Terreno

Bulbi

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Per crescere sani, i bulbi hanno precise esigenze in termini di terreno: tenerne conto influirà sulla qualità del proprio giardino o del proprio angolo verde

di Redazione

22 maggio 2013

Conservazione dei bulbi

Le piante bulbose sono caratteristiche e si differenziano dalle altre specie vegetali non solo, appunto, per la presenza del grosso bulbo dal quale si sviluppano foglie e fiori, ma anche per il loro carattere annuale e la possibilità (consigliata per il benessere della pianta) di rimuovere il bulbo dal terreno alla fine del suo ciclo vegetativo per conservarlo fuori dal terreno e per poterlo poi riutilizzare con l'arrivo della primavera. I bulbi vanno estratti dal terreno con attenzione affinchè non si rovinino, naturalmente una volta che il ciclo vegetativo è giunto al termine, dopo la fioritura e il periodo di massimo sviluppo della pianta. La rimozione dal terreno non è indispensabile tutti gli anni, ma consigliata almeno ogni due o tre, per eliminare i bulbilli che nel frattempo si saranno formati accanto al nucleo principale. I bulbi, una volta estratti dal terreno, devono essere accuratamente ripuliti e conservati o nuovamente nel terreno, ma in un ambiente che risponda alle esigenze climatiche dei bulbi stessi, oppure al di fuori del terreno in un ambiente umido, buio, sufficientemente arieggiato ma comunque riparato e con temperature comprese tra i 15 e i 25 gradi. In questo modo, la stagione successiva i bulbi saranno pronti per tornare nel terreno e dare vita a coltivazioni rinforzate e ancora più rigogliose.

Tipi di terreno

Non tutti i terreni sono adatti ad accogliere qualsiasi bulbo: tenere conto delle caratteristiche delle specie che si desidera coltivare e del terreno a disposizione è il primo passo per riuscire a creare uno spazio fiorito. Il primo fattore da tenere presente è la qualità del terreno, che non deve essere “contaminato” dalla presenza di ghiaia o sassi: per la corretta crescita dei bulbi è necessario ricorrere ad un terreno che sia omogeneo e allo stesso tempo ben drenante. I bulbi, infatti, patiscono particolarmente l'umidità, di conseguenza il terreno non deve favorire i ristagni idrici. Il terreno ottimale è quindi ben setacciato, estremamente permeabile e di natura argillosa: meglio evitare i tipi di terreno calcareo, che non favorirebbero lo sviluppo delle piante. Caratteristiche più specifiche possono legarsi alle esigenze delle singole piante, anche se in linea generale questi criteri possono essere considerati validi per le bulbose, sia che vengano posizionate in vaso sia invece che si scelga di disporle direttamente nel terreno del proprio giardino. Terreni ricchi di silicio sono ideali e, in linea generale, i migliori per accogliere i bulbi: ad ogni modo, per terreni non ottimali è possibile provvedere con una corretta concimazione, purché non siano presenti caratteristiche del tutto dannose per i bulbi stessi.

Interrare i bulbi

Il periodo ottimale per interrare i bulbi è quello primaverile, nei mesi di marzo e aprile, quando il clima non è troppo freddo e in tempo per la fioritura estiva. Per i bulbi a fioritura primaverile, invece, la messa a dimora deve avvenire nel periodo autunnale, in modo tale che i freddi dell'inverno arrivino quando la pianta ha già sviluppato le prime radici. Al di là delle indicazioni generali, ad ogni modo, è consigliabile tenere conto della fascia climatica d'appartenenza e delle caratteristiche specifiche della specie che si decide di coltivare, individuando così il periodo ottimale. Solitamente si sceglie di interrare più bulbi in posizione ravvicinata, per dare vita ad uno spazio fiorito ricco di colore: nel fare questo, però, è importante tenere comunque conto dello sviluppo radicale: ad esso deve essere garantito sufficiente spazio affinchè i singoli bulbi non si soffochino a vicenda, soprattutto se si programma di non rimuovere le singole piantine per un paio di anni. Anche la profondità è molto importante e varia a seconda della specie che si decide di piantare: una regola generale può essere quella di piantare i bulbi ad una profondità doppia rispetto all'altezza del bulbo stesso.

