Fiore e frutto del melograno

Frutti Minori

Coltivazione del melograno

La coltivazione del melograno non ha bisogno di particolari attenzioni e, a pochi anni di distanza dall’impianto, si ottengono ottimi raccolti dal punto di vista qualitativo. Le piantine di uno si acquistano presso i vivai autorizzati ma, se si desidera risparmiare, si possono comprare i semi.

di Redazione

03 settembre 2014

Caratteristiche principali del melograno

Il melograno è una pianta dall’elevato calore ornamentale. Fa parte delle famiglie delle Punicacee ed è originaria dei paesi asiatici. È caratterizzato da foglie piccole color verde scuro oppure tendenti al rosso a seconda delle varietà. I fiori di un bel rosso rubino, si presentano con una forma allungata e alle nostre latitudini iniziano a comparire sui rami già a inizio di marzo. La pianta del melograno vive bene in climi temperati o caldi ma resiste bene anche alle gelate a patto che il termometro non scenda al di sotto dei meno dieci gradi centigradi. Contribuisce in maniera significativa ad abbellire i giardini e regala frutti dalle ottime proprietà terapeutiche. La coltivazione del melograno è semplice e non presenta particolari difficoltà da superare.

Coltivazione del melograno

La coltivazione del melograno non presenta aspetti particolarmente ostici. La messa a dimora può essere effettuata sia a terra che in vasi di medie dimensioni anche se la messa a terra in un giardino contribuisce a una maggiore fruttificazione. Questa pianta si adatta con estrema facilità a qualsiasi tipologia di terreno ma preferisce quelli soffici e ben drenati che impediscano i ristagni d’acqua. Per migliorare gli apporti nutritivi del terreno si possono effettuare concimazioni con la ripresa vegetativa primaverile adoperando dello stallatico. Le piante possono essere riprodotte per seme o per talea. Il secondo sistema menzionato è quello più utilizzato perché offre i migliori risultati. È sufficiente piantare in terra dei piccoli rami ben lignificati e aspettare che radichino.

Malattie

Le malattie che interessano di più la coltivazione del melograno sono principalmente di tipo fungino e parassitario. La pianta può essere soggetta agli attacchi delle cocciniglie e degli afidi. In questi due casi specifici non c’è altra soluzione se non quella di ricorrere a sostanze chimiche reperibili presso i consorzi di agraria. Invece le malattie fungine dipendono quasi esclusivamente da eccessive innaffiature e possono essere prevenute mantenendo sotto controllo l’umidità del terreno. Per evitare che parassiti di risalita possano infettare la pianta partendo dalle radici, è consigliabile disinfettare il terreno che ospiterà il melograno con della calce spenta. In questo modo avrete la certezza di mettere a dimora la pianta in un terreno completamente salubre.

Proprietà terapeutiche

Le proprietà terapeutiche del melograno erano conosciute fin dai tempi più remoti. Nell’antica Grecia, i frutti della pianta venivano fatti consumare a chi aveva problemi di infiammazioni di vario tipo e il succo che se ne ricavava veniva fatto bere a chi era affetto da diarrea cronica. Attualmente la medicina cosiddetta ufficiale, ha riconosciuto al melograno ottime proprietà diuretiche e astringenti. Contiene buoni quantitativi di flavonoidi e antiossidanti utili. Il succo è un concentrato di sali minerali preziosi come lo zinco e il fosforo. I granuli della polpa possono essere adoperati per guarnire insalate di stagione nel periodo invernale e il frutto intero in genere viene utilizzato per guarnire le tavole del primo giorno dell’anno come simbolo della prosperità.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal melograno?
    Il melograno predilige climi temperati o caldi, ma possiede una discreta resistenza al freddo. Può sopportare gelate purché la temperatura non scenda al di sotto dei -10 gradi centigradi. Al di sotto di questa soglia, la pianta potrebbe subire danni significativi, specialmente se giovane o non indurita. Per garantire la sopravvivenza in zone con inverni rigidi, è consigliabile proteggere il tronco e le radici con pacciamatura spessa o teli protettivi durante le ondate di gelo intense.
  • Come si moltiplica correttamente il melograno?
    Il melograno può essere propagato tramite seme o talea. Sebbene entrambi i metodi siano validi, la moltiplicazione per talea è generalmente preferita e più utilizzata dagli appassionati. Questo metodo consiste nel prelevare piccoli rami ben lignificati e interrarli direttamente nel substrato, attendendo che radichino. La via della talea offre risultati più rapidi e sicuri rispetto alla semina, garantendo piante geneticamente identiche alla madre e una fioritura/fruttificazione anticipata.
  • Quali cure richiedono il terreno e l'irrigazione?
    Il melograno si adatta a vari terreni, ma cresce meglio in suoli soffici e ben drenati. È fondamentale evitare i ristagni idrici, poiché favoriscono malattie fungine radicali. Prima della ripresa vegetativa primaverile, si consiglia di integrare i nutrienti con concimazioni organiche, come lo stallatico. Inoltre, per prevenire l'insorgenza di parassiti che risalgono dal suolo, è utile disinfettare il terreno di impianto utilizzando calce spenta, assicurando così un ambiente sano e privo di patogeni per le radici.
  • quali sono i principali nemici fitopatologici da monitorare?
    I principali avversari del melograno sono di natura fungina e parassitaria. Tra i parassiti animali, cocciniglie e afidi rappresentano le minacce più comuni, richiedendo spesso interventi mirati con prodotti specifici reperibili presso centri agrari specializzati. Per quanto riguarda le patologie fungine, queste derivano quasi esclusivamente da eccessive innaffiature e scarsa aerazione del suolo. La prevenzione si basa sul mantenere il terreno asciutto e ben drenato, evitando bagnature fogliari notturne o serali.
  • Quali sono le proprietà benefiche riconosciute scientificamente?
    Oltre all'uso tradizionale storico, la medicina moderna riconosce al melograno valide proprietà diuretiche e astringenti. Il frutto è ricco di flavonoidi e potenti antiossidanti, fondamentali per contrastare lo stress ossidativo cellulare. Il succo concentra sali minerali preziosi come zinco e fosforo. Storicamente usato in Grecia contro le infiammazioni e la diarrea cronica, oggi i suoi granuli sono apprezzati anche in cucina per guarnire insalate invernali, unendo valore nutrizionale a note decorative.

Scheda Tecnica

Punica granatum

Nome scientificoPunica granatum
FamigliaPunicacee
Tipo di piantaAlbero o arbusto deciduo
OrigineAsia
EsposizioneSole, clima temperato o caldo
TerrenoSoffice, ben drenato, evita ristagni
IrrigazioneModerata, attenzione ai ristagni idrici
FiorituraInizio primavera (marzo)
AltezzaVariabile (arbusto/albero)
ConcimazioneStallatico a ripresa vegetativa primaverile
MoltiplicazioneTalea (preferita) o seme
Malattie e parassitiCocciniglie, afidi, funghi da ristagno umido
Difficoltà di coltivazioneColtivazione semplice

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