Cotoneaster

Bonsai cotoneaster

Avere un bonsai di cotoneaster in casa significa avere un esemplare molto prezioso, molto ricercato e molto apprezzato da tutti i bonsaisti. Esistono tante varietà diverse che si prestano molto bene a diventare bonsai, non ce n’è una migliore di un’altra, bisogna sceglierla in base ai propri gusti. Tutte le varietà hanno piccole foglie, piccoli e graziosissimi fiori e, al termine della fioritura, tante bellissime bacche rosse o arancioni. Un bonsai di questo tipo è dunque molto ornamentale e va bene praticamente per tutte le stagioni. Il cotoneaster può assumere la forma che vogliamo, a seconda di come lo potiamo e di cosa poniamo alla sua base, se rocce o normale terriccio. L’unica cosa essenziale è garantirgli un buon strato drenante alla base del vaso, possibilmente formato con dell’akadama di qualità, il materiale ideale per il drenaggio di tutti i bonsai.
Un esempio di bonsai di cotoneaster

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Cotoneaster salicifolia

Un esemplare di cotoneaster salicifolia Il cotoneaster è una specie antica originaria della Cina e di altre zone del continente asiatico. Esistono tantissime varietà di questa pianta, alcune arbustive, altre dal portamento più eretto, alcune sempreverdi e altre che perdono le foglie in inverno. Per scegliere la specie più adatta alle proprie esigenze bisogna capire cosa vogliamo fare con questa pianta: per una siepe sarà più adatta una sempreverde, per tappezzare un terreno, invece, sarà meglio una a portamento cadente. Molto dipende dai nostri gusti, perché ogni specie ha i frutti e i fiori di colore diverso. Il cotoneaster salicifolia, ad esempio, è adatto soprattutto per formare delle siepi, grazie al suo aspetto compatto ma allo stesso tempo aggraziato. Le foglie sono ovali, a punta, di un verde brillante sopra e più chiare, quasi bianche, sotto. I fiori sbocciano a giugno e sono bianchi, mentre le bacche sono di un rosso scarlatto molto appariscente. Con questo tipo di cotoneaster avremo dunque una siepe davvero molto decorativa.

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    Cotoneaster pianta

    Un ramo fiorito di cotoneaster Oltre ai bellissimi fiori a forma di stella e alle vistose bacche dalla forma un po’ allungata, un’altra particolarità della pianta di cotoneaster è il fogliame, che in autunno è un vero e proprio spettacolo, perché le foglie assumono diverse tonalità di colore, dal giallo al rosso. In generale, questa specie è molto resistente, tollera abbastanza bene qualsiasi temperatura e regge anche agli sbalzi repentini: predilige le posizioni molto soleggiate, anche se può sopravvivere e svilupparsi anche a mezzombra; l’ombra completa, invece, è da evitare sempre perché potrebbe causare un rallentamento dello sviluppo dell’esemplare, oltre a influire negativamente sulla fioritura e sulla produzione di bacche. Se c’è una cosa che il cotoneaster non sopporta è però la siccità: bisogna annaffiarlo costantemente e abbondantemente almeno fino alla fine dell’estate, soprattutto gli esemplari giovani.


    Cotoneaster cure e mantenimento

    Un bellissimo esemplare di cotoneaster fioritoPer favorire un’abbondante fioritura e una sgargiante produzione di bacche, a inizio primavera è bene somministrare al nostro esemplare di cotoneaster del fertilizzante a lenta cessione, ricco di potassio e fosforo. A primavera inoltrata, e poi una volta anche in estate, invece, bisogna ricompattare il terreno, concimandolo con un composto formato da normale terriccio, letame e un po’ di torba. La riproduzione di questa specie avviene per seme, tramite i semini forniti dalle bacche che vanno interrati durante la stagione fredda. Il terreno ideale per il cotoneaster è argilloso e soprattutto ben drenato; per quanto riguarda i parassiti, bisogna stare attenti ad afidi e cocciniglie e anche al cosiddetto mal di piombo, un’infezione che causa l’imbiancamento delle foglie e a volte anche il deperimento dei fusti. Se ci accorgiamo di qualcosa di anomalo bisogna intervenire tempestivamente con prodotti specifici perché, se colpite, queste piante non durano a lungo.



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