mandorlo in fiore

Alberi da Frutta

Potatura mandorlo

Il mandorlo è un albero molto diffuso nelle zone mediterranee dell'Italia ed è originario del continente Asiatico. La potatura periodica del mandorlo è essenziale per farlo crescere vigoroso, avere una fioritura ottimale e far crescere degli ottimi frutti.

di Redazione

11 novembre 2014

Caratteristiche della specie

Esistono diverse tipologie di mandorlo ma le più diffuse nel nostro paese sono principalmente 3: Sativa (seme dolce), Fragilis (seme dolce) e Amara (seme amaro). Allo stato brado l'albero riesce a raggiungere anche i 10 metri di altezza ed è in grado di vivere per decine di anni. La forma della chioma è globosa e i rami sono ricoperti sia di gemme a fiore che a legno, solitamente raggruppate in gruppi da due o da tre. Il mandorlo tende a fiorire precocemente, verso l'inizio della primavera, infatti, cominciano a spuntare i primi fiori dal colore bianco o rosato. Il frutto di questa pianta è formato da una polpa carnosa che contiene la mandorla racchiusa in un "esoscheletro" legnoso. Il mandorlo riesce a sopravvivere anche in ambienti con climi temperati, anche se è rischioso esporlo a gelate frequenti.

Accenni all'allevamento

Nell'allevamento del mandorlo, la forma più utilizzata è quella a volume, in questa tipologia di potatura, la chioma è fatta crescere vigorosamente dando un aspetto rigoglioso alla pianta. Tra le forme in volume, la più utilizzata è il vaso che consiste in un tronco alto circa mezzo metro in cui vengono fatti crescere cinque rami principali. Nelle coltivazioni dove viene praticata una raccolta di tipo meccanico, gli alberi vengono posizionati ad una distanza di circa 5 metri l'uno dall'altro e viene lasciata una distanza tra una fila e l'altra di circa 6 metri. La potatura della pianta, durante la fase di allevamento, è molto semplificata dal fatto che i primi anni di vita del mandorlo sono improduttivi e gli interventi verranno fatti esclusivamente per conferire all'albero la forma desiderata.

Tipologie di potatura del mandorlo

Le forme di potatura maggiormente utilizzate sono 3: vaso, palmetta e a crescita libera. "Vaso" Facciamo crescere per un anno un astone di circa 60 cm e selezioniamo 5 rami che si sviluppano verso l'esterno della chioma, spuntandoli a circa 40 cm. Dopo un anno eliminiamo i germogli cresciuti sui rami selezionati, fatta eccezione per quelli esterni. Con l'entrata in produzione vanno poi spuntati i rami eccessivamente vigorosi e i polloni. "Palmetta" Questa forma prevede lo sviluppo della chioma in verticale ed orizzontale, si parte da un astone di circa 80 cm da cui partono un ramo verticale e due orizzontali che dovranno essere accorciati nell'anno successivo. Crescita libera Per avere una pianta naturale si può optare per una crescita libera, in questo caso si effettuerà una potatura del mandorlo nel primo periodo di vita per formare un fusto di 2 m con 5 rami da circa 40 cm.

Produzione

La produzione del mandorlo ha una cadenza di circa due anni e la potatura ottimale consiste nel rimuovere i succhioni, nell'accorciare i rami e nel rendere la chioma più omogenea. La fioritura e la conseguente produzione avverranno sui rami di un anno, dunque questi ultimi dovranno essere mantenuti in uno stato ottimale e in un numero equilibrato. Nelle zone a clima mite, come nel meridione, il mandorlo potrebbe essere attaccato dal Capnodis tenebrions, un particolare coleottero in grado di bucarne la corteccia. Nel caso in cui la nostra pianta sia vittima di questo insetto bisognerà eliminare le aree danneggiate con la potatura. Essendo questa pianta produttrice di gomma i tagli dovranno essere ridotti al minimo, in ogni caso è possibile coprire le zone potate con un mastice cicatrizzante.

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Domande frequenti

  • Quando si deve effettuare la potatura del mandorlo?
    La potatura principale del mandorlo si esegue generalmente dopo la raccolta dei frutti, ovvero nella tarda estate o autunno, oppure a fine inverno prima della ripresa vegetativa. È fondamentale evitare di potare in pieno inverno quando le temperature sono molto basse, poiché i tagli freschi potrebbero subire danni da gelo. Inoltre, dato che il mandorlo produce linfa gommosa in risposta ai tagli, è preferibile intervenire quando la pianta è meno attiva fisiologicamente per favorire una migliore cicatrizzazione e ridurre il rischio di infezioni fungine.
  • Qual è la differenza tra potatura a vaso, palmetta e crescita libera?
    La potatura a 'vaso' è la più comune: prevede un tronco corto (circa 50 cm) con 4-5 branche principali disposte radialmente per creare una chioma aperta e luminosa. La 'palmetta' sviluppa la chioma su un piano verticale e orizzontale, ideale per spazi stretti o siepi. La 'crescita libera' mantiene una forma naturale, spesso con un fusto più alto (fino a 2 metri), richiedendo solo interventi minimi per eliminare rami secchi o mal diretti, senza seguire schemi geometrici rigorosi.
  • Come si combatte il Capnodis tenebrans con la potatura?
    Il Capnodis tenebrans è un coleottero che depone le uova nella corteccia; le larve scavano gallerie nel tronco. Per contrastarlo tramite potatura, è necessario individuare i fori di entrata/uscita sulla corteccia e asportare fisicamente i rami o le porzioni di tronco infestati, bruciando immediatamente il materiale vegetale per eliminare le larve interne. Questo intervento va fatto con cautela, riducendo al minimo i tagli generali sulla pianta, poiché il mandorlo soffre molto le ferite ampie.
  • Perché il mandorlo richiede cure particolari nei tagli?
    Il mandorlo è definito una pianta 'produttrice di gomma'. Quando viene sottoposto a tagli, specialmente se grandi o effettuati in periodi sfavorevoli, emette abbondante resina per sigillare la ferita. Questo processo indebolisce la pianta e crea un ambiente favorevole all'ingresso di patogeni. Pertanto, i tagli devono essere pochi, netti e di piccole dimensioni. Si consiglia sempre di applicare un mastice cicatrizzante sulle ferite più grandi per proteggere la pianta e accelerare la guarigione.
  • Quanto distanziare gli alberi in una coltivazione intensiva?
    Nelle coltivazioni destinate alla meccanizzazione della raccolta, il distanziamento standard prevede circa 5 metri tra un albero e l'altro sulla stessa fila e 6 metri tra le file. Questa disposizione garantisce sufficiente spazio per lo sviluppo della chioma, permette il passaggio dei macchinari agricoli e assicura una buona esposizione solare, fattore cruciale per la maturazione uniforme delle mandorle e la salute generale dell'albero.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia
EsposizioneSole
TerrenoBen drenato, leggero
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraPrimaverile (bianca/rosata)
AltezzaFino a 10 metri allo stato brado
ConcimazioneEquilibrata, evitare eccessi di azoto
PotaturaInvernale (vaso, palmetta, libera); estiva leggera
MoltiplicazioneInnesto su portainnesti specifici
Malattie e parassitiCapnodis tenebrans (coleottero), funghi
Difficoltà di coltivazioneMedia

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