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Concime

18 46 concime

Il concime può esistere in tante formulazioni, ognuna utile per una determinata pianta e per un certo periodo. Vediamone una in particolare, la scoprirete utilissima.

di Redazione

11 luglio 2014

Concimazione

Le concimazioni sono delle pratiche fondamentali per la nutrizione delle piante che coltiviamo e per il miglioramento del terreno che utilizziamo per le coltivazioni. Esistono vari tipi di concimazioni, possono essere utilizzati sia fertilizzanti chimici che naturali. Quelli chimici sono i concimi che derivano dalle reazioni chimiche e dalle lavorazioni industriali; quelli naturali invece sono concimi che derivano da sostanze presenti in natura. I concimi si dividono ulteriormente in concimi semplici e concimi complessi, quelli complessi sono composti o da tre elementi (ternari) o da due elementi (binari). Fondamentalmente gli elementi che costituiscono i concimi sono l’Azoto, il Fosforo ed il Potassio. Tra i concimi binari c’è anche il concime 18 46 conosciuto come “fosfato biammonico”.

Concime 18 46

Il fosfato biammonico è costituito da due elementi: l’azoto ed il fosforo. L’azoto è presente in forma ammoniacale nella percentuale del 18%; il fosforo invece è presente in quantità maggiore, ovvero il 46%. Il concime 18 46 ha una consistenza solida e granulare ed è di colore marrone. La decomposizione di questo fertilizzante avviene solo in ambienti in cui la temperatura supera i 150°C. Nonostante la sua consistenza solida è possibile scioglierlo in acqua anche se rilascia delle quantità di sostanza insolubili. Il consiglio, però, è quello di non utilizzarlo con le concimazioni contestuali alle annaffiature. Questo tipo di concime rientra tra i fertilizzanti a lento rilascio, infatti l’azoto è in forma ammoniacale e quindi lo ione ammonio viene metabolizzato dai batteri presenti nel suolo e poi trasformato in proteine.

Usi

Generalmente, questo tipo di concime, viene utilizzato per le concimazioni di cereali. Più che altro viene usato per le concimazioni del fondo, ovvero quelle che riguardano il suolo. Alcuni coltivatori utilizzano il concime 18 46 per una doppia concimazione: la prima è quella di fondo e la seconda è quella durante la coltura. In questo modo si sfruttano gli effetti benefici dell’azoto in fase di impianto e del fosforo in fase di coltivazione. Nelle zone in cui le temperature sono molto elevate si consiglia di utilizzare questo concime in un’unica soluzione durante la fase di pre impianto o pre semina. Le dosi di questo tipo di concime da somministrare alle piante vanno stabilite in base a tre situazioni: alla tipologia di coltivazione, alla condizioni climatiche e alle caratteristiche del terreno utilizzato. Per saperne di più riguardo al terreno che utilizzeremo per le coltivazioni basta effettuare delle analisi e conoscere tutti gli elementi di cui è composto.

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Domande frequenti

  • Cosa significano i numeri 18-46 nel concime?
    I numeri indicano la percentuale in peso dei nutrienti principali. Nel caso del concime 18-46, noto anche come fosfato biammonico, il primo numero (18) rappresenta l'azoto totale sotto forma ammoniacale, mentre il secondo (46) indica la percentuale di fosforo (P2O5 solubile). È un fertilizzante complesso binario, privo di potassio, ideale per fornire azoto e fosforo in concentrazioni elevate.
  • Come e quando va applicato il concime 18-46?
    Si utilizza principalmente per la concimazione di fondo, cioè prima della semina o del trapianto, per migliorare il suolo. Può essere impiegato anche in doppia concimazione: una parte a inizio ciclo e il resto durante la crescita. In zone ad alte temperature è preferibile l'applicazione unica in fase pre-impianto. Le dosi variano in base al tipo di coltura, al clima e all'analisi del terreno.
  • Può essere sciolto in acqua per l'irrigazione?
    Tecnicamente è possibile scioglierlo in acqua, ma non è consigliato mescolarlo direttamente con le annaffiature. Il concime 18-46 rilascia sostanze insolubili durante la dissoluzione. Inoltre, trattandosi di un fertilizzante a lento rilascio dove l'azoto ammoniacale deve essere metabolizzato dai batteri del suolo, l'applicazione diretta al terreno garantisce una migliore assimilazione rispetto all'uso irriguo misto.
  • Quali piante beneficiano maggiormente di questo concime?
    L'uso principale è documentato per le concimazioni dei cereali, grazie all'elevato contenuto di fosforo necessario per lo sviluppo radicale iniziale. Tuttavia, la sua efficacia dipende dall'analisi del suolo: è indicato per carenze specifiche di fosforo e azoto ammoniacale. Non contiene potassio, quindi non è adatto come fertilizzante completo per tutte le piante senza integrazione di altri nutrienti.

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