Acero Oppio in autunno

Alberi Latifolie

Oppio

L'oppio, conosciuto anche come "acero oppio" o "acero campestre", è un albero a foglie caduche che cresce spontaneo nel nostro paese ed è molto diffuso anche in tutto l'emisfero boreale (Asia, Europa e America). L'oppio ha un lento ritmo di accrescimento e con una longevità superiore ai 100 anni.

di Redazione

13 ottobre 2014

Caratteristiche dell'Oppio

L’oppio o acero campestre possiede una chioma tondeggiante e compatta, dal fusto contorto e ramificato.I rami si presentano di colore rossastro, sottili e, rispetto ad altri esemplari di acero, sono coperti da una leggera peluria.Il tronco ha una corteccia bruna e presenta delle piccole placche rettangolari, mentre le foglie (provviste di picciolo) sono caduche, con lobi arrotondati e sono larghe circa 5-8 cm. Il colore verde scuro del fogliame muta secondo le stagioni e, all'approssimarsi dell'inverno, la chioma assume tonalità che va dal giallo al rosso vivo.I fiori sono piccoli, hanno un colore giallo tendente al verde e sono raggruppati in infiorescenze lunghe tra i 7 e i 10 cm. I frutti, invece, sono disamare costituite da due semi alati e ordinati in modo da formare un angolo piatto.

Coltivazione dell'Acero Oppio

L’acero oppio è spesso coltivato come pianta ornamentale nei giardini, nei parchi pubblici, per la formazione di viali ai lati delle strade e per eseguire forestazioni insieme con altre latifoglie e conifere. Le specie più rustiche, tuttavia, si riproducono spontaneamente attraverso i propri semi.L’oppio è un albero che può sopportare operazioni di potatura piuttosto corpose, indispensabili poiché la pianta ha una considerevole tendenza a ramificare a livello della parte basale. Il processo di concimazione si svolge durante l’impianto e, nel corso degli anni, per facilitare una giusta ripresa vegetativa.L’acero oppio non cresce correttamente su terreni completamente asciutti e, quindi, è indispensabile irrigare il terreno quando il suolo comincia a essere poco idratato.

Malattie dell'Acero Oppio

Come tutte le piante, anche l'oppio può andare in contro a malattie provocate da diverse cause. I danni più comuni sono provocati da parassiti e funghi ma, tuttavia, possono essere risolti con una buona prevenzione e attraverso l'impiego dei prodotti giusti.La maggior parte degli alberi di acero campestre può essere aggredita dagli afidi, che rendono il fogliame fuligginoso e vischioso. Questi parassiti succhiano la linfa della pianta e producono dei danni visibili sulle sue foglie. Talvolta accade che le foglie siano macchiate da alcuni segni brunastri, contornati da un alone giallo. Questo problema è determinato da particolari parassiti che colpiscono l’albero soprattutto in estate e possono provocare la completa perdita delle foglie che compongono la sua chioma.

Utilizzi dell'Acero Oppio

L’oppio è una pianta di uso domestico molto frequente perché è possibile ottenere dalla sua linfa uno sciroppo che, oltre a sostituire il comune dolcificante, possiede delle eccellenti proprietà rinfrescanti. I suoi fiori, inoltre, consentono alle api di produrre un ottimo miele e i semi, un tempo, erano tostati e utilizzati per realizzare una bevanda molto simile al caffè.L’oppio possiede molte altre qualità e, ad esempio, è anche indicato come astringente e rinfrescante. La corteccia dell’acero oppio, tra l’altro, è spesso impiegata per curare gli eritemi della pelle tramite decotti applicati direttamente sulla zona interessata.I suoi gemmo derivati, associati ad altre piante, sono indicati per depurare e stimolare il metabolismo, nel trattamento di alcuni tipi di nevralgia e nei casi di colesterolo alto.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali caratteristiche morfologiche dell'acero oppio?
    L'acero oppio (Acer campestre) è un albero deciduo con chioma tondeggiante e compatta, fusto contorto e corteccia bruna con placche rettangolari. I rami sono rossastri e leggermente pelosi. Le foglie, lunghe 5-8 cm, hanno lobi arrotondati e virano dal verde scuro al giallo/rosso in autunno. Produce piccoli fiori giallo-verdi in infiorescenze di 7-10 cm e frutti disamari a forma di ali piatte.
  • Come si coltiva correttamente l'acero oppio in giardino?
    È una pianta rustica adatta a giardini, parchi e viali. Tollera bene la potatura corposa, necessaria per gestire la forte ramificazione basale. Richiede irrigazione regolare quando il terreno si asciuga, evitando la siccità totale. La concimazione è consigliata all'impianto e annualmente per favorire la crescita. Si riproduce facilmente dai semi, germinando spontaneamente in condizioni adatte.
  • quali problemi fitosanitari possono colpire l'acero oppio?
    Le minacce principali includono afidi, che secernendo melata rendono le foglie viscide e nere (fuliggine), e parassiti estivi che causano macchie brune con alone giallo, portando talvolta alla defogliazione. È fondamentale prevenire questi attacchi con trattamenti tempestivi e mantenere la pianta vigorosa. Una buona gestione idrica e nutrizionale riduce lo stress della pianta, aumentandone la resistenza naturale.
  • Quali sono gli usi tradizionali e medicinali dell'acero oppio?
    La linfa produce uno sciroppo rinfrescante e dolcificante. I fiori attirano le api per un miele pregiato; i semi tostati simulavano il caffè. In fitoterapia, la corteccia in decotto cura eritemi cutanei. I gemmi sono usati per depurare, stimolare il metabolismo, trattare nevralgie e abbassare il colesterolo. La pianta ha proprietà astringenti e rinfrescanti riconosciute nella medicina popolare.

Scheda Tecnica

Acer campestre

Nome scientificoAcer campestre
FamigliaSapindaceae
Tipo di piantaAlbero a foglie caduche
OrigineEuropa, Asia, Nord Africa
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFertile, drenato, tollera vari tipi di suolo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni e siccità prolungata
FiorituraPrimavera (fiori piccoli gialli-verdi)
Altezza5-10 metri (fino a 15m)
ConcimazioneAll'impianto e annualmente per la ripresa vegetativa
PotaturaCorposa, preferibilmente a fine inverno, per controllare la ramificazione basale
MoltiplicazionePer seme (spontanea) o talea
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, macchie fogliari fungine
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e longeva (>100 anni)

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