Pianta corbezzolo

Piante da giardino

Corbezzolo

Il corbezzolo è una pianta che ravviva il giardino nei mesi autunnali grazie ai suoi frutti rosso-arancio, al fogliame brillante e ai fiori bianchi.

di Redazione

14 dicembre 2016

Quanto annaffiare il corbezzolo

La coltivazione del corbezzolo è piuttosto semplice, sia se piantato in giardino sia in un vaso. Ha bisogno di un terreno drenante che sia fresco e ricco di materiale organico. Si adatta piuttosto bene sia ai climi più freddi che a quelli miti, in particolare al clima mediterraneo. Durante l'estate necessita di abbondante irrigazione, facendo attenzione che non si creino ristagni nel terreno a causa di eccessive quantità d'acqua. Per questo motivo, l'ideale è lasciare asciugare la terra tra una annaffiatura e l'altra, annaffiatura che deve essere fatta preferibilmente a scorrimento. Seguendo questo metodo le irrigazioni avvengono in genere ogni 15-20 giorni. Nel caso di piante giovani, però, possono anche essere più frequenti. Le piante in vaso invece richiedono un'annaffiatura regolare ogni 3 o 4 giorni, tenendo conto del livello di umidità del terreno.

Coltivazione e cura

La coltivazione del corbezzolo è semplice: è una pianta molto resistente, che può crescere fino a 1000 metri d'altezza. Si adatta facilmente a diversi tipi di terreno sebbene quello ideale sia ricco di sabbia e altamente drenante. La messa a dimora avviene in primavera, in una buca profonda sul cui fondo sia stata disposta della ghiaia per impedire il ristagno dell'acqua. Il colletto deve sporgere dal suolo mentre le radici devono essere ben rincalzate affinché non si formino sacche d'aria. Una volta posta la pianta nel terreno si può annaffiare e procedere alla pacciamatura per mantenere l'umidità del suolo. Il corbezzolo non richiede particolari potature, anche perché sono presenti fiori e frutti durante tutto l'anno. La raccolta di questi ultimi avviene in autunno e, dato che fermentano in tempi brevi, è necessario consumarli il prima possibile.

Quando concimare il corbezzolo

La prima concimazione del terreno avviene durante la messa a dimora. Può essere usato dello stallatico equino o bovino mescolato al terriccio che copre direttamente le radici, oppure si può optare per un fertilizzante chimico. In questo caso a ogni pianta è necessario dare 40 o 50 grammi di urea tecnica mescolata a solfato di potassio e perfosfato minerale. Generalmente, però, nel caso del corbezzolo giovane è più importante curare la pacciamatura rispetto alla concimazione. Questo perché lo strato di pacciamatura serve a trattenere l'umidità nel terreno e a favorire l'attecchimento delle radici. Dopo la prima concimazione le altre avvengono a distanza di 1 o 2 anni, sempre in novembre o dicembre: in questi casi si cospargono circa 3 kg di letame bovino ben maturo per ogni metro quadro di terreno, fino a una distanza massima di 2 metri dal tronco.

