Pianta pesco

Alberi da Frutta

Pesco

Coltivare il pesco non è difficile, occorre però prestare molta attenzione alle sue avversità che possono indebolirlo negli anni anche in modo grave e irreversibile.

di Redazione

21 dicembre 2016

L'importanza di una adeguata irrigazione

Il momento e la quantità di acqua da apportare alla pianta del pesco devono tenere conto di diversi fattori. Riguardo alla fase fenologica, ossia il preciso stadio produttivo, è infatti importante sapere che questa specie è particolarmente bisognosa di acqua durante la fioritura, fino alla maturazione dei frutti. Apporti eccessivi in quest’ultima fase però devono essere evitati per scongiurare una eccessiva diluizione degli zuccheri che può compromettere la successiva conservabilità delle drupe. Complessivamente, la quantità di acqua per ettaro da impegnare si aggira attorno ai 2.500-4.000 metri cubi, in funzione anche della qualità del terreno e dell’andamento stagionale. E' opportuno evitare allagamenti radicali, poiché il pesco è sensibile all'asfissia delle radici, preferendo sistemi a goccia.

Qualità del terreno e potatura

Per garantire uno sviluppo rapido ed un’altrettanta celere entrata in produzione del pesco è necessario coltivare questa pianta in terreni particolarmente sciolti e ricchi di sostanza organica. Prima dell’impianto è opportuno lavorare bene il terreno, anche in profondità, al fine di garantire un adeguato drenaggio dell’acqua ed evitare così i ristagni idrici. La porzione aerea del pesco deve essere mantenuta sufficientemente aperta per favorire una buona areazione, poiché gli accumuli di umidità possono innescare lo sviluppo di pericolosi funghi patogeni. Durante la potatura invernale è bene eliminare con utensili sterili le parti legnose secche o lesionate, nonché eventuali porzioni rameali caratterizzate da una eccessiva produzione di gomme o resine.

L'importanza concimazione

Una corretta concimazione del pesco deve innanzi tutto garantire la compensazione dei nutrienti sottratti alla pianta in fase di raccolta dei frutti e durante la potatura. E’ indispensabile utilizzare concimi ricchi dei tre principali nutrienti delle piante, ossia azoto, fosforo e potassio. Dal punto di vista operativo è consigliabile effettuare una abbondante letamazione di fondo prima dell’impianto. L’azoto deve essere somministrato nella fase di fioritura fino all’indurimento del nocciolo. Fosforo e potassio possono invece essere dosati durante la stagione fredda. Per quanto riguarda le quantità, è bene tenere conto dei relativi consumi annuali di questi elementi da parte della pianta del pesco, ossia 150g di azoto, 40g di fosforo e 120g di potassio.

La bolla e le batteriosi

Dal punto di vista fitosanitario, il pesco è sovente colpito dal fungo denominato Taphrina deformans, conosciuto anche con l'espressione di "bolla del pesco". Gli attacchi provocano la deformazione delle foglie e la loro caduta precoce, con conseguente riduzione della superficie fotosintetizzante. In questi casi occorre somministrare almeno 3 volte all’anno dei prodotti fungicidi, per evitare il diffondersi della malattia ovvero, qualora il numero delle piante sia basso, eliminare manualmente tutte le foglie colpite prima della formazione della peluria bianca (organi riproduttori del fungo) sulla pagina inferiore. Per evitare la diffusione di malattie batteriche è importante potare il pesco mediante l’impiego di utensili sterili ovvero disinfettare tutte le lesioni accidentali e di taglio presenti sulla pianta.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della "bolla del pesco" e come si previene?
    La bolla del pesco, causata dal fungo Taphrina deformans, provoca la deformazione delle foglie e la loro caduta prematura, riducendo la capacità fotosintetica della pianta. I sintomi visibili includono ingrossamento e arricciamento fogliare, spesso accompagnati dalla comparsa di una peluria biancastra sulla pagina inferiore. Per prevenirne la diffusione, è fondamentale intervenire con trattamenti fungicidi almeno tre volte l'anno. In caso di poche piante, si può optare per l'eliminazione manuale immediata delle foglie colpite, prima che si formi la struttura riproduttiva del fungo. Mantenere la chioma aerata riduce inoltre il rischio di infezioni.
  • Come deve essere gestita l'irrigazione del pesco per evitare danni alle radici?
    Il pesco richiede un apporto idrico costante ma delicato, specialmente durante la fioritura e la maturazione dei frutti. È essenziale evitare assolutamente i ristagni idrici e gli allagamenti radicali, poiché la pianta è molto sensibile all'asfissia radicale. Si consiglia vivamente l'uso di sistemi di irrigazione a goccia. Durante la fase finale di maturazione, bisogna moderare l'acqua per non diluire troppo gli zuccheri nei frutti, compromettendone sapore e conservabilità. Il fabbisogno medio varia dai 2.500 ai 4.000 metri cubi per ettaro annui, in base al terreno e al clima.
  • Quali sono le quantità ideali di azoto, fosforo e potassio necessarie annualmente?
    Per una corretta nutrizione del pesco, è necessario compensare i nutrienti asportati durante la raccolta e la potatura. I valori medi raccomandati sono: 150 grammi di Azoto (N), 40 grammi di Fosforo (P) e 120 grammi di Potassio (K) per pianta o unità di riferimento annuale. L'Azoto va somministrato principalmente dalla fioritura all'indurimento del nocciolo. Fosforo e Potassio possono essere distribuiti durante la stagione fredda. Una buona pratica iniziale prevede inoltre una abbondante letamazione di fondo prima dell'impianto per arricchire il suolo di sostanza organica.
  • Che tipo di terreno è preferito dal pesco e perché?
    Il pesco prospera meglio in terreni sciolti, profondi e ricchi di sostanza organica. Questa composizione garantisce un drenaggio efficace, prevenendo i temuti ristagni idrici che portano all'asfissia radicale. Prima dell'impianto, è consigliabile lavorare il terreno in profondità per migliorare la struttura e l'aerazione. Un terreno ben drenato non solo favorisce uno sviluppo radicale sano, ma aiuta anche a mantenere la chioma più aperta e areata, riducendo significativamente il rischio di sviluppare patologie fungine legate all'eccessiva umidità ambientale e stagnante.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto
OrigineAsia
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolti, ricchi di sostanza organica, ben drenati
IrrigazioneRegolare, a goccia; evitare ristagni
FiorituraPrimavera
Altezza3-5 metri
ConcimazioneLetame di fondo, NPK bilanciato (N 150g, P 40g, K 120g/anno)
PotaturaInvernale, per aprire la chioma
MoltiplicazioneInnesto
Malattie e parassitiBolla del pesco (Taphrina deformans), batteriosi, afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile ad asfissia radicale e funghi)

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