Ramo di kiwi

Frutti Minori

Pianta kiwi

La pianta kiwi si adatta benissimo alla coltivazione del nord e centro Italia. È un rampicante con foglia caduca che produce gustosi frutti da raccogliere nel periodo autunnale.

di Redazione

10 novembre 2016

Come annaffiare la pianta di kiwi

Il bisogno di acqua della pianta del kiwi è davvero elevato, questo soprattutto nella prima fase della crescita e per gli arbusti piantati recentemente. Presenta delle radici in superficie con un volume totale scarso, paragonandole alla grandezza della chioma e alla massa di foglie presente. È fondamentale annaffiare da subito dopo averle piantate e regolarmente, specialmente se non ci dovessero essere precipitazioni abbondanti, bisogna bagnare anche quotidianamente. Anche durante i periodi di siccità bisogna annaffiare con molta frequenza, facendo attenzione che il terreno sia sempre idratato. Per questo motivo le coltivazioni molto grandi adoperano degli impianti di irrigazione sotterranei ai quali vengono affiancati vaporizzatori di acqua per rinfrescare le foglie e i frutti durante i periodi più caldi.

Come coltivare il kiwi

La pianta del kiwi soffre il gelo e ama il clima temperato come gli agrumi, quindi se si pianta in una zona dove in inverno la temperatura scende molto, bisogna ricordarsi di coprirla. È infatti consigliabile piantarla in primavera, preparando adeguatamente la buca dove adagiarla.Essendo un rampicante, un luogo molto indicato per la messa a dimora é vicino ad un muro, perché i suoi rami necessitano di un forte sostegno. In ogni caso la pianta ha bisogno di tralicci o fili di ferro sia verticali che orizzontali per svilupparsi. Il fusto principale dovrebbe svilupparsi in verticale, mentre i germogli laterali vanno fatti sviluppare orizzontalmente. Se non c’è rischio di gelate, si potrà lasciare i frutti attaccati alla pianta per tutto l’inverno, raccogliendoli tra dicembre e febbraio.

Come concimare i kiwi

Durante il periodo primaverile è consigliabile mettere superficialmente del letame maturo intorno alla pianta. La pianta del kiwi per fornire una costante produzione di frutti, ha bisogno di molti nutrienti di vario tipo. L’azoto è l’elemento determinante per un’ ottima fruttificazione. Bisogna fornirglielo abbondantemente, soprattutto durante e subito dopo la raccolta dei frutti. In questo modo la pianta del kiwi potrà ricreare le sostanze necessarie per la crescita e la futura fruttificazione l’anno seguente. Molto importanti risultano essere anche il fosforo e soprattutto il potassio. Questi minerali influenzano in modo determinante le dimensioni e la dolcezza e il gusto dei kiwi. Somministrare dei prodotti a base di ferro chelato, aiuta nel caso in cui dovesse presentarsi la clorosi.

Esposizione e possibili malattie

L’esposizione migliore per la pianta del kiwi è al sole. In certi momenti dell’anno però, come durante la stagione estiva, la temperatura può alzarsi troppo e danneggiare la pianta. Per questa motivazione spesso si posizionano sopra le piante dei tessuti leggermente ombreggianti. Purtroppo negli ultimi anni il kiwi è stato colpito dalla batteriosi. Questa malattia è dannosa e si presenta con gocce che diventano di colore rossastro, che provocano delle marcescenze decisamente visibili. L’unico metodo per contrastare la malattia, è quello di tagliare i rami infettati o addirittura eliminare completamente la pianta, bruciando il tutto per evitare la propagazione. Dopo la potatura spalmare sostanze rameiche additive. Non utilizzare le api che potrebbero infettare le altre coltivazioni.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare il kiwi?
    La pianta di kiwi richiede un apporto idrico elevato e costante, specialmente nelle fasi iniziali di crescita e per i giovani esemplari. Poiché possiede un apparato radicale superficiale e poco sviluppato rispetto alla chioma, il terreno deve rimanere sempre idratato. Durante i periodi di siccità o estate calda, è fondamentale annaffiare con molta frequenza, arrivando eventualmente all'irrorazione quotidiana se non piove. Nelle grandi coltivazioni si utilizzano sistemi di irrigazione sotterranea combinati a vaporizzatori per rinfrescare foglie e frutti, prevenendo stress termici.
  • Come devo impostare il sostegno per la pianta?
    Essendo un rampicante vigoroso, il kiwi necessita obbligatoriamente di strutture di sostegno robuste come tralicci o fili d'acciaio disposti sia verticalmente che orizzontalmente. La tecnica corretta prevede di far sviluppare il fusto principale in verticale, mentre i germogli laterali devono essere indirizzati orizzontalmente per ottimizzare l'esposizione solare e la fruttificazione. Un'ottima posizione è accanto a muri o recinti, purché offrano protezione dal vento e supporto meccanico adeguato alla crescita rapida della pianta.
  • Quali fertilizzanti sono necessari per una buona produzione?
    Per garantire una fruttificazione costante, il kiwi richiede molti nutrienti. In primavera si consiglia di distribuire letame maturo sulla superficie del suolo. L'elemento chiave è l'azoto, da somministrare abbondantemente durante e subito dopo la raccolta per permettere alla pianta di recuperare energie per l'anno successivo. Fondamentali sono anche il fosforo e, soprattutto, il potassio, che influenzano direttamente dimensione, dolcezza e sapore dei frutti. In caso di ingiallimento delle foglie, possono essere utili integratori di ferro chelato contro la clorosi.
  • Cosa fare se compaiono gocce rossastre sui rami?
    Le gocce di colore rossastro indicano probabilmente la presenza della batteriosi, una malattia grave e dannosa per il kiwi che causa marcescenze visibili. Non esiste una cura chimica efficace una volta contratta: l'unica soluzione è intervenire tempestivamente tagliando i rami infetti. Nei casi gravi, potrebbe essere necessario eliminare completamente la pianta e bruciarne i residui per impedire la diffusione del patogeno alle colture vicine. Dopo ogni intervento di potatura, è raccomandato applicare sostanze rameiche additive sulle ferite per proteggere la pianta.
  • Quando si raccolgono i frutti di kiwi?
    La raccolta avviene generalmente nel periodo autunnale, ma il momento preciso dipende dal clima locale e dalla resistenza al gelo della zona. Se la pianta è coltivata in aree prive di rischi di gelate invernali, i frutti possono rimanere attaccati alla pianta per tutto l'inverno, permettendo una raccolta scalare che si protrae fino a dicembre o febbraio. Questo prolungamento della permanienza sui rami è possibile solo se le temperature non scendono sotto livelli critici che potrebbero danneggiare il frutto o la vegetazione.

Scheda Tecnica

FamigliaActinidiaceae
Tipo di piantaRampicante deciduo
OrigineAsia orientale
EsposizionePieno sole (con ombreggiamento estivo)
Temperatura minimaSoffre il gelo intenso; preferisce climi temperati
TerrenoFresco, umido, ben drenato, ricco di nutrienti
IrrigazioneElevata e regolare; terreno sempre idratato
AltezzaRampicante vigoroso (sostegno necessario)
ConcimazioneLetame maturo in primavera; azoto, fosforo, potassio post-raccolta
PotaturaFormazione verticale del fusto e orizzontale dei germogli laterali
Malattie e parassitiBatteriosi (gocce rossastre); clorosi ferrosa
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede gestione idrica e supporto)

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