Alberi da Frutta

Fico - Ficus carica

In questo articolo vengono descritte le caratteristiche botaniche, le esigenze pedoclimatiche, le cultivar, la biologia fiorale, le cure colturali ed i parassiti del fico.

di Redazione

29 dicembre 2015

Generalità

Il fico appartiene alla famiglia delle Urticacee, al genere Ficus ed alla specie carica, alla quale appartengono due sottospecie: il fico comune (Ficus carica sativa) ed il caprifico (Ficus carica caprificus). Il fico comune è un albero in grado di spingersi fino a 6 m di altezza, dotato di un tronco corto e ramificato, con corteccia di color grigio cenere, le gemme apicali dei rami sono appuntite. Le radici sono superficiali ma grosse e robuste, in grado di esplorare il terreno per un ampio raggio alla ricerca di acqua e nutrienti. Le foglie sono caduche, di grosse dimensioni, larghe, ruvide, verdi scure sopra, di color verde chiaro e leggermente pelose sotto; presentano da 3 a 7 rientranze. Le gemme a fiore si inseriscono all’apice dei rami di un anno, oppure sui germogli all’ascella delle foglie.

Biologia fiorale

L’infiorescenza, denominata siconio, è formata da un ricettacolo sodo, che una volta fecondato diventa il frutto (falso frutto perché i frutti sono gli acheni al suo interno) ricco di zuccheri, contenente i fiori unisessuali, in alto presenta un forellino chiamato ostiolo. Il fico domestico ha soltanto i fiori femminili (longistili), per cui è detto anche fico femminile, possiede tre tipi di frutti: i fioroni o fichi primaticci, i fichi veri o forniti ed i cimaruoli. I primi si originano in autunno e giungono a maturazione nel luglio dell’anno seguente, i fichi veri si formano in primavera e vengono raccolti in agosto-settembre ed i cimaruoli sono prodotti da gemme apicali formatesi in estate e maturano nel tardo autunno. Il caprifico è dotato di fiori maschili che producono il polline, per questo motivo è detto anche fico maschile, e di fiori femminili (brevistili) modificati da una piccolissima vespa (Blastophaga psenes) che vive negli ovari e compie la fecondazione, detta anche caprificazione, trasportando il polline dal caprifico al fico femminile; va ricordato che i frutti del primo non sono commestibili.

Varietà

Le cultivar del fico si distinguono tra loro a seconda di diversi parametri: la produzione, la colorazione, la forma del frutto e la destinazione del prodotto. In base al primo parametro ci sono le varietà unifere, che producono solo i fichi veri e quelle bifere, che danno vita sia ai fioroni che ai forniti. La produzione di cimaruoli è limitata alle zone in cui l'estate è molto lunga ed il clima particolarmente caldo. Le principali cultivar unifere italiane sono: Marchesano, Cantano, Pazzo, Coppa, Meloncello, Arneo, Della penna, Brogiotto nero, Negretta, Pissaluto e Verdino. Tra quelle bifere si ricordano Piombinese, Fracazzano, Sessune e Napoletano. Le varietà Dottato e Del Vescovo sono partenocarpiche, per cui i loro frutti maturano anche senza la fecondazione operata dalla vespa. Il frutti possono avere una colorazione bianca o verdastra e violacea o nera ed una forma sferico appiattita e piriforme allungata. I fichi possono essere consumati freschi o destinati all’essicazione, in quest’ultimo caso le cultivar sono caratterizzate da maturazione precoce, con produzione di forniti bianchi, buccia integra, resistente ed elastica, polpa densa e zuccherina.

Clima e terreno

I climi ideali per la coltivazione del fico sono quelli temperati caldi, gli stessi richiesti dagli agrumi e dall’olivo; temperature invernali inferiori ai – 8 °C possono danneggiare le gemme ed i rami di un anno, resiste senza problemi ai venti salini ed alla siccità. Le piogge continue e le grandinate arrecano danno ai frutti in fase di maturazione che si spaccano e tendono ad inacidire. Il fico predilige terreni sciolti, freschi, profondi e ben dotati di sostanza organica, cresce bene anche su suoli poveri, sassosi e calcarei, mentre rifugge quelli troppo argillosi ed umidi. Questa specie è coltivata prevalentemente nel bacino del Mediterraneo, in Italia soprattutto in Campania, Puglia, Abruzzo, Calabria, Sicilia e Toscana.

