Messa a dimora

Piccoli Frutti

Coltivare mirtilli

Nel mondo variopinto dei piccoli frutti di sottobosco, il mirtillo si distingue per le sue bacche tonde, violacee, ricchissime di proprietà benefiche e dal gradevolissimo sapore. Coltivare mirtilli è piuttosto semplice, bastano alcune accortezze e soprattutto un suolo adatto.

di Redazione

02 settembre 2014

Messa a dimora

L'aspetto più importante da valutare è il tipo di suolo a disposizione dal momento che l'arbusto, per crescere sano, necessita di un terreno acido (pH tra 4.5 e 5.5). Le piante vengono messe a dimora tra ottobre e maggio in buche distanti circa 80 cm e profonde 50-60 cm. La terra deve essere arricchita con letame e terriccio di foglie decomposte o torba. Vanno esposte in pieno sole, nelle zone a clima temperato, a mezz'ombra nelle zone caratterizzate da estati molto calde. Il mirtillo non teme il freddo e predilige un terreno umido. Va però tenuto al riparo dal vento, che causa la rapida evaporazione dell'acqua dalle radici. Per mantenere umido il terreno è consigliato porre aghi di pino, corteccia o foglie secche, attorno alla pianta.

Cure colturali

I primi due anni dalla messa a dimora la pianta di mirtillo lavorerà di radici e di conseguenza la fruttificazione sarà modesta. In questo periodo le potature si devono limitare allo sfoltimento dei rami laterali bassi. Negli anni successivi andranno invece tagliati i rami deboli, quelli rovinati e quelli a crescita scomposta. L'irrigazione è molto importante, in quanto le radici devono essere mantenute al fresco, soprattutto durante la fioritura e il periodo della raccolta dei frutti, facendo attenzione a non creare ristagni d'acqua. La concimazione in genere non è necessaria, ma se si dovesse riscontrare un impoverimento del terreno si può intervenire con un fertilizzante ricco di ferro. Il periodo ideale per la concimazione è quello compreso tra la caduta delle foglie e la ripresa vegetativa. phys.org

Raccolta

Il primo anno dopo la messa a dimora, per ottenere negli anni successivi una produzione ottimale di bacche, è necessario rimuovere tutti i fiori dalla pianta, per favorire lo sviluppo dell'apparato radicale. Il mirtillo fiorisce in maggio e fruttifica in luglio-agosto. Nel periodo estate – autunno, quando i frutti hanno raggiunto la completa maturazione, avviene la raccolta. Prima di raccogliere le bacche è importante aspettare che si colorino di blu e diventino molto dolci, dal momento che una volta staccate dalla pianta si interrompe il processo di maturazione. E' inoltre opportuno proteggerle dagli uccelli con una rete apposita. La raccolta può essere effettuata manualmente, con l'aiuto di appositi rastrellini, o meccanicamente, nel caso di grandi produzioni. galleryhip.com

Malattie e parassiti

Coltivare mirtilli: malattie e parassiti. Normalmente l'arbusto non viene attaccato dai parassiti ed è resistente alle malattie. Il mirtillo è molto esigente per quanto riguarda il terreno di coltura e se questo non è adatto avrà una crescita stentata. Infine, se il terreno è calcareo, o presenta un ph elevato, possono insorgere marciumi di colletto e radici e la clorosi ferrica (ruggine), che causano ingiallimento e morte della pianta. Recentemente è stato osservato un nuovo patogeno, lo Pseudomonas syringae, un batterio che provoca delle piccole lesioni sui rami di un anno, osservabili in inverno. Alle lesioni spesso si accompagnano emissioni gommose. Per controllare questa malattia è importante asportare e distruggere i rami malati prima dell'arrivo delle piogge autunnali, che creano la condizione ideale per la diffusione del batterio.

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Domande frequenti

  • Qual è il pH ideale del terreno per coltivare i mirtilli?
    Il mirtillo richiede tassativamente un terreno acido per crescere sano e produrre abbondantemente. Il valore di pH ottimale si colloca tra 4.5 e 5.5. Terreni alcalini o calcarei provocano rapidamente clorosi ferrica (ingiallimento fogliare) e marciumi radicali, portando spesso alla morte della pianta. È fondamentale verificare l'acidità del suolo prima della messa a dimora e correggerla utilizzando torba acida o zolfo agrario se necessario.
  • Quando e come si raccolgono i frutti di mirtillo?
    La raccolta avviene generalmente tra luglio e agosto, quando le bacche hanno assunto un colore blu intenso e sono dolci. A differenza di molti altri frutti, i mirtilli non continuano a maturare dopo la raccolta: se raccolti acerbi rimarranno aspri. Si consiglia di attendere la piena maturazione e proteggere la pianta con reti anti-uccello. La raccolta può essere manuale o meccanica, a seconda della dimensione del giardino.
  • Come si gestiscono le potature nei primi anni di vita?
    Nei primi due anni, la pianta investe energie nello sviluppo radicale; la potatura va limitata allo sfoltimento dei rami laterali bassi. Al primo anno, per ottimizzare la produzione futura, è consigliabile rimuovere tutti i fiori. Negli anni successivi, si procede eliminando i rami deboli, danneggiati o a crescita scomposta, mantenendo la struttura aperta per favorire l'illuminazione e l'aerazione interna della chioma.
  • Quali problemi fitosanitari possono colpire il mirtillo?
    Generalmente resistente, il mirtillo soffre principalmente se il terreno non è acido, sviluppando clorosi ferrica o marciumi. Un problema recente è l'infezione da *Pseudomonas syringae*, un batterio che crea lesioni ramificate e emissione di gomma sui rami giovani in inverno. Per contenere la malattia, è essenziale asportare e bruciare i rami infetti prima delle piogge autunnali, che favoriscono la diffusione del patogeno.
  • Quale irrigazione e pacciamatura sono indicate per il mirtillo?
    Le radici superficiali del mirtillo temono la siccità e il calore eccessivo. È fondamentale mantenere il terreno costantemente umido, specialmente durante fioritura e fruttificazione, evitando però i ristagni idrici che causano marcescenza. La pacciamatura con aghi di pino, corteccia o foglie secche è altamente raccomandata: mantiene l'umidità, raffredda il suolo e acidifica gradualmente il terreno man mano che si decompone.

Scheda Tecnica

FamigliaEricacee
Tipo di piantaArbusto
OrigineSottobosco temperato
EsposizionePieno sole o mezz'ombra (zone calde)
Temperatura minimaResistente al freddo
TerrenoAcido (pH 4.5-5.5), umido, ricco di materia organica
IrrigazioneFrequente, mantenere radici fresche, evitare ristagni
FiorituraMaggio
ConcimazioneNon necessaria, eventuale fertilizzante ricco di ferro
PotaturaSfoltimento rami bassi (anni 1-2), taglio rami deboli/vecchi (anni successivi)
Malattie e parassitiClorosi ferrica, marciumi colletto/radici (su terreni alcalini), Pseudomonas syringae
Difficoltà di coltivazioneMedia (esige terreno acido corretto)

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