Foto di Dragoncello

Aromatiche

Dragoncello - Artemisia dracunculus

In questo articolo si descrivono le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le cultivar, le modalità di trapianto, le tecniche di coltivazione, le proprietà e l’utilizzo in cucina del dragoncello.

di Redazione

21 luglio 2010

Generalità

Il dragoncello, detto anche estragone, appartiene alla famiglia delle Composite, al genere Artemisia ed alla specie dracunculus. È una pianta erbacea perenne, alta 60-150 cm e larga 40 cm, con un portamento eretto, i fusti ramificati e radici striscianti, rizomatose ed espanse. Le foglie sono alterne, sottili, prive di picciolo, lanceolate, lunghe 3-7 cm, con margine lievemente seghettato, verdi scure sulla pagina superiore e più chiare inferiormente. I fiori sono di color bianco-verdastro, piccoli, molto profumati e riuniti in infiorescenze a pannocchia; la fioritura si verifica durante l’estate. I semi sono piccoli e non sempre vengono prodotti. La parte della pianta maggiormente utilizzata è la foglia.

Clima e terreno

Il dragoncello preferisce i climi temperati, è sensibile alle temperature inferiori allo zero ed ai valori termici estivi troppo elevati. Nei climi troppo freddi non riesce a portare a termine la fioritura, per cui non vengono prodotti i semi. Le esposizioni migliori sono le aree pianeggianti e collinari pienamente soleggiate, ma ben riparate dai venti. L’estragone predilige i terreni sciolti, fertili, ben drenati, irrigui, però si vegeta bene anche sui suoli poveri, mentre rifugge quelli compatti in quanto risulta sensibile ai ristagni idrici. Questa specie è originaria della Russia meridionale, la sua coltivazione si è diffusa in Europa, mentre in Italia non cresce allo stato spontaneo è viene coltivata al nord e al centro, prevalentemente in Toscana.

Varietà e propagazione

Le principali cultivar di estragone sono il dragoncello tedesco e quello francese, le piante di quest’ultimo emettono un profumo intenso, sono più aromatiche rispetto a quelle del primo, però hanno una minore longevità. Una sottospecie dell’estragone è il dragoncello russo (Artemisia dracunculoides), che resiste meglio agli inverni rigidi ed alle estati siccitose però è caratterizzato da un aroma meno gradevole. Il dragoncello si moltiplica sia per seme che per via vegetativa, la varietà francese è caratterizzata dalla sterilità dei fiori, per cui la propagazione avviene per rizomi dotati di una gemma o per talee prelevate all’apice dei germogli; entrambe vengono posti in semenzaio durante l’inverno al fine di ottenere piantine pronte ad essere trapiantate in pieno campo.

Trapianto

Il dragoncello è una pianta che difficilmente da luogo a semi fertili, per cui la messa a dimora viene effettuata utilizzando le piantine ottenute dalla propagazione per rizoma o per talea. È importante eseguire una buona preparazione del letto di semina, amminutando bene il terreno. Il trapianto si esegue a fine primavera, soprattutto nel mese di maggio; siccome le radici sono piuttosto espanse e ramificate la distanza tra le file deve essere di almeno 60 cm e sulla fila di 20-30 cm, con una densità di 5-8 piante/mq, in modo da garantire una buona porzione di terreno da esplorare. Nel caso della messa a dimora dell’estragone per la produzione di semi, i sesti d’impianto sono ancora più ampi, con un investimento di 3 piante/mq.

Tecniche di coltivazione

Il ciclo di coltivazione del dragoncello ha una durata di 3-4 anni e viene avvicendato su se stesso in quanto non risente particolarmente del fenomeno della stanchezza del terreno. Per contrastare la presenza delle erbe infestanti si effettuano almeno due sarchiature all’anno. La concimazione consiste nel somministrare del letame maturo all’inizio della preparazione del letto di semina e nel distribuire del concime ternario, contenente azoto, fosforo e potassio, a fine inverno-inizio primavera. L’estragone generalmente non necessita di interventi irrigui, si interviene con l’irrigazione nel caso si verificassero fenomeni di siccità durante la fioritura per impianti destinati alla produzione di semi. Il dragoncello è poco soggetto ad attacchi di parassiti, tra cui il più pericoloso è la ruggine, un fungo che colpisce le foglie.

Raccolta

Se la pianta viene impiegata come aromatizzante si raccolgono le foglie o le infiorescenze a pannocchia, mentre se la destinazione è per la produzione dei semi o per l’estrazione dell’olio essenziale viene raccolta la pianta intera. Le foglie si prelevano durante tutta l’estate, l’essiccazione dei germogli portanti le foglie avviene in ambiente riparato dalla luce, asciutto, con una buona circolazione d’aria e basse temperature. Le infiorescenze a pannocchia vengono raccolte a metà luglio ad inizio fioritura in quanto contengono molti principi attivi. Le piante coltivate per la produzione dei semi si raccolgono interamente a metà settembre per mezzo di falciatrici.

