Frutti di Corbezzolo

Frutti Minori

Corbezzolo - Arbutus unedo

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le cultivar, le caratteristiche dei frutti e le cure colturali del corbezzolo.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il corbezzolo appartiene alla famiglia delle Ericacee, al genere Arbutus ed alla specie unedo. È un piccolo albero sempreverde a lenta crescita, alto mediamente 5-7 m, con una forte attitudine pollonifera ed un portamento tendenzialmente cespuglioso; la corteccia dei rami giovani è rossiccia e vellutata, successivamente più scura e squamata. Le foglie sono alterne, ovali, lunghe fino a 10 cm, dentate ai margini, di colore verde-scuro e lucide sulla pagina superiore, più chiare su quella inferiore. Le infiorescenze sono composte da circa 20 fiori campanulacei ed ermafroditi che possiedono una corolla urceolata con cinque brevi denti, il colore è variabile dal bianco al crema, talvolta rosato nella parte esposta al sole; l’epoca di fioritura è compresa tra settembre e gennaio, l’impollinazione è entomofila, operata dalle api o da altri insetti pronubi.

Frutti

I frutti sono delle bacche con superficie rugosa, presentano un'epidermide irta di numerosi e piccoli tubercoli, mentre la polpa chiara è succosa, di sapore dolciastro, ricca di sclereidi e di un numero variabile di semi. Inizialmente i frutti sono verdi, poi diventano gialli ed a maturazione completa assumono la caratteristica colorazione rosso-arancio. Il corbezzolo fruttifica tra settembre e novembre, in contemporanea alla fioritura che darà vita ai frutti dell’annata successiva. Relativamente alle varietà si potrebbero selezionare cultivar con frutti caratterizzati da un miglior sapore, mentre dal punto di vista ornamentale ci sono piante con fiori di colore rosa e bacche più colorate.

Clima e terreno

Il corbezzolo preferisce climi mediterranei, sopporta bene le alte temperature estive ed i freddi invernali, ma le piante giovani vanno riparate alla base con teli traspiranti nei periodi di forte gelo. La pianta deve essere esposta in luoghi molto soleggiati e riparati dai venti gelidi; nel caso di temperature troppo elevate si preferiscono esposizioni in zone semi-ombreggiate. È una specie originaria del bacino del Mediterraneo e della costa atlantica fino all’Irlanda; in Italia è coltivato al sud, fino ad un’altitudine di 600 m, sulle colline romagnole e perfino in Trentino-Alto Adige, se esposto in pieno sole. In fatto di terreno non ha particolari esigenze, comunque predilige suoli sciolti, sabbiosi, fertili, subacidi e ben drenati. È una delle specie mediterranee che meglio si adatta agli incendi; sui terreni acidi l'incendio ripetuto favorisce il corbezzolo, capace di emettere rapidamente da terra nuove radici dopo il passaggio del fuoco, imponendosi sulle altre specie. Grazie alla sua velocità d’insediamento trova impiego anche nei rimboschimenti e nel consolidamento delle dune.

Tecniche di coltivazione

Il corbezzolo si propaga per via gamica o per via vegetativa, secondo le tecniche della talea, della margotta oppure ricorrendo ai polloni radicati. Le piante ottenute da seme sono caratterizzate da un ottimo ancoraggio al suolo, da una lenta messa a frutto e da una forte eterogeneità. Le piantine di corbezzolo al momento della messa a dimora devono avere almeno due anni; al momento del trapianto, in piena terra o in vaso, per favorire il drenaggio ed evitare il marciume radicale è consigliabile mettere su fondo della buca dell’argilla espansa mista a pietrisco e sabbia. In primavera si eseguono interventi di potatura cimando gli apici dei rami per favorire la forma arbustiva, il rinfoltimento e la fioritura, altrimenti vanno asportate le parti secche o danneggiate, i rami fuori posto e gli eventuali polloni. In primavera si effettuano concimazioni organiche interrando il concime a pochi cm dalla base della pianta; sui terreni troppo acidi si possono verificare fenomeni di clorosi con ingiallimento fogliare, in queste situazioni vanno somministrati chelati a base di ferro. Per le specie coltivate in vaso è consigliabile un concime ricco in azoto e potassio, da mescolare all’acqua delle annaffiature, ogni 20-25 giorni. Il corbezzolo è in grado di resistere a periodi di siccità prolungata, comunque l’irrigazione va effettuata sulle piantine appena messe a dimora e sugli esemplari giovani in stagioni poco piovose. Essendo una specie rustica è resistente ai parassiti, però nel caso di ristagni idrici dovuti ad un cattivo drenaggio o a terreni troppo compatti si può instaurare il marciume radicale.

