Frutti di Carrubo

Frutti Minori

Carrubo - Ceratonia siliqua

È una pianta da frutto molto utilizzata a scopo ornamentale nelle aree meridionali soprattutto grazie alla presenza contemporanea di fiori e frutti durante l’estate.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il carrubo appartiene alla famiglia delle Leguminose, al genere Ceratonia ed alla specie siliqua. È una pianta molto longeva, alta fino a 15 m, a lento accrescimento e con un portamento espanso, infatti la chioma può raggiungere un diametro di 10 m; il fusto è solcato e ramificato. Nella parte alta della pianta i rami hanno un portamento tendenzialmente assurgente, mentre all’esterno hanno un angolo di inserzione più aperto. Le radici si sviluppano in profondità e sono saldamente ancorate al terreno, così gli alberi resistono al forte vento. Le foglie compaiono in primavera, sono sempreverdi, dure, verdi scure, lunghe mediamente 15 cm ed hanno una durata foto sintetica fino ad un anno e mezzo.

Biologia fiorale e frutti

Le infiorescenze, riunite in gruppi ben distanziati l’uno dall’altro, si formano su rami aventi un’età superiore ai due anni; nei punti in cui sono avvenute le precedenti fruttificazioni si verifica l’induzione delle gemme a fiore. I fiori sono ermafroditi, maschili o femminili; l’impollinazione è entomofila ed anemofila, nel caso di impianti specializzati la presenza di impollinatori maschili deve essere almeno del 10%. La fioritura del carrubo è molto scalare, in Sicilia si protrae da agosto a novembre; il frutto è una siliqua indeiscente di colore verde, che si sviluppa in primavera maturando verso fine estate, in questa fase il frutto assume una colorazione marrone. Durante l’estate sulla pianta ci sono i fiori ed i frutti contemporaneamente.

Clima e terreno

Il carrubo preferisce climi aridi e semiaridi in quanto dotato di rusticità, resistenza alla siccità ed alle alte temperature, mentre è meglio evitare zone in cui le temperature invernali scendono al di sotto dello zero; la pianta va esposta in pieno sole. È una specie coltivata prevalentemente nei climi mediterranei, la Spagna e l’Italia sono i principali produttori mondiali. Nel nostro Paese il 70% circa della superficie coltivata a carrubo si trova in Sicilia, la restante parte è ripartita tra Puglia, Sardegna ed alcune zone della Campania. Il carrubo cresce bene su terreni poco fertili, calcarei ed addirittura pietrosi, mentre rifugge i suoli troppo compatti ed umidi.

Varietà ed utilizzo del prodotto

Le cultivar di carrubo si distinguono principalmente in base alla dimensione della siliqua. Le varietà “agriogene” o selvatiche presentano baccelli corti, aventi una lunghezza di 7-10 cm, piccoli (dal peso di 5-10 g) e di una percentuale in peso variabile tra il 15 ed il 25%. Le cultivar “emerogene”, quelle più coltivate, sono dotate di baccelli lunghi 15-20 cm, grossi (dal peso di 18-28 g) e con una percentuale in peso del 10%, per cui hanno un basso rapporto polpa/semi. Un tempo le carrube venivano utilizzate per l’alimentazione umana, dagli anni ’80 c’è stato un rinnovato interesse legato all’impiego del seme, infatti dall’endosperma si ricavano delle gomme addensanti utilizzate nell’industria alimentare e dolciaria. Dalla polpa delle carrube si ottengono sostanze con basso contenuto in grassi (un surrogato del cacao) che contrastano il vomito e la diarrea; può essere inoltre destinata all’alimentazione del bestiame. In Italia tra le varietà selvatiche si ricorda la Rizzulina, mentre quelle emerogene più importanti sono Latinissima, Racemosa, Amele di Bari, Saccarata, Gibiliana, Moresca e Pasta. Con le cultivar a fiore ermafrodita come Bonifacio, Tantillo e Greca non si ritiene fondamentale la presenza di impollinatori maschili improduttivi.

