lonicera su steccato

Piante da giardino

Lonicera

La Lonicera è una classica pianta da giardino che viene utilizzata per arredare, anche grazie alla grande resistenza e longevità e ad un aspetto niente male.

di Redazione

13 dicembre 2013

Lonicera

Originaria dell’America e dell’Estremo Oriente, la Locinera, appartiene al genere di piante Spermatofite Dicotiledoni della famiglia delle Caprifoliaceae. A questo genere di pianta appartengono circa 200 specie tra cui una decina alla flora spontanea italiana. Il genere è polimorfo e viene suddiviso in delle sezioni: Caprifolium, Xylosteum e Nontova. Caprifolium racchiude tutte quelle specie rampicanti; Xylosteum comprende le specie cespuglianti; nontova comprende specie rampicanti e sempreverdi. Il nome della pianta “Lonicera” deriva dal botanico Adam Lonitzer che in italiano si pronuncia Adamo Lonicer. Il nome “caprifolium” invece deriva dal latino ed è composto da “capra” e “folium” che corrispondono a capra e foglia. Un altro nome attribuito a questa pianta è “Madreselva”, altri invece derivano dal rinascimento toscano. I greci, per esempio, chiamavano questa pianta “peryclimenon” che significa “accerchiamento”. In ogni luogo ed ogni popolazione attribuiva un nome differente a questo genere in base a significati ed usi vari.

Come si presenta

Questa specie si può presentare in modo differenti, alcune specie sono piante legnose e arbusti cespugliosi, altre rampicanti o lianosi, si distinguono appunto perché presentano caratteristiche differenti. Il fusto varia nelle dimensioni, può raggiungere un’altezza che varia dai 20 centimetri ai 7 metri. Una particolarità del fusto è l’essere caratterizzato da un solo strato di fibre “liberiane”, fibre situate all’interno della corteccia ed utilizzate nel produrre libri. Le sue foglie possono essere di tipo persistente, semi persistente o caduche; possono essere anche sessili o picciolate e sono disposte a 2 a 2 lungo il fusto. Le dimensioni delle sue foglie, come per il fusto, variano di specie in specie, e vanno da 1 centimetro a 10 centimetri. I suoi fiori, molto profumati da sostanze di natura benzoloide, sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici. Basta spezzare i fusti di questa pianta per sentire l’odore che emanano. Il frutto che ne deriva è una bacca succosa di una colorazione tra il rosso ed il viola oppure nera, questa spesso è tossica perché contiene xilosteina. L’infiorescenza è di tipo ascellare o terminale. Per quanto riguarda l’impollinazione, la pianta è a fecondazione entomogama (si serve di insetti e farfalle).

Coltivazione

La coltivazione di questa è specie non è per niente difficile in quanto la pianta non ha bisogno di particolari attenzioni e cure. La Lonicera è un tipo di pianta che va posta in luoghi soleggiati e di mezz’ombra, non temono ne temperature invernali troppo basse ne quelle estive troppo alte. Riescono a resistere fino a temperature pari a -24°C e 38°C, infatti sono piante molto utilizzate nelle aiole poste in città. Si adattano ad ogni tipo di terreno, ma preferiscono terreni ben drenati e ricchi. Trovano difficoltà di adattamento per i terreni predisposti a trattenere umidità, questa non è gradita dalla Lonicera. Per quanto riguarda le irrigazioni, non necessitano di annaffiature anzi, al contrario, si accontentano dell’acqua piovana e riescono a sopportare anche periodi lunghi di siccità. Non vengono colpite da malattie e parassiti essendo piante molto forti e resistenti, a volte però può capitare che qualche parassita le attacchi oppure che si forma del marciume alle radici. In questi casi basta curare la piantina in modo da eliminare gli afidi che potrebbero indebolirla e far attenzione a non favorire ristagni idrici per quanto riguarda la formazione del marciume radicale. La moltiplicazione di questa pianta può avvenire secondo due metodi: per seme o per talea, a seconda dello stadio a cui si vuole già avere il nuovo esemplare e delle attrezzature che si hanno a disposizione (perchè ad esempio per la crescita da seme occorre una preparazione adatta dell'abiente).