Utilizzo

Si tratta di un arbusto che trova il suo habitat naturale nel bacino del mediterraneo, utilizzata come arredo a verde per la contemporanea presenza dei fiori campanulacei bianchi o rosacei e dei frutti rosso-aranciati. Poiché i frutti non sono particolarmente appetibili per il consumo fresco vengono trasformati in ottime confetture ed in altri prodotti di nicchia, ad esempio liquori. In Sardegna e Corsica, se ne ricava un vino particolarissimo o, per distillazione, una tipica acquavite. Dai fiori del corbezzolo, tramite l’attività delle api, si ottiene un miele che è molto conosciuto anche all’estero. La parte vegetativa della pianta è ricca di sostanze come i tannini; questi sono utilizzati per la preparazione di prodotti farmaceutici ed omeopatici.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quando fiorisce e quando fruttifica il corbezzolo?
    Il corbezzolo presenta una fioritura insolita che avviene in autunno-inverno, generalmente tra settembre e gennaio. I fiori, di colore bianco-crema o rosato, sono impollinati dagli insetti. La peculiarità della pianta è che fruttifica nello stesso periodo in cui fiorisce: i frutti maturano tra settembre e novembre, contemporaneamente alla nascita dei fiori che produrranno bacche solo nell'anno successivo. Questa sovrapposizione temporale rende la pianta visivamente unica, con fiori e bacche mature sullo stesso ramo.
  • Come si coltivano i frutti del corbezzolo per il consumo?
    I frutti del corbezzolo non sono ideali per il consumo fresco a causa della loro consistenza farinosa e del sapore dolciastro ma poco gradevole. Tuttavia, sono eccellenti per trasformazioni culinarie. Vengono comunemente impiegati per preparare confetture, marmellate e liquori artigianali. Nelle regioni sarde e corsane, i frutti sono utilizzati per produrre un vino particolare o, attraverso la distillazione, un'acquavite tipica locale. Il successo di queste preparazioni dipende dalla raccolta completa della maturazione, quando le bacche assumono il caratteristico colore rosso-arancio.
  • Quali sono le esigenze di terreno ed esposizione ideali?
    Il corbezzolo predilige esposizioni in pieno sole, ma tollera il semi-ombreggiamento se le temperature estive sono molto elevate. Non ha grandi pretese sul terreno, purché sia ben drenato, poiché teme i ristagni idrici che causano marciume radicale. Preferisce suoli sciolti, sabbiosi, fertili e subacidi. È una specie estremamente adattabile: cresce bene in climi mediterranei, resiste al caldo estivo e al freddo invernale (con protezioni per le giovani piante), e prospera anche su terreni acidi dove compete efficacemente con altre specie.
  • Come si effettua la potatura e la concimazione?
    La potatura si esegue principalmente in primavera, cimando gli apici dei rami per favorire l'arbustività, il rinfoltimento e stimolare la fioritura. Vanno inoltre eliminate le parti secche, danneggiate, i rami fuori forma e i polloni. Per la concimazione, in primavera si interrano letame o concimi organici vicino alla base. In vaso, è consigliato un fertilizzante ricco di azoto e potassio, da somministrare ogni 20-25 giorni diluito nell'acqua. Su terreni eccessivamente acidi, possono comparire sintomi di clorosi; in tal caso, è utile integrare con chelati di ferro.
  • Qual è il valore ecologico e ornamentale del corbezzolo?
    Ornamentalmente, il corbezzolo è apprezzato per la bellezza persistente: offre fiori eleganti in inverno e bacche rosse in autunno, garantendo interesse visivo tutto l'anno. Ecologicamente, è una specie pioniera e resiliente, capace di colonizzare rapidamente aree degradate. Resiste bene agli incendi e, grazie alla rapida emissione di nuove radici dal ceppo, viene utilizzato per il consolidamento delle dune costiere e nei lavori di rimboschimento. Inoltre, i suoi fiori producono un miele monoflorale pregiato, molto richiesto anche all'estero, sostenendo l'apicoltura.

Scheda Tecnica

Arbutus unedo

Nome scientificoArbutus unedo
FamigliaEricacee
Tipo di piantaAlbero sempreverde a lenta crescita
OrigineBacino del Mediterraneo e costa atlantica
EsposizionePieno sole o semi-ombra (se caldo)
TerrenoSciolti, sabbiosi, subacidi, ben drenati
IrrigazioneModerata, essenziale per giovani e siccità
FiorituraSettembre - Gennaio
Altezza5-7 metri
ConcimazioneOrganica in primavera; NPK in vaso ogni 20-25 gg
PotaturaCimatura apri in primavera, rimozione secco/polloni
MoltiplicazioneSeme, talea, margotta, polloni radicati
Malattie e parassitiMarciume radicale (da ristagni), clorosi ferrosa
Difficoltà di coltivazioneMedia

Potrebbe interessarti anche