Un kiwi

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Kiwi coltivazione

La pianta del kiwi (Actinidia chinensis) è un rampicante vigoroso a foglia caduca, originaria della Cina e importata poi in Nuova Zelanda. E’ una pianta dioica e che raggiunge altezze di 8 – 10 metri. In questo sito troverete il modo migliore per gestire una coltivazione di kiwi.

di Redazione

20 ottobre 2014

Il kiwi: come scegliere dove piantarlo e in quali quantità

Il termine dioico significa che alcune piante di kiwi sono maschi, e servono per l’impollinazione; mentre altre sono femmine, e producono il frutto del kiwi. Per fare in modo che crescano rigogliose, dunque, vi è la necessità di avere sia la pianta maschio che la femmina. Se lo spazio che si ha a disposizione per coltivarle è limitato, bisogna prediligere una coppia di questi due; se invece si può usufruire di molto spazio, allora è bene che la pianta del kiwi possa appoggiarsi a una pergola, ad un muro o a qualsiasi altro tipo di sostegno o tutore. I rami del kiwi sono possenti e hanno bisogno di un appoggio forte per essere sostenuti. Se la coltivazione potrà estendersi su un terreno grande, non sarà necessario alternare maschio e femmina, si potranno piantare anche più kiwi femmina (circa cinque) intervallate da un solo maschio.

Kiwi: clima adatto e coltivazione

Il kiwi cresce rigoglioso in un clima ombreggiato e umido: teme il gelo, e per questo il periodo ideale per la sua messa a dimora è la primavera. Un consiglio utile è tenerlo lontano da venti, che seccano il terreno in cui affonda le radici e potrebbero anche danneggiarne i rami. Le piante vanno posizionate ad una distanza di 2 metri l’una dall’altra, in un terreno ricco o arricchito con torba e sabbia: è necessario poi aggiungere stallatico maturo ogni 2 o 3 anni, tra il periodo autunnale o invernale per concimare. Bisogna anche garantire alla coltivazione del kiwi una rete che sovrasti la pianta, che faccia da barriera ai raggi del sole e impedisca un ricircolo d’aria frequente, in modo che il livello di umidità resti adeguato e la fruttificazione avvenga in modo corretto. Inoltre, occorre ripararla da temperature troppo basse: durante l’inverno, l’ideale sarebbe coprire le coltivazioni per favorirne la protezione. Per quanto riguarda invece l’irrigazione della pianta, è bene che il terreno sia sempre bagnato, dunque non bisogna dimenticarla durante il periodo estivo.

Kiwi: la raccolta del frutto

Una volta posta nel terreno adatto, quindi non calcareo e a ph sufficientemente acido, la pianta del kiwi comincerà a dare dei frutti circa tre anni dopo che si è deciso di metterla a dimora, principalmente nel periodo autunno-inverno. Dopo aver raccolto il frutto, è consigliabile potare leggermente tutti i rami che ha fruttificato all’interno della coltivazione. Se ci si accorge che la vegetazione si sta facendo troppo fitta e che la pianta rischia di non essere arieggiata a sufficienza, potrebbe anche essere necessario tagliare verticalmente i rami più alti dopo la fioritura, che avviene durante il periodo estivo. Attenzione: se si tralasciano alcune di queste operazioni, è molto probabile che dopo non molto tempo la pianta assuma un aspetto di groviglio, che renderebbe difficile la futura raccolta del frutto e ne porrebbe a rischio la salute.

Kiwi: le malattie della pianta

Come ogni vegetale, anche la pianta del kiwi può ammalarsi e subire l’azione patogena di alcuni batteri presenti in natura. Una tra le malattie più temute è la cosiddetta Batteriosi del kiwi, provocata dal batterio Pseudomonas Syringae Actinidiae (PSA). La si può riconoscere immediatamente grazie alla colorazione che fa assumere ai fiori e ai frutti: essi tendono a diventare più scuri, prima marroni e poi neri, accartocciandosi su se stessi e avvizzendo. Le foglie subiscono lo stesso destino, prima si ingialliscono e pian piano si imbruniscono, lasciando comunque un alone giallo a contornare la zona morta. Anche i rami, tronchi e viticci ne sono colpiti, si riempiono di zone infette che producono un essudato (liquido) rossastro. Per evitare che la pianta si ammali bisogna dedicarle le cure di cui sopra, con particolare attenzione al terreno, all’irrigazione, alla potatura e anche alla concimazione. Molto importante, inoltre, un’osservazione attenta e costante degli esemplari nella coltivazione.

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Domande frequenti

  • Quante piante di kiwi devo acquistare per avere frutti?
    Essendo una specie dioica, sono necessarie sia piante maschili che femminili. Le prime servono esclusivamente per l'impollinazione, mentre le seconde producono i frutti. Per piccoli spazi, acquista una coppia (maschio e femmina). Su terreni ampi, puoi piantare fino a cinque piante femmina intervallate da un unico maschio per garantire un'impollinazione efficace.
  • Qual è il momento migliore per piantare il kiwi?
    Il periodo ideale è la primavera. Questa scelta è dettata dalla sensibilità della pianta al freddo: il kiwi teme il gelo, quindi aspettare che le temperature si stabilizzino aiuta la messa a dimora. Evita l'autunno o l'inverno per il trapianto iniziale, poiché le giovani piante rischierebbero danni da basse temperature senza una protezione specifica immediata.
  • Che tipo di terreno e irrigazione necessita il kiwi?
    Il kiwi preferisce terreni ricchi, non calcarei e con pH acido. È fondamentale migliorare il suolo con torba e sabbia per un buon drenaggio. L'irrigazione deve essere costante: il terreno non deve mai asciugare completamente, specialmente in estate. Mantenere l'umidità ambientale tramite reti ombreggianti aiuta a prevenire stress idrico e favorisce una corretta fruttificazione.
  • Quando e come si effettua la potatura del kiwi?
    La potatura principale si esegue dopo la raccolta, tagliando leggermente i rami che hanno prodotto frutti. In estate, dopo la fioritura, valuta di tagliare verticalmente i rami più alti se la chioma diventa troppo fitta e poco aerata. Queste operazioni sono cruciali per evitare che la pianta diventi un groviglio illeggibile, proteggendone la salute e facilitando la raccolta futura.
  • Cos'è la batteriosi del kiwi (PSA) e come si riconosce?
    La PSA è una grave malattia batterica causata da *Pseudomonas syringae* pv. *actinidiae*. Si riconosce rapidamente: fiori e frutti diventano scuri (marroni/néri), si accartocciano e avvizziscono. Le foglie ingialliscono e imbruniscono lasciando un alone giallo intorno alle zone morte. Rami e tronchi presentano lesioni con essudato rossastro. Una buona igiene colturale e osservazione costante sono le migliori difese preventive.

Scheda Tecnica

Actinidia chinensis

Nome scientificoActinidia chinensis
FamigliaActinidiacee
Tipo di piantaRampicante vigoroso a foglia caduca
OrigineCina
EsposizioneOmbreggiata, protetta dai venti forti
Temperatura minimaTemer il gelo, richiede protezione in inverno
TerrenoRicco, ben drenato (torba/sabbia), pH acido, non calcareo
IrrigazioneAbbondante e regolare, terreno sempre umido
FiorituraEstiva
Altezza8 - 10 metri
ConcimazioneStallatico maturo ogni 2-3 anni (autunno/inverno)
PotaturaLeggera sui rami fruttiferi; asportazione rami alti post-fioritura
Malattie e parassitiBatteriosi (Pseudomonas syringae pv. actinidiae/PSA)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede sostegni forti e gestione umidità/pH)

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