Colocasia

Adattamenti delle piante

Le piante sono uno dei tre regni in cui tutti gli organismi viventi sul pianeta Terra vengono divisi, gli altri sono il regno animale ed il regno degli insetti. Ovviamente tutti sono importanti, ma il nostro sito tratta in modo particolare il regno vegetale, da sempre felice accompagnatore della vita e dell’evoluzione dell’essere umano; in realtà in molti articoli che troverete sul nostro sito potrete notare argomenti di insetti ed animali, ma il tutto è sempre riferito alla loro interazione con le piante. Tra gli innumerevoli motivi per cui le piante sono così interessanti c’è di certo quello dell’evoluzione: le piante sono partite da una specie primordiale comune, la quale si è divisa nel corso di milioni di anni in un numero abnorme di specie (non ancora tutte classificate); ma la cosa straordinaria non è la quantità di specie vegetali attualmente esistenti, bensì è la diversificazione delle caratteristiche che ogni specie ha sviluppato. In effetti per gli studio dell’evoluzionismo le piante sono un eccezionale soggetto di studi, basti pensare a questi esempi per convincersene: le piante grasse hanno ridotto le loro foglie a spine per non disperdere acqua ed hanno adattato i tessuti interni a spugne e serbatoi per conservarla a lungo, le piante acquatiche sono in grado di sopravvivere estrapolando l’ossigeno contenuto nell’acqua che le circonda e non dall’aria. Ce ne sono altri tantissimi di esempi, tutti straordinari.
pianta colocasia

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Piante acquatiche

rizoma colocasiaTrattare di tutti gruppi di piante che dimostrano interessanti caratteristiche evolutive sarebbe di certo interessante, ma richiederebbe un qualcosa di più simile ad una enciclopedia che ad un articolo informativo su un sito web, che è il nostro obiettivo. Perciò ora ci concentriamo sulle piante acquatiche, ovvero quelle piante così chiamate perché hanno imparato a vivere in acqua, sott’acqua o comunque nei pressi di bacini o corsi d’acqua, al contrario di altre piante per cui l’acqua è fondamentale alla vita ma che comunque diventa nociva quando è in quantità troppo elevate. In realtà, dato il grandissimo numero di specie appartenenti a questa categoria, la definizione di piante acquatiche ad alcune di esse va un po’ stretta, perché è chiaro che ogni pianta si è sviluppata in base alle proprie esigenze: diciamo che non tutte le piante acquatiche vivono immerse nei bacini d’acqua, alcune di esse hanno soltanto le radici immerse e poi spuntano fuori, altre invece hanno le radici sulla riva e poi crescono rivolgendosi all’acqua ed altri tanti esempi diversi.

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La colocasia

La colocasia è una pianta ornamentale molto famosa per via di alcune caratteristiche impossibili da non notare, come le enormi foglie di sessanta o più centimetri di lunghezza e quaranta di larghezza, oppure i fiori molto simili a quelli della calla ma di dimensioni superiori e leggermente più affusolati. Essa viene comunemente classificata come pianta acquatica, ma ogni riscontro delle nostre ricerche non ha portato a scoprire nessuna foto che la ritraesse immersa in acqua. In effetti la colocasia scientificamente parlando è una pianta acquatica nel senso che vive agevolmente vicino ai corsi d’acqua, ma che non ha subito l’evoluzione che la ha portata ad avere radici e corpo subacquei. Ebbene, questa pianta presenta, come già precisato, delle foglie di dimensioni molto più grandi della media della vegetazione convenzionale; per sostenere una tale abbondanza gli steli sono massicci e carnosi, e si nota che provengono direttamente dal suolo: la colocasia non ha un fusto centrale, ma ha un carattere arbustivo che presenta tutti gli steli fuoriuscire dal terreno. Caratteristica comune a molte piante che presentano questa conformazione è l’avere le radici tuberose e/o a rizoma, e così è anche per la colocasia: il rizoma può essere assimilabile alla patata, tanto è che nelle culture dei Paesi d’origine della pianta, questa radice è alla base dell’alimentazione.


Colocasia: Caratteristiche della colocasia

Ma quali sono le zone originarie della colocasia? Questa pianta è semi-tropicale, perché le sua terre d’origine sono il Bangladesh e l’India; successivamente la pianta si è diffusa molto verso Est, ovvero andando a toccare la Cina, le Filippine e scendendo anche verso gli arcipelaghi dell’Oceania, come la Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, l’Australia, le Figi e tante altre. Questi popoli hanno alla base della loro alimentazione il rizoma della colocasia proprio come noi abbiamo il tubero della patata, con la differenza che il rizoma della colocasia è velenoso per l’uomo se mangiato crudo, quindi prima di consumarlo deve essere accuratamente bollito. Dopo aver fatto ciò esso è tranquillamente commestibile, ed anzi presenta un contenuto di ottimo amido, proteine ma un po’ meno di vitamina C (rispetto alla patata). La sua consumazione è abituale e giornaliera, ma la forte diffusione della coltivazione e soprattutto la grande resistenza della pianta non stanno pregiudicando la sua sopravvivenza sul pianeta, dato che la sua numerosità è definita come “fuori pericolo” nella scala delle estinzioni, ovvero il grado più basso e meno pericoloso.



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