singolarmente in vasetti; trascorso un anno sono pronte per il trapianto.

Tecniche di coltivazione

Il cappero può essere coltivato come pianta ornamentale in giardino, soprattutto nelle fessure dei muri formando cespi con rami ricadenti lunghi anche diversi metri, negli orti familiari in piena terra oppure in vaso. Le piante adulte richiedono una potatura dei rami vecchi e secchi. Questo arbusto non necessita di particolari cure colturali una volta messo a dimora. La concimazione si può effettuare con concimi complessi a lento rilascio se necessario. La pianta resiste molto alla siccità estiva accontentandosi dell’acqua piovana, le piantine giovani e quelle coltivate in vaso invece necessitano in annaffiature. I boccioli fiorali si raccolgono prima della fioritura e generalmente ogni dieci giorni, quelli più piccoli sono i migliori; sia i frutti immaturi che i boccioli fiorali vengono conservati sotto sale o aceto. Il cappero è una pianta molto rustica, per cui solitamente non è soggetto ad attacchi di parassiti, nel caso di ristagni idrici si possono instaurare i marciumi radicali, che provocano un ingiallimento della pianta.

Proprietà ed utilizzo

Il cappero stimola l’appetito e le funzioni digestive, infatti è indicato nei casi di debilitamento dell’organismo, i boccioli fiorali sono digestivi e portano beneficio alla circolazione superficiale cutanea. La scorza della radice viene utilizzata per l’ottimo effetto diuretico. Il cappero è considerato un ingrediente fondamentale della cucina mediterranea; viene impiegato per salse, sughi di pomodoro, per insaporire le insalate, per condire pesci, peperoni arrostiti, pizze e focacce. Inoltre è impiegato come pasta da spalmare su panini e tartine. Per aumentare la digeribilità dei cibi si aggiungono dei capperi dissalati ai piatti particolarmente grassi, agevolando la funzione epatica.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per raccogliere i capperi?
    I boccioli fiorali si raccolgono prima che avvenga la fioritura completa. È consigliabile intervenire generalmente ogni dieci giorni, selezionando i boccioli più piccoli che risultano di qualità superiore. La raccolta deve avvenire manualmente per evitare danni alla pianta e garantire la tenerezza del prodotto finale, che verrà poi conservato sott'olio, in salamoia o aceto.
  • Come si moltiplica il cappero in modo efficace?
    La propagazione per talea è il metodo più pratico e consigliato. Si prelevano porzioni di ramo di 2-3 anni, lunghe 7-10 cm, e si mettono a radicare in un mix di sabbia e torba, eventualmente usando ormoni radicanti. Dopo l'attecchimento primaverile, le piantine si mettono in vasetti e dopo un anno sono pronte per il trapianto. La semina è possibile ma sconsigliata perché lenta e con bassa percentuale di successo.
  • Che tipo di terreno e irrigazione richiede il cappero?
    Il cappero predilige terreni aridi, sassosi, poveri, sabbiosi e fortemente calcarei, purché siano molto ben drenati. Rifugia assolutamente i terreni compatti e soggetti a ristagni idrici, causa principale di marciumi radicali. Una volta adulta, la pianta è molto resistente alla siccità e spesso si accontenta delle piogge; solo le piantine giovani o quelle coltivate in vaso richiedono annaffiature regolari.
  • Quali sono le proprietà benefiche e gli usi culinari del cappero?
    In ambito salutistico, i capperi stimolano l'appetito e la digestione, apportano benefici alla circolazione cutanea e la scorza della radice ha azione diuretica. Culinarmente, sono fondamentali nella dieta mediterranea: si usano per insaporire salse, sughi, insalate, pesce e verdure grigliate. Aggiungerli a piatti molto grassi ne facilita la digeribilità grazie all'azione epatica. Vanno consumati dissalati per migliorare il gusto.
  • È possibile coltivare il cappero in vaso?
    Sì, il cappero può essere coltivato con successo in vaso, oltre che in piena terra o come pianta ornamentale nelle fessure dei muri. In vaso richiede attenzione particolare all'irrigazione, poiché il terriccio si asciuga più velocemente rispetto al suolo. Assicurati di usare un vaso capiente con un substrato molto drenante (es. sabbia e torba) per prevenire i temutissimi ristagni idrici che potrebbero uccidere la pianta.

Scheda Tecnica

Capparis spinosa

Nome scientificoCapparis spinosa
FamigliaCapparidacee
Tipo di piantaArbusto perenne cespuglioso
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole (adulte), mezz'ombra (giovani)
Temperatura minima9-12 °C
TerrenoCalcereo, sassoso, ben drenato, arido
IrrigazioneScarsa, resistente alla siccità; moderata per giovani/vase
FiorituraMaggio - Settembre
Altezza40-70 cm (fino a 1,5-2 m per sottospecie rupestris)
ConcimazioneEventualmente concimi complessi a lento rilascio
PotaturaEliminazione rami vecchi e secchi
MoltiplicazioneTalea (preferita) o seme (difficile)
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagni idrici); generalmente rustica
Difficoltà di coltivazioneMedia (germinazione semi difficile, attecchimento talea buono)

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