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Alberi da Frutta

Albero da frutto

In giardino non possono mancare gli alberi da frutto! Tra le molte varietà che crescono spontaneamente in Europa una delle più comuni è senz'altro il pero. Se sei alla ricerca di tutto quello che c'è da sapere sull'albero di pero, dalle origini alla coltivazione, continua a leggere questa guida.

di Redazione

06 novembre 2014

Conoscere il Pero

Il Pero appartiene alla famiglia delle Rosaceae, genere Pyrus. La sua massima crescita è riscontrata in terreni freschi non sabbiosi, profondi e ricchi di sostanze nutritive. Si tratta di un albero che teme il vento, per questo motivo è bene piantarlo in una posizione riparata. La fioritura si ha nel mese di Aprile, le gemme sono portate da diversi rami che si distinguono in: dardi, brindilli, lamburde e rami misti. Per iniziare a produrre i primi frutti, la pianta deve avere in media dai 2 ai 4 anni. Le varietà di pero sono autosterili, quindi per aversi la fruttificazione è necessario piantare altre varietà impollinatrici così da ottenere una buona produzione. Le varietà di pero più comuni sono: - Il pero Williams: I frutti si presentano grossi, gialli e dalla polpa succosa e zuccherina. - Doyenne du Comice: Produce frutti dal colore verdastro e dalla polpa succosa, questa varietà si abbina bene a quella Williams. - Pere Conférence: Si tratta di una varietà tardiva, i frutti si presentano allungati e verdastri, si abbina benissimo alla varietà Williams.

Messa a dimora dell'albero di Pero

Il pero è un tipo di albero da frutto che si sviluppa molto bene in tutte quelle zone che sono caratterizzate da un clima temperato. In Italia cresce in ogni regione, ma giunge a maturazione prima nelle regioni meridionali. Non richiede delle cure particolari per quanto riguarda il terreno ma bisogna prestare molta attenzione all'irrigazione dato che è un tipo di albero che teme molto la siccità ma anche i ristagni d'acqua che potrebbero causare marciume alle radici. L'albero di pero viene venduto a radice nuda e deve essere messo a dimora nel periodo che va da ottobre ad Aprile. Per la messa a dimora occorre scavare una buca larga 80-90 cm e profonda 60 cm. All'interno della buca va inserita una manciata di cornunga che va mescolata alla terra e al letame composto. Una volta inserito l'albero nella buca, bisogna coprire per bene le radici e inserire un tutore così da tenere la pianta nella giusta posizione. In ultimo si comprime per bene il terreno nella prossimità del piede dell'albero e si irriga abbondantemente, avendo cura di aggiungere acqua soltanto quando quella precedentemente versata sia stata assorbita dal terreno.

Potatura dell'albero di Pero

Il momento ideale per potare il nostro albero di pero è a giugno. Dopo la messa a dimora, generalmente, si lascia crescere naturalmente l'albero di pero per poi potarlo l'anno successivo. Si procede diradando i rami che crescono all'interno della chioma, così da sfoltirla in modo che la luce e l'aria possano circolare in maniera ottimale, parte dei rami che hanno già fruttificato possono essere eliminati. Altri rami che andranno tagliati, oltre a quelli secchi, sono quelli che si incrociano all'interno della cima, l'importante è comunque preservare una forma della pianta armoniosa e bene areata. Per eliminare i rami si procede praticando un taglio in senso trasversale a partire dalla terza gemma, tuttavia, per quanto riguarda l'albero di pero, invece di recidere i rami, è consigliato praticare una piegatura dei rami che si vogliono eliminare, in questo modo l'eliminazione dei rami in eccesso avviene in modo graduale riducendo il rischio di malattie fungine da taglio.

Malattie dell'albero di Pero

Le malattie più comuni che colpiscono l'albero di pero sono senz'altro gli attacchi dei parassiti animali, che in generale sono le cocciniglie e gli afidi. Le cocciniglie perforano la lamina fogliare del fusto e si nutrono della linfa ricca di zuccheri. Questi parassiti di solito attaccano le foglie e i germogli, ma raramente possono anche attaccare le radici provocando seri danni alla pianta. Gli afidi sono i pidocchi delle piante e di solito si annidano sulle foglie e sul fusto creando danni molto ingenti che possono portare, se non eliminati, alla morte della pianta. Raramente il pero può essere attaccato dalla Psilla gialla, un insetto che colpisce i tessuti giovani della pianta praticando delle vere e proprie punture dove prolifereranno poi i funghi, come la fumaggine. Un tipo di fungo molto comune nell'albero di pero è la ticchiolatura o il mal bianco. Un rimedio naturale per prevenire l'annidamento di questi insetti sull'albero di pero è l'aglio. Basta semplicemente bollire degli spicchi di aglio per 5 minuti, farli macerare per 24 ore e inserire il composto in un nebulizzatore da spruzzare sulle foglie e sul tronco.