Proprietà ed utilizzo

Il dragoncello è dotato di alcune proprietà medicinali, è molto utile per le digestioni lente, per stimolare l’appetito, per la incrementare secrezione dei succhi gastrici, per contrastare il meteorismo, i parassiti intestinali, il mal di denti e i reumatismi. In cucina vengono impiegate le foglie fresche o essiccate per insaporire piatti di pesce e di carne, insalate e minestre; inoltre è importante per la preparazione di salse come la salsa bearnese e la salsa tartara, marmellate e mostarde. Le foglie congelate sotto forma di cubetti di ghiaccio aromatizzano le bevande fredde.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra dragoncello francese e tedesco?
    La varietà francese (Artemisia dracunculus var. sativa) è considerata superiore in cucina perché possiede un aroma intenso e dolce, tipico del dragoncello autentico. Tuttavia, questa varietà è sterile: non produce semi fertili e ha una vita produttiva più breve. Si propaga esclusivamente per via vegetativa (talee o divisione dei cespi). Il dragoncello tedesco, invece, produce semi e resiste meglio al clima, ma il suo sapore è meno gradevole, più amaro e simile all'aneto, risultando meno indicato per le preparazioni gourmet raffinate.
  • Come si propaga correttamente il dragoncello francese?
    Poiché il dragoncello francese è sterile e non produce semi vitali, la propagazione deve avvenire per via vegetativa. I metodi principali sono la divisione dei rizomi o il prelievo di talee apicali. Le talee vanno prelevate dall'apice dei germogli e poste in semenzaio durante l'inverno. Una volta radicate e sviluppate, le piantine possono essere trapiantate in piena terra a fine primavera (maggio). Questo metodo garantisce di mantenere le caratteristiche organolettiche superiori della pianta madre, evitando le variabilità genetiche della riproduzione sessuale.
  • Quando e come raccogliere le foglie per l'essiccazione?
    Le foglie possono essere prelevate durante tutta l'estate, ma il momento ottimale per la concentrazione di oli essenziali è prima o all'inizio della fioritura. Per l'essiccazione, raccogli i germogli portanti le foglie e appendili a testa in giù o disponili su griglie. L'ambiente deve essere obbligatoriamente riparato dalla luce diretta (per non degradare i principi attivi), asciutto e ben ventilato, mantenendo temperature basse. Una volta secche, conserva le foglie intere in barattoli ermetici al buio, spezzandole solo al momento dell'uso per preservarne l'aroma.
  • Quali sono le proprietà benefiche del dragoncello?
    Il dragoncello è tradizionalmente utilizzato per le sue proprietà digestive e carminative. Aiuta a stimolare l'appetito e la secrezione dei succhi gastrici, risultando utile contro le digestioni lente. È efficace nel contrastare il meteorismo addominale e i crampi intestinali. Inoltre, viene impiegato come rimedio naturale per alleviare il mal di denti (grazie alle sue proprietà antinfiammatorie locali) e per lenire i dolori reumatici. Alcuni studi suggeriscono anche attività antiparassitaria intestinale, rendendolo un valido coadiuvante nella salute del tratto digerente.
  • In quali piatti si usa il dragoncello in cucina?
    Il dragoncello è un'erba aromatica versatile, ideale per insaporire piatti delicati dove non deve coprire gli altri sapori. È fondamentale nella preparazione di salse classiche come la besciamella besciamella bernese e la salsa tartara. Si abbina perfettamente a uova, formaggi freschi, pesce e pollame. Viene spesso usato nelle insalate miste, nelle zuppe leggere e nei condimenti per verdure bollite. In Francia è ingrediente chiave della 'Fines Herbes'. Può essere usato fresco per guarnire o essiccato per cotture più lunghe, evitando però di cuocerlo a lungo per non perdere l'aroma volatile.

Scheda Tecnica

Artemisia dracunculus

Nome scientificoArtemisia dracunculus
FamigliaComposite (Asteraceae)
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineRussia meridionale
EsposizionePieno sole, riparata dai venti
Temperatura minimaSensibile al gelo (< 0°C)
TerrenoSciolti, fertili, ben drenati; evita ristagni
IrrigazioneModerata, solo in caso di siccità
FiorituraEstate
Altezza60-150 cm
ConcimazioneLetame maturo e concime ternario (N-P-K)
PotaturaNon specifica
MoltiplicazioneTalee apicali, divisione rizomi (var. francese sterile); semi (var. tedesca/russa)
Malattie e parassitiRuggine (fungo fogliare)
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibilità a ristagni e freddo)

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