piccola aloe in vaso

Aloe

Controindicazioni Aloe

Le controindicazioni dell'Aloe riguardano quasi esclusivamente un dosaggio eccessivo che può portare conseguenza all'intestino, soprattutto se è già presente qualche patologia.

di Redazione

04 marzo 2013

Sostanze naturali nelle piante

Le piante, e più in generale la natura, sono in grado di fornirci alcune delle sostanze più preziose di cui abbiamo bisogno per vivere. Non è un caso, oltre al fatto che parte integrante della nostra dieta sono proprio verdure, ortaggi e tanta “roba verde”, che molti integratori abbiano come base delle loro composizioni almeno un venti percento derivante dalla natura e nello specifico dal mondo vegetale. In effetti il fatto che attualmente l’uomo abbia bisogno dell’apporto di sostanze naturali dai vegetali è sia conseguenza del nostro essere onnivori e sia conseguenza del fatto che siamo da sempre alla ricerca (tra piante, animali, insetti e quant’altro) di cose che ci possano far stare meglio o addirittura curare quando stiamo male. E’ una pratica cominciata già dai primi uomini ed ominidi, quando per coprirsi in vestiti utilizzavano le foglie grosse di alcune specie vegetali oppure quando utilizzavano le stesse per coprirsi le ferite a mo’ di cerotto. Da lì si è passati ad un livello molto più alto con le prime grandi civiltà (Romani, Greci) ma soprattutto con l’avvento del MedioEvo, quando l’arte della magia, della medicina e la stregoneria si intrecciavano in maniera più che sospetta, ma a volte anche abbastanza efficace.

Aloe vera

Una delle piante più famose per i trattamenti di vario tipo che si praticano con un suo estratto è la pianta di Aloe: essa è una pianta appartenente alle “succulente”. Questa denominazione (che è precisissima in quanto scientifica) non deve far sopraggiungere un sorriso perché la intendiamo nel senso italiano del termine, che sarebbe quello di “appetibile come cibo”, bensì è da considerarsi nella denominazione latina che voleva significare “ricca di succo”. Ed è questa proprio una definizione molto realistica, in quanto le piante succulente (come potete vedere dalle foto dell’Aloe) sono piante a metà strada tra piante grasse e piante tropicali, quindi dotate di quei succhi interni di riserva che l’uomo ha imparato ad utilizzare perché ricchi di utili sostanze nutritive. Nello specifico l’aloe vera è una pianta che viene utilizzate nella erboristeria e nella cosmetica; nella prima, sotto forma di estratto liquido o in polvere, viene sfruttata come rigenerante e depurante per il corpo, oltre che per gli effetti lassativi di alcune sue molecole. Nella seconda invece viene utilizzata come componente di base delle creme per l’idratazione della pelle di tutto il corpo, soprattutto quella di viso e gambe nel pubblico femminile che ha bisogno sia di una certezza estetica e sia di una piena funzionalità.

Controindicazioni aloe

La parola “controindicazioni” è particolarmente famosa nella nostra società per via del fatto che essa è molto utilizzata quando parliamo di farmaci; essi sono frutti di una potente tecnologia farmaceutica in continua crescita, di grandi menti e di scoperte che in molti casi salvano vite umane continuamente. Però, come contraltare, spesso c’è qualche sostanza che aiuta un aspetto ma meno un altro, ed ecco spiegati gli effetti collaterali: sono effetti negativi che possono subentrare al fianco di quelli positivi per cui assumiamo i farmaci. Lo stesso vale, bene o male, per ogni sostanza, comprese quelle degli estratti naturali. In modo particolare, l’aloe è una pianta che oltre ad offrire tanti benefici può arrecare qualche danno quando le nostre condizioni fisiche non sono ottimali; per esempio, data la sua abbastanza forte azione lassativi, se abbiamo problemi come il morbo di Crohn o altre patologie a carico dell’intestino, l’effetto Aloe potrebbe peggiorare i sintomi. Lo stesso vale per altre infiammazioni come l’appendicite (dato che l’appendice è comunque una parte dell’intestino), oppure come i dolori del ciclo mestruale per le donne, che l’Aloe potrebbe amplificare un po’ (in quanto rende più sensibili alcune terminazioni).

