Albero di Acacia

Alberi Latifolie

Alberi italia

Gli alberi latifoglie appartengono alla specie delle Angiosperme, che apparve sulla terra circa 130 milioni di anni fa, durante il periodo cosiddetto Cretaceo. Le latifoglie si contrappongono alle aghifoglie. Hanno foglie larghe anziché aghiformi. Sono alberi in Italia molto diffusi.

di Redazione

06 novembre 2014

Alberi latifoglie a-b

Acacia. È un albero la cui altezza è compresa tra i 4 e i 12 m. La sua chioma, durante la crescita, arriva ad assumere la forma ad ombrello. Il fusto dell’albero cresce eretto. Quando la pianta è giovane, la corteccia risulta di un verde che tende al grigio, poi, una volta cresciuta, la corteccia prende una sfumatura decisamente più scura. Le foglie, caduche, lisce e di un verde luminoso, sono larghe dai 15 ai 25 cm e lunghe dai 20 ai 40. Agrifoglio. È un albero di dimensioni modeste. Può essere alto fino a 15 m. Lo caratterizza una crescita piuttosto lenta ma, in compenso, vive moltissimo, sino ai 300 anni e oltre. Il fusto dell’albero è eretto e ramificato, il suo diametro può andare dai 60 ai 70 cm. Ha foglie sempreverdi, lunghe dai 6 ai 12 cm e larghe fino a 5. Betulla. Albero di grandi dimensioni, può arrivare a raggiungere i 25 m di altezza. Si sviluppa molto rapidamente e non è molto longevo, vive dagli 80 ai 100 anni. La betulla è caratterizzata da un tronco slanciato e dritto che non supera i 50 cm di diametro. Ha corteccia liscia e bianca. La chioma di solito ha forma ovale. Le foglie sono caduche, lunghe dai 5 ai 6 cm e larghe 3.

Alberi latifoglie c-e

Canfora. La canfora è verde per tutto l’anno, ed è questo uno dei motivi della sua bellezza. Ha un fusto massiccio che può raggiungere 35 m d’altezza. La corteccia è marrone. Le foglie sono coriacee e d’un verde lucido che le rendono particolari. Quando spuntano, però, queste foglie hanno un colore rosso lucido. Castagno. Albero originario dell’area mediterranea, raggiunge i 30 o i 35 metri in altezza. Il frutto, come tutti sappiamo, è la castagna, ricoperta dal cosiddetto riccio che la protegge durante la crescita. Il castagno presenta una corteccia marrone, liscia durante la giovinezza, diventa più rugosa in età adulta. Eucalipto. È un albero sempreverde. Alcuni esemplari raggiungono altezze notevoli, nel loro paese d’origine che è l’Australia. Si parla di alberi alti sino ai 90 m. quest’albero possiede foglie aromatiche di un colore grigio-verde. Esistono diverse specie di Eucalipto, ognuna con caratteristiche specifiche.

Alberi latifoglie f-m

Faggio. Molto comune e importante in Italia, presente nei boschi degli Appennini e delle Alpi. Raggiunge i 40 m d’altezza. Il fusto arriva a misurare i 250 cm di diametro. Non vive molto, non superando i 300 anni d’età. Ha un tronco dritto e slanciato. La chioma è ampia. Le foglie possono essere lunghe dai 4 ai 9 centimetri. Ficus. Di solito può capitare di trovare dei ficus in appartamento, piantati in vaso. Ma nei climi adatti, e cioè nel Sud Italia, esso può essere coltivato all’aperto e qui, l’albero, raggiunge anche i 30 m d’altezza. I vari tipi di ficus possono avere foglie sempreverdi o no. Ippocastano. L’altezza dell’ippocastano può raggiungere i 30 m d’altezza. Ha una chioma compatta a forma di piramide e ampia. Ha un tronco robusto che diventa sempre più nodoso man mano che l’albero cresce. Fiorisce nei mesi di aprile e maggio. Le radici restano, per la gran parte, in superficie. Magnolia. Ne esistono due tipi: una a foglie caduche e una a foglie permanenti. Questo è un albero molto apprezzato come ornamento da giardino per la grande bellezza dei suoi fiori. Non è adatta a climi freddi e inverni rigidi.