Tecniche di coltivazione

Il fico si moltiplica per talea, prelevando i rami di 2-3 anni, aventi una lunghezza di 30-40 cm, che si mettono a dimora di solito a fine inverno, per pollone radicato, utilizzato per la riforma di piante senescenti e deperite, e per innesto nel caso venisse presa la decisione di cambiare la varietà ad impianto avvenuto. Dopo la messa a dimora le piantine si raccorciano ad 1 m e possono essere allevate a vaso oppure a globo con sesti d’impianto variabili da 6 X 6 a 10 X 10 m; l’entrata in produzione è al quinto anno. La potatura invernale consiste soltanto nell’asportazione dei rami secchi, malati o mal posizionati e dei polloni perché la pianta mal sopporta i tagli a causa dell’elevata produzione di lattice. La concimazione viene effettuata somministrando del letame maturo a fine inverno. La raccolta viene eseguita in 2-3 volte prestando attenzione a non spaccare il peduncolo o a rovinare la buccia in quanto a maturazione i siconi sono molto delicati; i fichi si conservano poco per cui sono destinati al consumo fresco immediato o all’essiccazione. La produzione media per pianta si aggira intorno ai 50 kg.

Parassiti

Il fico non è una pianta molto attaccata dai parassiti, però alcuni di essi possono provocare dei danni. Gli insetti più pericolosi sono la mosca della frutta, le cui larve scavano gallerie nella polpa dei siconi che marciscono, e le cocciniglie, che colpiscono prevalentemente i rami ed il tronco causando il deperimento della pianta. Qualora la coltivazione del fico venisse effettuata su terreni compatti e soggetti a ristagni idrici si può instaurare il marciume radicale, che provoca il disseccamento dell’intera pianta. La virosi del mosaico del fico si instaura su foglie, rametti e frutti causandone delle malformazioni ed una cascola precoce dei siconi.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra fichi unifere e bifere?
    La distinzione principale risiede nel ciclo produttivo. Le varietà unifere producono esclusivamente i 'fichi veri' (forniti), che maturano in tarda estate-autunno. Le varietà bifere, invece, sono più produttive perché generano due raccolti distinti: i 'fioroni' o fichi primaticci, che si formano in autunno e maturano l'estate successiva, e i fichi veri, che maturano nella stagione calda dello stesso anno. Esistono poi cultivar partenocarpiche, come il Dottato, capaci di produrre frutti senza impollinazione.
  • Come funziona la caprificazione del fico?
    La caprificazione è un processo naturale di impollinazione necessario per alcune varietà di fico. Coinvolge il caprifico (fico selvatico maschio) e il fico domestico (femminile). Una piccola vespa, la Blastophaga psenes, trasporta il polline dal caprifico ai fiori femminili del fico comune attraverso l'ostiolo (il piccolo foro all'apice del frutto). Questo permette la formazione dei semi e la corretta maturazione dei fichi veri nelle varietà che richiedono impollinazione, diversamente dalle varietà partenocarpiche.
  • Quando e come si effettua la potatura del fico?
    La potatura del fico deve essere minima e si esegue principalmente in inverno. L'obiettivo è rimuovere i rami secchi, malati, spezzati o quelli che crescono verso l'interno della chioma, ostacolando la circolazione dell'aria. È fondamentale evitare tagli eccessivi o grandi ferite: il fico produce molto lattice e soffre molto le amputazioni pesanti, che possono indebolire la pianta. Si consiglia di limitarsi a una pulizia leggera per mantenere la struttura della pianta senza stressarla.
  • Quali sono i principali nemici del fico?
    Il fico è generalmente robusto, ma può subire attacchi specifici. I parassiti animali più comuni sono la mosca della frutta, le cui larve danneggiano la polpa facendo marcire il frutto, e le cocciniglie, che infestano rami e tronco causando deperimento. Tra le malattie crittogamiche e virali, il marciume radicale è frequente in terreni umidi e compatti, portando al disseccamento totale. Inoltre, la virosi del mosaico può causare deformazioni fogliari e caduta prematura dei frutti.
  • Che tipo di terreno e clima preferisce il fico?
    Il fico thrive nei climi temperati caldi, tipici del Mediterraneo, ed è molto tollerante alla siccità e ai venti salini. Tollera temperature invernali fino a -8°C, ma geli più intensi danneggiano i rami giovani. Predilige terreni sciolti, profondi e ben drenati, adattandosi bene anche a suoli poveri, sassosi e calcarei. Rifugge assolutamente i terreni argillosi, pesanti e soggetti a ristagni idrici, che favoriscono il marciume radicale e compromettono la salute della pianta.

Scheda Tecnica

Ficus carica

Nome scientificoFicus carica
FamigliaUrticacee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia occidentale / Bacino mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolti, drenanti, anche poveri o calcarei
IrrigazioneModerata, tollerante alla siccità
FiorituraPrimavera-Estate (siconio)
AltezzaFino a 6 metri
ConcimazioneLetame maturo a fine inverno
PotaturaLeggera, asportazione rami secchi/malati
MoltiplicazioneTalea, polloni radicati, innesto
Malattie e parassitiMosca della frutta, cocciniglie, marciume radicale, virosi del mosaico
Difficoltà di coltivazioneFacile

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