Usi

La Lonicera è conosciuta in alcuni posti per il suo uso in cucina, non tutti sanno che alcuni suoi fiori producono una sostanza commestibile molto dolce che può essere utilizzata nella produzione di sorbetti, sciroppi oppure viene usata per i dolci. In Siberia queste piante sono conosciute per le loro bacche zuccherine appratente alla specie del L. coerulea, invece nell’Himalaya sono ricercate le bacche zuccherine della specie L. angustifola. Anche la L. involucrata e L. ciliata sono due specie americane commestibili e ricercate. Gli usi della Lonicera non finisco qui, l’impiego maggiore si ha nel giardinaggio. Sono delle piante che per il loro portamento, la loro profumazione ed i loro fiori assicurano un successo a fini commerciali. Più di un terzo delle specie diffuse in natura sono conosciute e coltivate nei giardini europei e nei giardini di altri luoghi. Le specie rampicanti vengono utilizzate per coprire dei pergolati o dei muretti oppure vengono usati per creare delle gallerie nei giardini. Le specie arbustive invece sono utilizzate per la formazione di siepi oppure per dividere in zone differenti i giardini. Con una specie di questa pianta, la L tartarica, attraverso il legno vengono costruiti giocattoli per i gatti dato che contengono una sostanza che è ritenuto un surrogato dei feromoni sessuali felini. In alcune zone alcuni tipi di specie vengono considerate delle erbe infestanti invasive.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Le bacche della Lonicera sono commestibili?
    La maggior parte delle bacche di Lonicera, specialmente quelle rosse, viola o nere, sono tossiche perché contengono xilosteina e possono causare disturbi gastrointestinali. Tuttavia, esistono specifiche specie dalle bacche dolci e commestibili, come la Lonicera caerulea (conosciuta come blue honeysuckle), la Lonicera angustifolia e alcune varietà americane come la L. involucrata e L. ciliata. È fondamentale identificare correttamente la specie prima di consumarne i frutti, poiché confondere le varietà tossiche con quelle eduli comporta rischi per la salute.
  • Come devo innaffiare la Lonicera?
    La Lonicera è una pianta molto resistente che non richiede irrigazioni frequenti. Anzi, tende ad accontentarsi dell'acqua piovana e sopporta bene i periodi di siccità. Il nemico principale è l'eccesso di umidità: il terreno deve essere ben drenato, poiché i ristagni idrici favoriscono lo sviluppo del marciume radicale. Innaffia solo durante i primi anni dopo la messa a dimora per permettere l'attecchimento, oppure in estate durante ondate di calore eccezionalmente lunghe e secche, evitando comunque di bagnare eccessivamente il substrato.
  • Qual è la differenza tra Lonicera rampicante e arbustiva?
    Il genere Lonicera è estremamente polimorfo e si divide principalmente in due gruppi morfologici. Le specie rampicanti (sezione Caprifolium e Nontova) hanno fusti flessibili che si arrampicano su supporti come pergolati, muri o alberi, raggiungendo anche i 7 metri di altezza. Le specie arbustive (sezione Xylosteum e Nontova) crescono come cespugli autonomi, mantenendo una struttura eretta e compatta. Queste ultime sono ideali per formare siepi decorative o per dividere spazi nel giardino, mentre le rampicanti sono preferite per coprire verticalmente superfici.
  • In che periodo fiorisce il Caprifoglio?
    Il periodo di fioritura varia notevolmente a seconda della specie specifica, ma generalmente avviene in primavera ed estate. Le specie rampicanti più comuni, come la Lonicera caprifolium, fioriscono tipicamente nella tarda primavera o inizio estate, producendo fiori molto profumati per attrarre gli impollinatori. Alcune specie sempreverdi o precoci possono fiorire anche in inverno o autunno inoltrato. La durata della fioritura dipende dalle condizioni climatiche locali e dalla cura ricevuta, offrendo spesso una lunga stagione ornamentale.
  • La Lonicera teme il freddo intenso?
    No, la Lonicera è una pianta molto rustica e resistente. Molte specie tollerano temperature invernali fino a -24°C senza subire danni gravi, rendendola adatta anche alle aiole urbane e ai climi temperati freddi. Inoltre, resiste bene anche alle elevate temperature estive, arrivando a sopportare picchi fino a 38°C. Questa adattabilità termica la rende una scelta eccellente per giardini in diverse zone climatiche, purché il terreno sia ben drenato e non ci siano ristagni d'acqua durante il gelo.

Scheda Tecnica

Lonicera spp.

Nome scientificoLonicera spp.
FamigliaCaprifoliaceae
Tipo di piantaArbusto, rampicante, lianoso
OrigineAmerica, Estremo Oriente
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, ricco, non umido
IrrigazioneScarsa, resistente alla siccità
FiorituraPrimavera-Estate (varia per specie)
AltezzaDa 20 cm a 7 metri
MoltiplicazioneSeme, talea
Malattie e parassitiAfidi, marciume radicale (da ristagni)
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche