Ippocastano

Alberi Latifolie

Ippocastano

L'ippocastano, della famiglia delle Sapindaceae, è un albero coltivato in Europa prevalentemente a scopo ornamentale.

di Redazione

09 gennaio 2017

L'irrigazione

L'ippocastano va irrigato quando il terreno si presenta del tutto asciutto; non ha bisogno di un'elevata quantità di risorse idriche, soprattutto durante la stagione invernale ed in particolare se le precipitazioni sono costanti. Nel corso dell'estate, invece, le annaffiature devono essere regolari, specialmente se l'albero è giovane e necessita quindi di maggiori attenzioni; saranno sufficienti, comunque, un paio di secchi d'acqua. Si raccomanda di evitare fastidiosi ristagni idrici, provocati da una sovrabbondante umidità. L'irrigazione per aspersione è l'ideale, poiché permette di fornire acqua alla pianta in maniera controllata e con un significativo risparmio di risorse, e consente di bagnare il terreno in superficie o in profondità; tale metodo è detto anche a goccia e prevede l'utilizzo di gocciolatori.

Come coltivare

Questo albero imponente e maestoso si moltiplica attraverso la semina; i semi devono essere collocati in appositi contenitori e ricoperti di terriccio, e vanno trapiantati in giardino l'anno successivo, preferibilmente nella stagione autunnale. La pianta non ha necessità di un particolare terreno, essendo resistente e capace di crescere anche in maniera spontanea; il suolo, tuttavia, deve risultare ben drenato, in modo da scongiurare i ristagni d'acqua. È importante effettuare la potatura per rimuovere i rami secchi o malati, ed è indispensabile eliminare tutti i resti, bruciandoli, senza lasciarli mai ai piedi dell'albero: potrebbero, infatti, offrire un riparo agli insetti o ad eventuali funghi. Per prevenire le malattie fungine si suggerisce un trattamento annuale con la poltiglia bordolese.

La concimazione

L'ippocastano va concimato per la prima volta al momento della messa a dimora, con un fertilizzante organico che sia in grado di preparare al meglio il terreno e garantire alla pianta le sostanze nutritive necessarie; possono poi trascorrere anche due anni senza ripetere l'operazione. Successivamente, bisogna fertilizzare l'albero annualmente, se possibile in autunno, con un prodotto che bilanci potassio, azoto e fosforo, i tre essenziali macroelementi. Questi sono fondamentali affinché la pianta non si indebolisca e non vada incontro a clorosi fogliare; il potassio migliora il metabolismo, l'azoto supporta la crescita delle parti vegetative ed il fosforo rafforza l'apparato radicale. Per aiutare i processi di sintesi della clorofilla sono necessari altri elementi, come il manganese ed il ferro.

Esposizione, malattie e parassiti

Per quanto riguarda l'esposizione, questo albero predilige gli ambienti soleggiati ma si sviluppa senza problemi anche a mezz'ombra; è resistente alle intemperie, ma sarebbe preferibile evitare venti intensi. La pianta, in condizioni di elevata umidità, può inoltre andare incontro a malattie fungine come l'antracnosi: essa provoca la formazione di macchie rossastre sulle foglie, che in seguito si seccano e cadono precocemente. Come rimedi si suggeriscono trattamenti a base di rame, da effettuare a partire dagli stadi iniziali della malattia. Sono frequenti, in più, gli attacchi di un parassita chiamato Cameraria ohridella, le cui larve scavano gallerie nelle foglie causandone il deterioramento; questo insetto può essere combattuto con insetticidi specifici autorizzati dal Ministero della Sanità.

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Domande frequenti

  • Come devo irrigare correttamente un ippocastano?
    L'ippocastano richiede irrigazioni regolari solo durante l'estate, specialmente se giovane, utilizzando circa due secchi d'acqua per somministrazione. In inverno, le piogge naturali sono solitamente sufficienti. Il metodo migliore è l'irrigazione a goccia o per aspersione, che permette un controllo preciso dell'acqua. È fondamentale evitare assolutamente i ristagni idrici, poiché il terreno deve essere sempre ben drenato per prevenire marciumi radicali e stress idrico.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti dell'ippocastano?
    Le minacce principali sono l'antracnosi, una malattia fungina che causa macchie rossastre e caduta precoce delle foglie in condizioni di alta umidità, trattabile con prodotti rameici. Un altro nemico comune è la farfalla *Cameraria ohridella*, le cui larve creano gallerie nelle foglie rovinando il fogliame. Per contrastarla si utilizzano insetticidi specifici autorizzati. Inoltre, i residui vegetali vanno sempre bruciati per evitare che ospitino funghi o insetti dannosi.
  • Quando e come concimare l'ippocastano?
    La prima concimazione avviene alla messa a dimora con fertilizzante organico per preparare il terreno. Successivamente, si interviene annualmente, preferibilmente in autunno, con un prodotto bilanciato che contenga azoto, fosforo e potassio. L'azoto favorisce la crescita vegetativa, il fosforo le radici e il potassio il metabolismo generale. Sono utili anche integratori di manganese e ferro per prevenire la clorosi fogliare e mantenere verde intenso il fogliame.
  • Quale esposizione e tipo di terreno preferisce?
    L'ippocastano cresce bene sia in pieno sole che a mezz'ombra, mostrando ottima resistenza alle intemperie, anche se i venti intensi andrebbero evitati. Non è esigente riguardo al tipo di suolo, riuscendo a crescere spontaneamente, ma apprezza terreni profondi e ben drenati. La capacità di drenaggio è cruciale: il terreno non deve mai accumulare acqua stagnante, altrimenti la pianta rischia soffocamento radicale e sviluppo di patologie fungine.
  • Come si moltiplica e pota l'ippocastano?
    La moltiplicazione avviene per semina: i semi vanno posti in contenitori, coperti di terriccio e trapiantati in giardino l'anno successivo, idealmente in autunno. Per la potatura, l'intervento principale consiste nell'eliminare i rami secchi, malati o danneggiati. È essenziale raccogliere e bruciare tutti i residui vegetali tagliati, lasciandoli lontano dalla base dell'albero, per impedire che diventino rifugio per spore fungine o insetti parassiti durante l'inverno.

Scheda Tecnica

Aesculus hippocastanum

Nome scientificoAesculus hippocastanum
FamigliaSapindaceae
Tipo di piantaAlbero latifoglie
OrigineEuropa sudorientale / Balcani
EsposizionePieno sole o mezz'ombra; evita venti forti.
TerrenoBen drenato, fertile, profondo; tollerante ma non gradisce ristagni.
IrrigazioneRegolare in estate, scarsa/inutile in inverno; evitare ristagni.
FiorituraPrimavera (maggio-giugno); infiorescenze bianche/crema a candeliere.
Altezza15-25 metri (fino a 30m in natura).
ConcimazioneOrganica alla messa a dimora; annuale autunnale (N-P-K + microelementi).
PotaturaEliminare rami secchi/malati; bruciare i residui.
MoltiplicazioneSemina (autunnale, trapianto anno successivo).
Malattie e parassitiAntracnosi (funghi rameici), Cameraria ohridella (insetticidi specifici).
Difficoltà di coltivazioneFacile; pianta robusta e adattabile.

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