Gelso bianco

Piante da giardino

Gelso

Il gelso conta due specie principali, il Morus nigra o gelso nero e il Morus alba o gelso bianco, appartenenti alla famiglia delle Moracee.

di Redazione

21 dicembre 2016

Quanto annaffiare il gelso

Il gelso è una pianta quasi scomparsa del tutto e il suo frutto così buono non è più considerato. Sono rimasti solo alcuni esemplari nei giardini o negli orti di qualche amatore. Si pensa che il gelso prenda le sue origini dalla Cina e che poi si sia diffuso in America, Africa e nel Mediterraneo. Le due specie di gelso nero e bianco sono quasi uguali, tranne che per il colore dei frutti che possono essere scuri e rossi oppure bianchi e giallo chiaro. Il gelso è una pianta da frutto assai longeva e produttiva che resiste anche alla siccità. Tuttavia, per i primi anni di vita bisogna innaffiare sistematicamente iniziando in primavera ogni dieci giorni, mentre in estate gli interventi saranno più frequenti. Quando il gelso diventa adulto è bene irrigare solo nella stagione estiva per garantire l'acqua necessaria ai suoi frutti.

Come coltivare il gelso

Per mettere a dimora le piantine di gelso bisogna aspettare la fine dell'inverno o l'inizio della primavera. Il suo sviluppo richiede una distanza fra loro di cinque metri per il gelso bianco e di sette metri per quello nero. La coltivazione di questa pianta di solito non si effettua con il seme, nonostante sia il modo giusto per ereditare numerose caratteristiche genetiche. Il gelso in ogni caso è molto lento nella crescita, in quanto inizia la sua produzione a dieci anni circa. Invece, piantando delle piantine da vivaio si potranno vedere i primi frutti dal terzo anno di vita. La riproduzione e la sua propagazione può avvenire anche per margotta, innesto o talea di radici o rami. Mentre per quel che riguarda la potatura il gelso non ha particolari problemi, anche se bisogna effettuare i tagli dall’inverno alla primavera, meglio se in febbraio e marzo. Infatti si sfoltisce la chioma per ottimizzare la resa.

Concimare il gelso

Il gelso in fondo è una pianta rustica che sopporta pure un terreno con pochi nutrienti, quindi arido e povero, ma una migliore condizione aumenterebbe la sua produttività. Infatti possono andar bene dei terreni neutri non compatti e ricchi di sostanze organiche. Coltivare questa pianta significa anche apportare del concime che può contribuire ad un vantaggio finale. Quindi il fertilizzante si applica in inverno usando letame o concime organico maturo. Il composto andrà sistemato uniformemente sulla zona radici ed entro cinque metri intorno, sistemandolo sul terreno che dovrà essere preventivamente sarchiato. La raccolta dei frutti invece avviene di solito verso la fine dell'estate e per essere sicuri di raccogliere dei gelsi maturi bisogna che il frutto si stacchi facilmente e che abbia un colore intenso.

Esposizione e possibili malattie

Sia il gelso bianco che il gelso nero devono essere sistemati al sole e in modo tale da essere ben distanziati gli uni dagli altri. Se la pianta viene tenuta in giardino diventerà riparo e ombra in estate, oltre ad essere ornamentale. Siccome i frutti maturi del gelso potrebbero macchiare cadendo per terra è meglio tenere la pianta lontana da viali o marciapiedi, inoltre è sempre bene controllare le erbe infestanti con diserbi regolari. Tra i metodi più usati per raccogliere i gelsi c'è la sfogliatura e la sfrondatura che vengono effettuate con macchinari appositi. La sfrondatura è rappresentata dal taglio dei rami con i frutti; l'altra invece toglie tutti i frutti e le foglie. La pianta del gelso, pur essendo rustica, è ugualmente soggetta a diversi parassiti, come la cocciniglia, la fersa, e gli afidi che preferiscono i teneri germogli.

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Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per piantare il gelso?
    La messa a dimora delle piantine di gelso va effettuata preferibilmente alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera. Questo periodo permette alla pianta di stabilirsi prima della stagione vegetativa attiva. È fondamentale rispettare le distanze di impianto: almeno cinque metri per il gelso bianco (Morus alba) e sette metri per il gelso nero (Morus nigra), poiché si tratta di alberi che sviluppano un'ampia chioma e richiedono spazio per crescere correttamente.
  • Quanto tempo ci vuole perché il gelso produca frutti?
    La tempistica dipende dal metodo di propagazione scelto. Se si utilizzano semi, la pianta è molto lenta e impiega circa dieci anni per iniziare la produzione. Al contrario, piantando giovani esemplari acquistati da vivaio, si possono raccogliere i primi frutti già dal terzo anno di vita. La riproduzione tramite talea, margotta o innesto accelera notevolmente l'ingresso in produzione rispetto alla semina diretta.
  • Come si riconosce quando i gelsi sono pronti per la raccolta?
    La raccolta avviene generalmente verso la fine dell'estate. I frutti sono maturi quando assumono un colore intenso e uniforme, tipico della varietà (nero/scuro per il gelso nero, bianco/giallo chiaro per quello bianco). Un indicatore fisico affidabile è la facilità di distacco: il frutto maturo si separa facilmente dal peduncolo. È consigliabile raccoglierli prima che cadano a terra per evitare macchie difficili da rimuovere e per preservarne la qualità.
  • Quali accorgimenti servono per la potatura del gelso?
    Il gelso non presenta grandi difficoltà di potatura, ma è importante intervenire nel periodo corretto, ovvero dall'inverno alla primavera, idealmente tra febbraio e marzo. L'obiettivo principale dello sfoltimento della chioma è migliorare la circolazione dell'aria e la penetrazione della luce, ottimizzando così la resa fruttifera. Evitare tagli eccessivi fuori stagione per non stressare la pianta e favorire una corretta cicatrizzazione delle ferite.
  • Il gelso necessita di cure speciali contro i parassiti?
    Sebbene sia una pianta rustica, il gelso può subire attacchi da parassiti specifici come cocciniglie, fersa e afidi. Questi insetti prediligono colpire i germogli teneri e le nuove foglie. È buona norma monitorare regolarmente lo stato fitosanitario della pianta, soprattutto durante la primavera. Inoltre, mantenere il terreno circostante libero dalle erbe infestanti attraverso diserbi regolari aiuta a ridurre i rifugi potenziali per questi parassiti.

Scheda Tecnica

Morus spp.

Nome scientificoMorus spp.
FamigliaMoracee
Tipo di piantaAlbero deciduo da frutto
OrigineCina (diffuso poi in America, Africa e Mediterraneo)
EsposizionePieno sole
TerrenoNeutro, non compatto, ricco di sostanza organica (tollera anche poveri/aridi)
IrrigazioneFrequente nei primi anni (ogni 10 gg in primav., più spesso in est.); adulta solo in estate
AltezzaVariabile (distanza impianto: 5m per M. alba, 7m per M. nigra)
ConcimazioneInverno: letame o concime organico maturo distribuito sulle radici
PotaturaDa inverno a primavera (febbraio-marzo); sfoltimento chioma per resa
MoltiplicazioneMargotta, innesto, talea di radici/rami (il seme è lento e raro)
Malattie e parassitiCocciniglia, fersa, afidi (su germogli teneri)
Difficoltà di coltivazioneFacile (piano rustico)

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