Altre indicazioni

Abbiamo già enunciato sia le grandi proprietà dell’Aloe e sia le eventuali controindicazioni che si hanno quando ne si assume una quantità. A volte però gli errori li commettiamo anche noi esseri umani: ad esempio l’Aloe in vendita a scopo lassativo ha generalmente un tempo di primo effetto di circa sei ore o poco più; molte persone, dopo aver assunto la dose consigliata, vedendo trascorrere due o tre ore senza effetti, decide in autonomia di assumere altre dosi. Ma in questo modo se ne assume una dose più alta del consentito e si rischia di compromettere in modo grave la funzionalità momentanea del proprio intestino. L’estratto di Aloe, i cui componenti molto spesso vengono “congelati” prima di porla in vendita (dove per congelare intendiamo una sorta di inibizione chimica di alcune sostanze per non farle agire, operazione che si fa per alleviare gli effetti collaterali), inoltre ha la capacità di essere assimilato dal latte materno, rendendolo abbastanza amaro e quindi sgradito alla maggior parte dei bambini. Per questo motivo è sconsigliato assumere dell’Aloe durante il periodo dell’allattamento, e lo è anche per la gravidanza, perché assunta in alte dosi può provocare crampi addominali che o disturbano il bambino (a volte in maniera grave) oppure inducono spavento per incombenze alla gestazione stessa.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali controindicazioni nell'uso interno dell'aloe?
    L'uso interno dell'aloe presenta rischi principalmente legati alla sua forte azione lassativa. È sconsigliato in caso di patologie intestinali preesistenti come il morbo di Crohn, appendicite o altre infiammazioni, poiché potrebbe aggravarne i sintomi. Inoltre, l'aloe non deve essere assunta durante la gravidanza, dato che dosi elevate possono causare crampi addominali pericolosi per il feto. Anche l'allattamento è un periodo da evitare: i principi attivi passano nel latte materno, rendendolo amaro e sgradevole al neonato, potenzialmente causando rifiuto dell'alimentazione.
  • Come si manifesta un sovradosaggio di aloe e quali errori comuni bisogna evitare?
    Un errore frequente è aumentare la dose pensando che l'effetto lassativo non stia funzionando, visto che il primo effetto si verifica dopo circa sei ore. Assumere nuovamente il prodotto entro due-tre ore porta a un sovradosaggio grave, compromettendo la funzionalità intestinale. I sintomi di un'eccessiva assunzione includono forti dolori addominali, crampi e disturbi gastrointestinali severi. È fondamentale rispettare rigorosamente i dosaggi indicati e attendere il tempo necessario per l'evacuazione prima di considerare qualsiasi altra azione.
  • L'aloe può essere usata durante la gravidanza?
    No, l'assunzione interna di aloe è fortemente sconsigliata in gravidanza. L'aloe contiene composti che stimolano la motilità intestinale e uterina. Un consumo eccessivo può provocare crampi addominali intensi che potrebbero disturbare gravemente il feto o indurre contrazioni premature, mettendo a rischio la gestazione. Per questi motivi, le donne incinte dovrebbero evitare completamente l'ingestione di estratti di aloe, specialmente quelli con proprietà lassative, salvo diversa indicazione medica specifica.
  • Perché l'aloe è sconsigliata durante l'allattamento?
    Durante l'allattamento, i principi attivi contenuti nell'aloe vengono secreti attraverso il latte materno. Questo processo altera il sapore del latte, rendendolo notevolmente amaro. Di conseguenza, il neonato tende a rifiutare il seno o la bottiglia a causa dello sgradevole gusto. Oltre al disagio alimentare per il bambino, l'assunzione di aloe da parte della madre espone il piccolo a sostanze che potrebbero non essere ancora ben tollerate dal suo sistema digestivo immaturo.
  • In quali ambiti esterni l'aloe è utile nonostante le controindicazioni interne?
    Mentre l'uso interno richiede cautela, l'aloe è ampiamente e sicura utilizzata in ambito cosmetico ed erboristico esterno. La polpa o il gel estratto dalle foglie sono eccellenti per idratare la pelle, specialmente di viso e gambe, grazie alle sue proprietà nutrienti. Viene impiegata come ingrediente base in creme lenitive e rigeneranti. Inoltre, storicamente, il succo fresco è stato usato localmente sulle ferite come naturale cerotto per favorire la guarigione, sfruttando le sue proprietà antinfiammatorie e disinfettanti senza i rischi sistemici dell'ingestione.

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