Alberi latifoglie n-s

Noce. È un albero dall’aspetto imponente. Le radici sono molto robuste e arrivano a parecchia profondità ancorandosi saldamente. Le foglie della pianta sono caduche. Pioppo. Può raggiungere i 22 metri d’altezza e il fusto arriva a una circonferenza i due metri e mezzo, se in condizioni ottimali. Ha corteccia liscia, soprattutto quando l’albero è ancora giovane. Le foglie hanno una forma circolare. Rovere. Albero maestoso e massiccio che sfiora anche i 50 metri d’altezza, con un tronco il cui diametro può arrivare a misurare fino a 1 o 2 metri. Ha un tronco diritto e robusto. Una chioma densa. Il frutto di quest’albero è una ghianda. Salice. Anzitutto è un albero molto facile da coltivare perché non necessita di cure molto particolari. Spontaneamente, comunque, crescono soprattutto in prossimità dei corsi d’acqua. I salici hanno quella caratteristica e ben nota chioma i cui rami scendono dolcemente verso il basso, sino a carezzare il terreno.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra alberi latifoglie e aghifoglie?
    La distinzione fondamentale risiede nella morfologia fogliare: gli alberi latifoglie possiedono foglie ampie e piatte, tipiche delle Angiosperme, mentre le aghifoglie presentano foglie trasformate in aghi sottili e resistenti. Questa differenza strutturale riflette adattamenti evolutivi diversi, con le latifoglie apparse circa 130 milioni di anni fa durante il Cretaceo. In Italia, le latifoglie sono estremamente diffuse e rappresentano la maggior parte della vegetazione arborea spontanea e ornamentale, distinguendosi chiaramente dalle conifere per la larghezza e la forma delle loro lamine fogliari.
  • Quanto possono crescere in altezza gli alberi latifoglie più grandi citati nell'articolo?
    Le dimensioni variano significativamente tra le specie. L'Eucalipto, originario dell'Australia, può raggiungere altezze notevoli fino a 90 metri. Tra le specie autoctone o comuni in Italia, il Rovere può sfiorare i 50 metri, seguito dal Faggio e dalla Canfora che arrivano a 40 metri. Altri esempi imponenti includono il Castagno e l'Ippocastano, entrambi capaci di superare i 30 metri. Al contrario, specie come l'Acacia rimangono più contenute, variando tra i 4 e i 12 metri, dimostrando come la grandezza dipenda fortemente dalla specifica natura botanica della pianta.
  • Quali alberi latifoglie sono adatti alla coltivazione in vaso o in appartamento?
    Il Ficus è l'esempio principale di latifoglia spesso coltivata in vaso all'interno delle abitazioni grazie alla sua adattabilità. Tuttavia, nelle regioni del Sud Italia dove il clima è favorevole, il Ficus può essere trapiantato all'esterno e sviluppare dimensioni arboree consistenti, arrivando fino a 30 metri. Altre specie menzionate, come la Magnolia, sono apprezzate come ornamento da giardino ma richiedono climi miti, evitando inverni rigidi. Per la maggior parte delle altre latifoglie elencate, come querce, tigli o aceri, la coltivazione in vaso è limitata a giovani esemplari o forme nane, poiché tendono a sviluppare apparati radicali e strutture troppo vaste per contenitori domestici standard.
  • Come si comportano le latifoglie rispetto alla caduta delle foglie?
    Il comportamento delle foglie varia in base alla specie e all'adattamento climatico. Molte latifoglie italiane sono decidue, ovvero perdono le foglie in autunno-inverno per conservare energia; esempi includono Acacia, Betulla, Faggio, Noce e Pioppo. Altre specie, invece, sono sempreverdi e mantengono il foliage tutto l'anno, garantendo una presenza verde costante; tra queste vi sono l'Agrifoglio, la Canfora, l'Eucalipto e alcune varietà di Ficus e Magnolia. Questa diversità permette di scegliere piante in base all'estetica desiderata e alla resistenza alle stagioni fredde, con le sempreverdi che offrono protezione visiva anche durante i periodi invernali.
  • In quali ambienti naturali crescono spontaneamente molte di queste latifoglie italiane?
    Molte latifoglie sono ben adattate agli ecosistemi forestali italiani. Il Faggio, ad esempio, è molto comune e caratteristico nei boschi delle Alpi e degli Appennini, formando estese faggete. Il Salice mostra una forte predilezione per gli ambienti umidi, crescendo spontaneamente soprattutto in prossimità di corsi d'acqua e zone paludose. Il Castagno, originario dell'area mediterranea, prospera in climi temperati. Queste associazioni evidenziano come la scelta della latifoglia debba considerare l'habitat naturale: specie come il Salice necessitano di umidità, mentre il Faggio tollera meglio le quote montane e i climi più freschi delle catene appenniniche e alpine.

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