Concimazione

Dalla qualità del terreno, dalla giusta profondità della messa a dimora e dallo svolgimento di queste attività nel giusto periodo dell'anno dipende in larga parte la crescita della pianta. Se le ultime due caratteristiche dipendono esclusivamente da chi si occupa dei lavori e possono essere eseguite senza particolari vincoli, non sempre questo vale anche per il terreno: a volte ci si ritrova ad avere a che fare con un terreno, soprattutto in giardino, non per forza ottimale pur senza voler comunque rinunciare alla coltivazione delle piante bulbose scelte. Se l'incompatibilità non è eccessiva, o se comunque, in ogni caso, si desidera migliorare la fioritura e favorire la crescita sana e rigogliosa delle piantine, la concimazione è un'operazione importantissima anche se, appunto, non sempre necessaria. La concimazione del terreno che accoglie i bulbi va effettuata all'inizio della primavera o comunque prima del periodo di fioritura, per garantire alla piantina in crescita il nutrimento necessario a svilupparsi al meglio in ogni sua parte. In questi casi si ricorre al concime solubile, da spargere insieme all'acqua di irrigazione, con cadenza quindicinale per il periodo della fioritura. Invece, il concime solido si utilizza mischiandolo col terriccio nel momento in cui si interrano i bulbi, soprattutto nel caso ci sia bisogno di aggiustare la composizione del terreno stesso riducendone l'acidità o arricchendolo di elementi nutritivi.

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Domande frequenti

  • Come devo preparare il terreno per la coltivazione dei bulbi?
    Il terreno ideale per i bulbi deve essere omogeneo, privo di sassi o ghiaia, ben drenante e permeabile per evitare i pericolosi ristagni idrici. Si preferisce una natura argillosa ricca di silicio, evitando invece i terreni calcarei che ostacolano lo sviluppo. Se il suolo non è ottimale, è possibile intervenire con una corretta concimazione per migliorarne la struttura e la nutrizione, garantendo così un ambiente sano per la radice.
  • Quando è il momento giusto per interrare i bulbi?
    La tempistica dipende dalla fioritura desiderata. Per i bulbi a fioritura estiva, il periodo ottimale è la primavera, tra marzo e aprile. Al contrario, i bulbi a fioritura primaverile devono essere messi a dimora in autunno, permettendo loro di sviluppare le radici prima dell'arrivo del freddo invernale. È fondamentale considerare anche la propria fascia climatica e le specifiche esigenze della singola specie scelta.
  • A quale profondità bisogna interrare i bulbi?
    Una regola pratica valida per molte specie suggerisce di interrare i bulbi ad una profondità pari al doppio della loro altezza. Questo garantisce uno sviluppo radicale adeguato. Inoltre, durante la messa a dimora, è importante lasciare sufficiente spazio tra un bulbo e l'altro per evitare che le radici si soffochino a vicenda, specialmente se si prevede di lasciarli nello stesso posto per due anni consecutivi.
  • Come e quando effettuare la concimazione dei bulbi?
    La concimazione migliora la fioritura e la salute della pianta. Il concime solido va mescolato al terriccio al momento dell'interramento, utile per correggere acidità o carenze nutrizionali. Per la crescita attiva, si usa il concime solubile diluito nell'acqua di irrigazione, somministrandolo ogni quindici giorni dall'inizio della primavera fino alla fine del periodo di fioritura. L'intervento tempestivo assicura nutrienti essenziali per uno sviluppo vigoroso.
  • È necessario scavare i bulbi ogni anno?
    L'estrazione annuale non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata almeno ogni due o tre anni. Questa operazione permette di pulire i bulbi, controllare il loro stato sanitario ed eliminare i piccoli bulbilli formatisi accanto al nucleo principale, favorendo così la crescita di esemplari più robusti. La rimozione frequente evita il sovraffollamento e mantiene alta la qualità delle fioriture successive.
  • Come si conservano i bulbi fuori terra?
    Una volta estratti e accuratamente puliti, i bulbi vanno conservati in un ambiente specifico: umido, buio, ben aerato ma riparato. La temperatura ideale deve oscillare tra i 15 e i 25 gradi. In queste condizioni, i bulbi mantengono la vitalità e sono pronti per essere reimmessi nel terreno nella stagione successiva, garantendo coltivazioni rinforzate e rigogliose rispetto agli anni precedenti.

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