Malattie e rimedi

La pianta del corbezzolo è molto resistente ma non immune dall'attacco di parassiti, funghi e insetti. In particolare si possono verificare casi di marciume del colletto, dovuto al Phytophthota cactorum, un fungo che attacca i tessuti alla base delle piante, rendendoli incapaci di veicolare i nutrienti. Questa malattia può essere contrastata sia con fungicidi che applicando "buone pratiche", come l'eliminazione immediata della pianta bagnata, il controllo costante del drenaggio e l'uso di un terriccio nuovo. Un'altra malattia comune in questa pianta è la cosiddetta septoria del corbezzolo. É una patologia che colpisce le foglie, e che si manifesta con macchie rossastre ai bordi e grigie al centro. Si tratta di una malattia grave che colpisce la pianta nella sua interezza, diffondendosi su tutta la chioma e provocando l'essiccamento delle foglie, non più in grado di compiere la loro azione di fotosintesi. La septoria viene combattuta con fungicidi chimici, rimozione del fogliame malato e potatura.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente il corbezzolo?
    Il corbezzolo necessita di irrigazioni regolari ma mai eccessive, poiché teme fortemente i ristagni idrici che causano marciumi radicali. In estate, quando la richiesta idrica aumenta, è fondamentale lasciare asciugare leggermente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra. Per le piante in piena terra, l'intervallo ideale è di 15-20 giorni, utilizzando il metodo a scorrimento. Le piante giovani richiedono annaffiature più frequenti per favorire l'attecchimento. Per gli esemplari in vaso, l'irrigazione deve essere più assidua, ogni 3-4 giorni, verificando sempre l'umidità superficiale del terreno per garantire un corretto equilibrio idrico.
  • Qual è il periodo migliore per la messa a dimora?
    La fase ottimale per piantare il corbezzolo è la primavera, periodo in cui le temperature miti favoriscono l'emissione di nuove radici. È essenziale preparare una buca sufficientemente profonda e predisporre uno strato di ghiaia sul fondo per assicurare un drenaggio eccellente, aspetto critico per questa specie. Durante la messa a dimora, assicurarsi che il colletto della pianta sporga leggermente dal suolo e che le radici siano ben rincalzate per eliminare eventuali sacche d'aria. Completare l'operazione con una buona pacciamatura aiuta a mantenere l'umidità del suolo e proteggere l'apparato radicale nelle fasi iniziali di crescita.
  • Quando e come si effettua la concimazione?
    La prima concimazione coincide con la messa a dimora, utilizzando stallatico equino o bovino misto al terriccio, oppure fertilizzanti chimici specifici (urea, solfato di potassio, perfosfato). Successivamente, le concimazioni si ripresentano ogni 1-2 anni, idealmente tra novembre e dicembre. In questa fase, distribuire circa 3 kg di letame bovino ben maturo per metro quadrato, mantenendo una distanza di almeno 2 metri dal tronco per evitare bruciature alle radici superficiali. Nelle piante giovani, la pacciamatura risulta spesso più efficace della concimazione diretta per trattenere l'umidità e favorire lo sviluppo radicale.
  • Come riconoscere e curare la Septoria del corbezzolo?
    La Septoria è una patologia fungina grave che colpisce il fogliame, manifestandosi inizialmente con macchie rossastre sui bordi delle foglie e grigie al centro. Col tempo, la malattia si estende a tutta la chioma, causando l'essiccamento completo delle foglie e compromettendo la fotosintesi. Per contrastarla, è necessario intervenire tempestivamente rimuovendo e distruggendo il fogliame infetto. Segue l'applicazione di fungicidi specifici e, se necessario, una potatura di ringiovanimento per areare la chioma e prevenire il proliferare dell'infezione in condizioni di elevata umidità.
  • Cosa causa il marciume del colletto e come prevenirlo?
    Il marciume del colletto è causato dal fungo *Phytophthora cactorum*, che attacca i tessuti alla base della pianta, bloccando il flusso dei nutrienti e portando rapidamente al deperimento. La prevenzione si basa principalmente sulle 'buone pratiche': utilizzare terreni nuovi e ben drenati, evitare il ristagno idrico e monitorare costantemente l'umidità del suolo. In caso di sintomi, è urgente rimuovere la parte vegetale bagnata o marcia. Il trattamento può prevedere l'uso di fungicidi specifici, ma l'intervento preventivo sulla struttura del terreno rimane la soluzione più efficace per la longevità della pianta.

Scheda Tecnica

Arbutus unedo

Nome scientificoArbutus unedo
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaArbusto/Albero sempreverde
OrigineMediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoAcido, sabbioso, ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni
FiorituraAutunno-Inverno
AltezzaFino a 10 m
ConcimazioneLetame maturo o fertilizzanti specifici
PotaturaLeggera, dopo la fioritura
MoltiplicazioneSeme, talea, margotta
Malattie e parassitiMarciume radicale, Septoria, afidi
Difficoltà di coltivazioneMedia

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