Giuggiole

Quanto e quando irrigare

Le piante di giuggiole si distinguono per la loro grande resistenza e adattabilità a qualunque tipo di terreno essendo in grado di crescere e di svilupparsi anche su terreni aridi, sassosi e poveri. Si tratta, quindi, di piante estremamente forti capaci di tollerare condizioni climatiche estreme, come inverni rigidi, con temperature di -20°C, o periodi caldi e particolarmente asciutti, pur potendo subire dei danni in autunno, quando la pianta si trova in fase di vegetazione, nel caso di inverni precoci con temperature di -10°C. Per quanto concerne l'annaffiatura, le giuggiole sono in grado di sopportare anche lunghi periodi senza l'apporto di acqua, specialmente nel caso in cui si tratti di piante già adulte mentre le piantine più giovani richiedono annaffiature periodiche soprattutto nel periodo estivo. Nel caso di lunghi periodi eccessivamente caldi, con assenza di precipitazioni e, in particolare, in presenza di terreni sabbiosi, è bene ricorrere ad annaffiature occasionali anche per le piante adulte.
Piante giuggiole

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Come prendersene cura

Frutti giuggiolo Le piante di giuggiole sono in grado di adattarsi a diverse tipologie di terreni e questo grazie alle radici che hanno la capacità di penetrare a grandi profondità. Nonostante ciò, le giuggiole hanno una resa ottimale e uno sviluppo migliore sia in altezza che in larghezza soprattutto in presenza di terreni privi di umidità, neutri, ben drenati e con una buona presenza di sostanza organica. Per quanto riguarda le tecniche di coltivazione, la più diffusa è quella ad alberello che consente uno sviluppo naturale delle piante, richiedendo degli interventi di potatura durante la fase di riposo vegetativo solo nel caso in cui le chiome tendano ad infoltirsi troppo. Chiaramente in fase di impianto è sempre bene tenere presenti le dimensioni finali delle piante, le caratteristiche proprie di ogni varietà e la forma di allevamento; nel caso di allevamento colonnare si consiglia di lasciare una distanza di circa 2/3 metri tra le piante e di 3/4 metri tra i filari. La coltivazione delle piante di giuggiole è possibile anche in vaso ma solo nel caso di piante molto giovani e per un periodo di tempo definito e questo a causa dello sviluppo particolarmente esteso dell'apparato radicale.

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Quando e come concimare

Pianta giuggiolo La grande resistenza e l'estrema adattabilità delle piante di giuggiole non rendono necessari particolari interventi di concimazione che, generalmente, vengono effettuati solo nel periodo autunnale, tra ottobre e novembre, prima dell'inizio della stagione fredda. Per la concimazione si utilizza solitamente del fertilizzante naturale come il letame animale maturo, applicandone circa 20/30 kg per pianta, sia che si tratti di alberi in fase di vegetazione che di piante in pieno sviluppo. Si consiglia di prestare più attenzione alla concimazione soltanto nel caso in cui le piante di giuggiole siano state piantate in terreni particolarmente poveri e aridi.


Giuggiole: Esposizione e malattie

Giuggiole frutti Come detto le piante di giuggiole si adattano bene a climi differenti sebbene prediligano un ambiente temperato, contraddistinto da estati lunghe e calde e da autunni con scarse probabilità di gelate con temperature al di sotto degli 0°C. L'esposizione perfetta è in pieno sole, mentre è da preferire una collocazione più riparata nel caso di zone con clima più rigido e con venti particolarmente forti. Le piante di giuggiole non sono particolarmente esposte all'attacco di parassiti e malattie e non necessitano, quindi, di specifici e puntuali trattamenti. Inoltre i frutti di queste piante hanno una maturazione piuttosto tardiva rispetto alla media delle altre, condizione che consente anche di evitare qualunque tipo di trattamento insetticida. L'unica raccomandazione per consentire un pieno e rigoglioso sviluppo delle piante di giuggiole è quella di conservarle sempre nelle migliori condizioni, effettuando, quando necessario, interventi di potatura e di concimazione. Tra i parassiti del giuggiolo bisogna ricordare la mosca della frutta e la tignola orientale del pesco.



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