Coltivazione calle: caratteristiche generali
Prima di procedere con l’esplicazione di quelle che sono le tecniche di coltivazione delle calle, è conveniente descrivere quelle che sono le caratteristiche generali di questo fiore. Esso appartiene alla famiglia delle Araceae e al genere Zantedeschia; si tratta di un fiore bulboso sprovvisto di fusto, dove la struttura aerea si sviluppa da un bulbo interrato. La caratteristica principale è data dalla presenza di un fiore che si sviluppa dalla stagione primaverile a quella estiva. Esso presenta un pistillo (chiamato spatice) allungato e di colore giallo attorno al quale è avvolta una foglia di colore bianco che prende il nome di spata. La calla è un fiore originario dell’africa del sud, lo si può notare crescere spontaneamente dalle regioni di capo buona speranza fino all’equatore. In questi luoghi può arrivare a dimensioni massime di circa mezzo metro d’altezza. Adatto sia come fiore ornamentale per il giardino (messo a dimora in prossimità di corsi d’acqua o laghetti) che come fiore reciso per gli ambienti interni.
Coltivazione calle: coltivazione
La coltivazione delle calle deve seguire un iter preciso in quanto non sono esemplari che si adattano a ogni ambiente o pratica colturale. Riguardo alle annaffiature, esse devono avvenire secondo una pratica ben precisa per evitare marciumi del bulbo. La loro frequenza dipende dallo stato vegetativo (dalla presenza o meno delle infiorescenze), dalla zona in cui si trova e dalle condizioni climatiche a cui è sottoposta. In linea di massima, durante la stagione estiva occorre annaffiare almeno 3/4 giorni la settimana; sospenderle durante la stagione invernale e riprenderle in primavera, così da alimentare lo sviluppo delle infiorescenze. Le irrigazioni devono essere lente e praticate o di prima mattina o la sera. Anche dal punto di vista delle concimazioni, le calle sono molto esigenti. Il terreno deve essere fertilizzato sia durante la messa a dimora dei bulbi e sia durante lo sviluppo vegetativo. In quest’ultimo caso, ogni mese bisogna nutrire la pianta con del concime liquido a base di potassio miscelato all’acqua delle annaffiature. La concimazione si sospende nel momento in cui arriva il riposo vegetativo della calla.
Coltivazione calle: riproduzione
Alla tecnica della coltivazione delle calle appartiene la riproduzione. La riproduzione di questa specie floreale avviene mediante divisione dei rizomi da praticare durante la stagione primaverile o estiva. L’impianto dei bulbi può avvenire in piena terra o in vaso. I rizomi possono essere interrati interi o divisi, ciò che importa è che ogni pezzo sia provvisto di almeno due germogli, meglio noti come occhi. S’interrano a una profondità di circa 8/12 centimetri e distanziati tra loro circa 30 centimetri. Se ogni bulbo viene diviso in più pezzi, le zone recise devono essere trattate con dei fungicidi e lasciate all’aria aperta per asciugare circa 18/24 ore prima di essere interrati. Per poter permettere la germogliazione dei bulbi, occorre mantenere una temperatura costante di circa 15 °C,tenere il seminato al riparo dai raggi solari diretti e fare in modo che non si creino dei ristagni idrici.
Coltivazione calle: potatura e malattie
Dopo aver compreso quelle che sono alcune tecniche da conoscere per la coltivazione delle calle, occorre focalizzarsi sulla pratica della potatura e su quelle che sono le principali malattie che possono colpire questi ornamentali fiori, portandoli alla morte. Riguardo alla potatura, come per qualsiasi altro fiore o pianta, è conveniente disinfettare la lama delle forbici. Nel momento in cui le infiorescenze iniziano a perdere vigore e a seccarsi, occorre recidere l’intero gambo a qualche centimetro dalla base di tutta la struttura. Una cattiva cura delle calle o l’attuazione di tecniche colturali errate, possono portare all’insorgenza di malattie o aggressioni per opera di parassiti molto dannosi per questi fiori. Trattandosi di una pianta delicata, la calla, se non prese le giuste precauzioni, può andare incontro a marciume radicale o del colletto. Se è messa a dimora in un terreno non drenato, troppo umido e inzuppato dall’acqua delle annaffiature, può essere soggetta ad attacchi di funghi, cocciniglia, ragnetto rosso e afidi.