Coltivare goji

Tecniche di coltivazione

Il goji è una pianta da frutto delicata, ma con qualche accorgimento può crescere anche in climi meno temperati. L'arbusto si sviluppa fino a 2-3 metri in altezza e avrà bisogno di spazio per sviluppare le radici. Se viene piantato in vaso, questo deve essere sufficientemente grande da poterne garantire la crescita. Il terreno di coltura più indicato per coltivare il goji è quello sabbioso, meglio se composto da argilla e torba, e ben drenato. Il goji predilige la luce, va quindi posto al sole. Resiste bene alle temperature rigide ma in inverno è meglio proteggerne la base o trasferire il vaso in un luogo protetto. La messa a dimora in piena terra necessita di una buca profonda 30-40 cm, larga tre volte il diametro del vaso e arricchita sul fondo di concime organico. Per un miglior attecchimento bagnare la zolla prima di introdurre le radici nella buca e annaffiare la pianta una volta interrata. Per ottenere uno sviluppo rigoglioso é bene concimare l'arbusto, ogni primavera, usando un composto ricco di azoto e potassio. Dopo 4-5 anni la pianta delle bacche di goji raggiungerà la piena maturità.
Pianta di goji

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Raccolta e mantenimento dei frutti

Raccolta dei frutti di goji La pianta di goji fiorisce nei mesi estivi, tra maggio e luglio. In questo periodo è necessario annaffiare la pianta frequentemente, senza esagerare. Per favorire la vegetazione, sarà inoltre necessario diradare periodicamente il cespuglio eliminando i rami più vecchi. Potando la pianta alla fine di maggio si avranno frutti di dimensioni più grandi, dal momento che prenderanno più luce. Se la pianta è coltivata in vaso, è bene spostarla all’aperto ai primi caldi, per favorire la fioritura. I frutti giungono a completa maturazione a fine estate, periodo ideale per la raccolta. Questa operazione richiede particolare attenzione, perché l'arbusto è dotato di spine e si corre il rischio di graffiarsi o pungersi, se non si usano gli appositi guanti. Le bacche mantengono integre le loro preziose proprietà sia che vengano consumate fresche che essiccate. Nel secondo caso, possono durare fino al successivo raccolto.

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    Malattie e parassiti

    Foglia di goji malata Sebbene il goji sia una pianta molto rustica, è ugualmente necessario fare attenzione all'attacco di malattie e parassiti. All'inizio della primavera, prima della fioritura, è bene praticare un trattamento preventivo con un insetticida e un fungicida ad ampio spettro. Il fungo più insidioso per il goji è sicuramente l'oidio, chiamato anche mal bianco. Si distingue perché ricopre il fogliame di un velo polveroso di colore biancastro. In questo caso, prima che si formino le necrosi, bisogna intervenire con prodotti a base di zolfo. I casi di ruggine sono piuttosto rari, ma se si manifestasse è indicato il rame. Per quanto riguarda gli insetti, è possibile che durante la stagione calda possano comparire acari o afidi, soprattutto sui nuovi germogli. Anche qui è meglio intervenire subito spruzzando dei prodotti specifici. Lumache e limacce, infine, sono molto ghiotte delle foglie di goji e vanno contrastate posizionando attorno alla pianta i prodotti a base di metaldeide.


    Coltivare goji: Proprietà ed utilizzi

    Goji a colazione Le proprietà delle bacche di goji sono state dimostrate da studi scientifici. Ricche di antiossidanti, aiutano a combattere gli effetti dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento delle cellule. Contengono una quantità di Vitamina C superiore a quella delle arance, sono ricche di calcio, ferro e proteine. Il contenuto di vitamine del gruppo B, di sali minerali e di acidi grassi essenziali completano il quadro nutrizionale. Le bacche di goji aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo, i trigliceridi e la pressione sanguigna, contribuendo così al buon funzionamento dell'apparato cardiocircolatorio. La dose massima consigliata è di circa 3 cucchiai al giorno per gli adulti, di 3 cucchiaini per i bambini. Le bacche possono essere consumate sia fresche che essiccate. Sono ottime a colazione, aggiunte allo yogurt o al latte con i cereali, o come ingrediente nella preparazione di dolci e budini. Ognuno troverà, a seconda dei gusti, la sua ricetta ideale, l'importante è non eccedere nel consumo.


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