Tecniche di coltivazione

La propagazione del carrubo avviene principalmente per seme, in autunno o in primavera si mettono a dimora piantine da seme di 2-3 anni caratterizzate però da un’elevata eterogeneità, per cui si ricorre all’innesto in campo nell’anno successivo all’impianto. Negli impianti specializzati spagnoli l’investimento ad ettaro è di 60-100 piante, con produzioni annuali di 100-130 kg per pianta. Con la potatura di allevamento l’obiettivo è ottenere piante impalcate ad 1,5 m dal terreno, mentre in fase di produzione ci si limita ad interventi straordinari di risanamento e di ringiovanimento. La concimazione è importante soprattutto all’impianto apportando del letame maturo, su piante in produzione si distribuiscono concimi minerali. L’irrigazione negli impianti specializzati si effettua perlopiù in fase giovanile o nel caso di piante coltivate in vaso. La raccolta viene eseguita mediante la bacchiatura che può danneggiare le infiorescenze presenti contribuendo al fenomeno dell’alternanza di produzione. Il carrubo, essendo una pianta rustica, è abbastanza resistente ai parassiti, qualche danno può essere causato, fra i funghi, dall’oidio e da alcuni insetti (il cecidomide Eumorchalia gennadi ed il lepidottero Myelois ceratoniae).

Utilizzo ornamentale

Negli ultimi anni, grazie alla sua valenza estetica, il carrubo è impiegato anche come specie ornamentale in progetti per la realizzazione di aree a verde e di parchi naturali; a tale scopo, ma soprattutto per motivi di gestione e pulizia, sono da preferire le piante a fiori maschili perché non producono baccelli. L’utilizzo del carrubo come specie ornamentale è legato soprattutto alla sua elevata resistenza alla siccità, alla resistenza all’inquinamento atmosferico dei centri urbani ed alla resistenza ai parassiti. Tuttavia il suo impiego nel verde pubblico urbano può essere limitato dalle dimensioni maestose che raggiunge in età adulta e soprattutto a causa del suo robusto apparato radicale che necessita di un raggio di esplorazione di almeno 8-10 m.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il carrubo?
    La propagazione del carrubo avviene principalmente per seme, effettuando la messa a dimora in autunno o in primavera. Si consiglia di utilizzare piantine da seme di 2-3 anni, anche se presentano elevata eterogeneità. Per garantire uniformità e qualità nella produzione, specialmente negli impianti specializzati, si ricorre spesso all'innesto in campo già nell'anno successivo all'impianto iniziale.
  • Il carrubo richiede molta acqua?
    No, il carrubo è una pianta estremamente rustica e resistente alla siccità, adatta a climi aridi e semiaridi. L'irrigazione è generalmente necessaria solo negli impianti specializzati durante la fase giovanile delle piante o nel caso specifico di esemplari coltivati in vaso. Una volta stabilita, la pianta sopravvive bene con le precipitazioni naturali, purché il terreno sia ben drenato.
  • Si possono mangiare direttamente le carrube?
    Storicamente le carrube erano usate per l'alimentazione umana, oggi l'interesse principale è rivolto al seme. Dall'endosperma del seme si estraggono gomme addensanti per l'industria alimentare. La polpa, povera di grassi, viene trasformata in un surrogato del cacao e ha proprietà utili per contrastare vomito e diarrea. Inoltre, il frutto è ampiamente utilizzato come alimento per il bestiame.
  • Quale varietà di carrubo scegliere per il giardino ornamentale?
    Per scopi ornamentali, specialmente nel verde urbano, si consigliano le piante a fiori maschili. Queste non producono baccelli, facilitando la gestione e la pulizia degli spazi pubblici evitando la caduta di frutti. Il carrubo è apprezzato per la resistenza all'inquinamento e alla siccità, ma bisogna considerare le sue grandi dimensioni adulte e l'esteso apparato radicale.
  • Come si raccolgono i frutti del carrubo?
    La raccolta viene tradizionalmente eseguita mediante 'bacchiatura', ovvero scuotendo i rami per far cadere i frutti maturi. Questo metodo richiede cautela poiché può danneggiare le infioreszenze future, contribuendo al fenomeno dell'alternanza di produzione (annata ricca seguita da annata scarsa). Nei moderni impianti specializzati, la densità di piante varia da 60 a 100 per ettaro.

Scheda Tecnica

Ceratonia siliqua

Nome scientificoCeratonia siliqua
FamigliaLeguminose
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineMediterraneo (Spagna, Italia)
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSconsigliato sotto lo zero
TerrenoCalcereo, pietroso, drenante; evita quelli compatti e umidi
IrrigazioneScarsa, resistente alla siccità; necessaria solo in fase giovanile o in vaso
FiorituraAgosto-Novembre (scalare)
AltezzaFino a 15 metri
ConcimazioneLetame maturo all'impianto; concimi minerali in produzione
PotaturaAllevamento a 1,5m; ringiovanimento straordinario in produzione
MoltiplicazioneSeme (autunno/primastra) o innesto
Malattie e parassitiResistente; attacchi occasionali di oidio, cecidomide e lepidotteri
Difficoltà di coltivazioneBassa (pianta rustica)

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