Ginkgo biloba pianta

Ginkgo biloba pianta

Il ginkgo biloba è un albero molto affascinante, originario della Cina, ma molto diffuso in tutta Europa e anche in Italia; le sue origini sono antichissime, infatti questo albero è sopravvissuto lungo le ere geologiche, dal premiano (250 milioni di anni fa), fino ad oggi. La specie è l'unica sopravvissuta del genere delle Ginkgoacee, e già il suo particolare aspetto ci indica le sue caratteristiche del tutto peculiari. Il Ginkgo biloba è una gimnosperma, come l'abete o il cipresso, e in sostanza le sue particolari foglie sono più simili per struttura interna agli aghi di pino che alle larghe foglie del pioppo; infatti sono ricoperte da una sostanza cerosa. La forma è quella di un piccolo ventaglio, di colore verde chiaro, che diviene giallo oro in autunno, prima che cadano; per tutto l'inverno la pianta rimane completamente spoglia, a rivelare la corteccia, che appare coriacea e fessurata negli esemplari adulti. Un ginkgo biloba può vivere per molti decenni, e raggiungere agevolmente i 25-30 metri di altezza in un giardino cittadino; in natura questi alberi divengono maestosi e raggiungono i 40 m di altezza.
Foglie di Ginkgo in autunno

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Fiori e frutti del Ginkgo biloba

Falsi frutti di ginkgo Trattandosi di una gimnosperma, il ginkgo biloba non produce fiori e frutti come le comuni angiosperme; i fiori in effetti sono degli strobili, simili alle infiorescenze dell'abete. Il Ginkgo è una pianta dioica, ciò significa che esistono esemplari che portano solo infiorescenze femminili, ed esemplari con solo infiorescenze maschili; se non ci sono esemplari di sesso diverso nelle vicinanze, gli esemplari femminili non produrranno frutti. Visto che non possiedono fiori colorati, nettare zuccherino, o altro metodo per attirare gli insetti, l'impollinazione avviene attraverso il passaggio del vento, si dice quindi anemofila. Se l'impollinazione ha avuto luogo, negli esemplari di sesso femminile si formano dei falsi frutti, costituiti da un seme duro ricoperto da una polpa compatta e fondente, che ha un odore nauseabondo e insopportabile. Trattandosi di alberi di grandi dimensioni, un singolo esemplare femminile può produrre migliaia di frutti; vista la polpa disgustosa, si consiglia di allevare esemplari maschili, in modo da non dover trattare con una grande quantità di frutti marcescenti.

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    Coltivare un Ginkgo biloba

    Ginkgo biloba adulto Questi alberi maestosi provengono dalla Cina e dall'Asia; da qualche centinaio di anni vengono coltivati anche in Italia, e a testimonianza di questo si può ammirare un esemplare di ginkgo che venne piantato nell'Orto Botanico universitario di Padova nel 1750, e ancora oggi verdeggia con i suoi maestosi rami. Sono alberi di facile coltivazione, tanto che in alcune zone d'Italia vengono utilizzati come alberature stradali; amano posizioni soleggiate, ma tollerano la mezz'ombra presente tra le case. Necessitano di un terreno leggermente acido, ma non dimostrano grandi problematiche anche in terreni alcalini; non sopportano però terreni pesanti, e ricchi di argilla, che impediscono alle radici il corretto sviluppo. gli esemplari giovani vanno posti a dimora lavorando bene il terreno, e vanno annaffiati durante i mesi caldi, ogni volta che il terreno risulta asciutto. Una volta a dimora per alcuni anni, i Ginkgo non necessitano di cure di alcun tipo, perché si accontentano dell’acqua fornita dalle precipitazioni.


    Potature, malattie, cure particolari

    Ginkgo biloba Il Ginkgo biloba è un albero che si è ben adattato a vivere in Italia; come avviene per le conifere, gli esemplari più giovani tendono a produrre ramificazioni parallele al suolo, ma invecchiando l'aspetto della chioma diviene più complesso, e i rami tendono a salire verso l'alto ed a formare una sorta di forma a fiammella, molto decorativa. Generalmente si tende a non potare i rami del ginkgo, perché la pianta non ama particolarmente questa pratica, e nel corso degli anni tende ad assumere una forma molto equilibrata, che non necessita di venire contenuta. In linea generale sono piante libere dall'attacco dei parassiti, soprattutto se coltivate in luoghi adatti al loro sviluppo; difficilmente vengono attaccate da parassiti fungini o da insetti di alcun tipo. Si tratta quindi di un albero molto facile da coltivare, adatto anche ai giardini di scuole o parchi; l'unico problema sono i falsi frutti, con il loro odore penetrante: in genere si sceglie di coltivare solo esemplari maschili, ma è difficile determinare il sesso di un albero, se non attendendo che fiorisca e fruttifichi.



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