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Domande frequenti

  • È necessario piantare più varietà di pero nello stesso giardino?
    Sì, la maggior parte delle varietà di pero è autosterile, il che significa che non può autoimpollinarsi per produrre frutti. Per garantire una buona fruttificazione, è fondamentale piantare almeno due varietà diverse che fioriscano contemporaneamente e siano compatibili tra loro. Ad esempio, la varietà Williams si abbina bene con Doyenne du Comice o Conferenza. Senza un impollinatore crociato, la pianta potrebbe fiorire abbondantemente ma produrre pochi o nessun frutto.
  • Quando e come si effettua la messa a dimora del pero?
    Il pero si mette a dimora a radice nuda nel periodo compreso tra ottobre e aprile. È necessario scavare una buca larga 80-90 cm e profonda 60 cm. Sul fondo della buca si consiglia di mescolare alla terra una manciata di cornunghia e letame compostato. Dopo aver posizionato l'albero, si ricoprono le radici, si inserisce un tutore per stabilizzare la pianta e si compatta il terreno. Infine, si irriga abbondantemente, aggiungendo nuova acqua solo dopo che quella precedente è stata completamente assorbita.
  • Qual è il metodo migliore per potare il pero?
    La potatura ideale si esegue a giugno, solitamente partendo dall'anno successivo alla messa a dimora. L'obiettivo è sfoltire la chioma per favorire luce e aria, eliminando i rami secchi, quelli incrociati in cima e quelli che hanno già fruttificato. Una tecnica consigliata specifica per il pero è la 'piegatura' dei rami da eliminare anziché il taglio netto: si piega il ramo verso il basso fino a spezzarlo gradualmente. Questo riduce lo stress della pianta e diminuisce significativamente il rischio di infezioni fungine rispetto ai tagli tradizionali.
  • Come si combattono afidi e cocciniglie in modo naturale?
    Un rimedio ecologico efficace contro afidi e cocciniglie consiste nell'utilizzare un decotto all'aglio. Bollite alcuni spicchi d'aglio per 5 minuti, lasciateli macerare in acqua per 24 ore, filtrate il liquido e trasferitelo in uno spruzzatore. Applicatene il contenuto direttamente su foglie e tronco. Questo trattamento aiuta a prevenire l'annidamento dei parassiti che succhiano la linfa. Inoltre, monitorate la presenza della psilla gialla e della ticchiolatura, poiché i danni causati da questi agenti possono favorire la comparsa di funghi come la fumaggine.
  • Che tipo di terreno e esposizione richiede il pero?
    Il pero prospera in terreni freschi, profondi e ricchi di sostanze nutritive, evitando quelli sabbiosi. È essenziale che il suolo abbia un ottimo drenaggio, poiché la pianta teme fortemente i ristagni d'acqua che possono causare il marciume delle radici. Per quanto riguarda l'esposizione, predilige posizioni soleggiate ma riparate dal vento forte, che può danneggiare fiori e rami fragili. Cresce bene nei climi temperati e, in Italia, raggiunge la maturazione prima nelle regioni meridionali grazie al clima più caldo.

Scheda Tecnica

Pyrus spp.

Nome scientificoPyrus spp.
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizioneSoleggiata e riparata dal vento
TerrenoFresco, profondo, ricco di nutrienti, non sabbioso; ben drenato
IrrigazioneRegolare, teme la siccità e i ristagni idrici
FiorituraAprile
AltezzaVariabile, spesso 4-8 metri se non contenuta
ConcimazioneCornunghia e letame compostato alla messa a dimora
PotaturaGiugno, preferibilmente piegatura dei rami invece di tagli netti
MoltiplicazioneInnesto (venduto a radice nuda)
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, psilla gialla, ticchiolatura, fumaggine
Difficoltà di coltivazioneMedia

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