Camellia japonica

Caratteristiche principali della camellia japonica

La camellia japonica è un arbusto sempreverde. È una delle ottanta varietà del genere Camellia, appartiene alla famiglia delle Theaceae ed è, forse, la più diffusa e coltivata nel mondo. È originaria della Cina orientale, di Taiwan, del Sud Corea e del Giappone meridionale, dove cresce, selvatica, nelle foreste, ad altitudini di circa 300-1.100 metri. La camellia japonica, solitamente raggiunge un'altezza di 1,5-6 metri, ma, essendo una pianta molto longeva, esistono esemplari molto vecchi che raggiungono un'altezza di 15 metri e un'ampiezza di 10 metri. La corteccia liscia è di colore grigio-marrone, mentre i rami più giovani sono bruno-violacei. Le foglie sono lucide, coriacee, di forma ovale, appuntite, con i bordi finemente seghettati. Hanno un colore verde scuro sulla pagina superiore e leggermente più chiaro su quella inferiore. Sono lunghe da 5 a 11 centimetri e larghe da 2,5 a 6 centimetri. La camellia japonica ha i fiori di colore rosso, ma esistono un migliaio di cultivar o tipi diversi che comprendono varianti di colore e forma. Si possono trovare, quindi, fiori semplici, doppi o semidoppi, di colore bianco, rosa o variegato.
Camellia japonica.

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Come coltivare la camellia japonica

Frutto di camellia japonica. La camellia japonica ama la luce, ma non l'esposizione diretta del sole. Per ottenere una pianta sana e robusta con fiori grandi e belli, l'ideale è scegliere una zona del giardino in mezz'ombra, esposta a ovest o a nord-ovest, protetta dai venti. Anche il terreno è importante per la cura della camellia: deve essere umido ma ben drenato e leggermente acido. Uno strato di terreno ricco di humus e ben aerato e uno strato più profondo pesante e ricco di sali minerali sono la soluzione più adatta. La fioritura si presenta tra gennaio e marzo. I fiori crescono lungo i rami, verso le estremità, e hanno steli molto corti. La fruttificazione avviene a settembre e i frutti sono costituiti da una capsula a forma di globo con tre scomparti, ciascuno con uno o due semi marroni. La camellia japonica necessita di annaffiature costanti, per tutto l'arco dell'anno, per mantenere il terreno sempre umido. In inverno è necessario proteggere le piante dalle gelate. Le camellie in giardino vanno concimate annualmente a partire dalla fine della fioritura. La camellia non necessita di operazioni di potatura, vanno semplicemente eliminati i fiori e i rami secchi.

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Malattie della camellia japonica

Camellia japonica. La camellia japonica può soffrire per l'eccessiva quantità di sale nel terreno. Per rimediare è sufficiente regolare l'acidità del terreno e utilizzare acqua dolce per le annaffiature. Anche la troppa acqua nel terreno può causare problemi alla pianta, perché rischia di soffocare le radici e non permette l'assorbimento dei nutrienti. Bisogna sospendere le annaffiature e controllare il drenaggio del terreno. Per attenuare i danni causati dall'eccessiva esposizione al sole, soprattutto nei mesi estivi, si possono nebulizzare con acqua, direttamente le foglie. La produzione di abbondanti secrezioni di melata indica che la pianta è infestata da afidi o pidocchi delle piante. È necessario intervenire con un insetticida adatto, ma con una particolare attenzione alla piante che sono vicine e che potrebbero subire un danno. Anche la cocciniglia può infestare le piante di camellia japonica. Come per gli afidi è necessario intervenire con specifici insetticidi, sempre facendo attenzione alla piante circostanti che, se non sono anch'esse infestate, possono risentire del trattamento.


Camellia japonica: Riproduzione della camellia japonica

Camellia japonica. La camellia japonica può essere riprodotta tramite seme, talea o innesto. La riproduzione tramite seme non garantisce la generazione di una pianta identica a quella di origine. I semi devono essere freschi, in quanto perdono rapidamente la loro vitalità. Si pongono in un composto di sabbia e torba a circa 1 centimetro di profondità. Il terreno va protetto con una pacciamatura di foglie. Le piantine germinano in una decina di giorni, ma per trapiantarle occorre aspettare che l'apparato radicale sia lungo almeno 4 centimetri. La soluzione più consigliabile è la talea, che si effettua con rami semi legnosi in estate. Si taglia un ramo lungo 8 centimetri e si lasciano due o tre foglie terminali. Il taglio va spolverizzato con una sostanza ricca di ormoni per favorire la produzione delle radici e va posto in un terreno leggero di torba e sabbia, che va mantenuto sempre umido a una temperatura non superiore ai 25°C. Le radici compaiono in due o tre mesi. Un'altra tecnica utilizzata è l'innesto che si attua in primavera, a marzo o aprile, da un pezzo di ramo con diverse gemme prelevato durante l'inverno.



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