Lonicera

Lonicera

Originaria dell’America e dell’Estremo Oriente, la Locinera, appartiene al genere di piante Spermatofite Dicotiledoni della famiglia delle Caprifoliaceae. A questo genere di pianta appartengono circa 200 specie tra cui una decina alla flora spontanea italiana. Il genere è polimorfo e viene suddiviso in delle sezioni: Caprifolium, Xylosteum e Nontova. Caprifolium racchiude tutte quelle specie rampicanti; Xylosteum comprende le specie cespuglianti; nontova comprende specie rampicanti e sempreverdi. Il nome della pianta “Lonicera” deriva dal botanico Adam Lonitzer che in italiano si pronuncia Adamo Lonicer. Il nome “caprifolium” invece deriva dal latino ed è composto da “capra” e “folium” che corrispondono a capra e foglia. Un altro nome attribuito a questa pianta è “Madreselva”, altri invece derivano dal rinascimento toscano. I greci, per esempio, chiamavano questa pianta “peryclimenon” che significa “accerchiamento”. In ogni luogo ed ogni popolazione attribuiva un nome differente a questo genere in base a significati ed usi vari.
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Come si presenta

primo piano fiori Questa specie si può presentare in modo differenti, alcune specie sono piante legnose e arbusti cespugliosi, altre rampicanti o lianosi, si distinguono appunto perché presentano caratteristiche differenti. Il fusto varia nelle dimensioni, può raggiungere un’altezza che varia dai 20 centimetri ai 7 metri. Una particolarità del fusto è l’essere caratterizzato da un solo strato di fibre “liberiane”, fibre situate all’interno della corteccia ed utilizzate nel produrre libri. Le sue foglie possono essere di tipo persistente, semi persistente o caduche; possono essere anche sessili o picciolate e sono disposte a 2 a 2 lungo il fusto. Le dimensioni delle sue foglie, come per il fusto, variano di specie in specie, e vanno da 1 centimetro a 10 centimetri. I suoi fiori, molto profumati da sostanze di natura benzoloide, sono ermafroditi, zigomorfi e tetraciclici. Basta spezzare i fusti di questa pianta per sentire l’odore che emanano. Il frutto che ne deriva è una bacca succosa di una colorazione tra il rosso ed il viola oppure nera, questa spesso è tossica perché contiene xilosteina. L’infiorescenza è di tipo ascellare o terminale. Per quanto riguarda l’impollinazione, la pianta è a fecondazione entomogama (si serve di insetti e farfalle).

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Coltivazione

La coltivazione di questa è specie non è per niente difficile in quanto la pianta non ha bisogno di particolari attenzioni e cure. La Lonicera è un tipo di pianta che va posta in luoghi soleggiati e di mezz’ombra, non temono ne temperature invernali troppo basse ne quelle estive troppo alte. Riescono a resistere fino a temperature pari a -24°C e 38°C, infatti sono piante molto utilizzate nelle aiole poste in città. Si adattano ad ogni tipo di terreno, ma preferiscono terreni ben drenati e ricchi. Trovano difficoltà di adattamento per i terreni predisposti a trattenere umidità, questa non è gradita dalla Lonicera. Per quanto riguarda le irrigazioni, non necessitano di annaffiature anzi, al contrario, si accontentano dell’acqua piovana e riescono a sopportare anche periodi lunghi di siccità. Non vengono colpite da malattie e parassiti essendo piante molto forti e resistenti, a volte però può capitare che qualche parassita le attacchi oppure che si forma del marciume alle radici. In questi casi basta curare la piantina in modo da eliminare gli afidi che potrebbero indebolirla e far attenzione a non favorire ristagni idrici per quanto riguarda la formazione del marciume radicale. La moltiplicazione di questa pianta può avvenire secondo due metodi: per seme o per talea, a seconda dello stadio a cui si vuole già avere il nuovo esemplare e delle attrezzature che si hanno a disposizione (perchè ad esempio per la crescita da seme occorre una preparazione adatta dell'abiente).


Usi

La Lonicera è conosciuta in alcuni posti per il suo uso in cucina, non tutti sanno che alcuni suoi fiori producono una sostanza commestibile molto dolce che può essere utilizzata nella produzione di sorbetti, sciroppi oppure viene usata per i dolci. In Siberia queste piante sono conosciute per le loro bacche zuccherine appratente alla specie del L. coerulea, invece nell’Himalaya sono ricercate le bacche zuccherine della specie L. angustifola. Anche la L. involucrata e L. ciliata sono due specie americane commestibili e ricercate. Gli usi della Lonicera non finisco qui, l’impiego maggiore si ha nel giardinaggio. Sono delle piante che per il loro portamento, la loro profumazione ed i loro fiori assicurano un successo a fini commerciali. Più di un terzo delle specie diffuse in natura sono conosciute e coltivate nei giardini europei e nei giardini di altri luoghi. Le specie rampicanti vengono utilizzate per coprire dei pergolati o dei muretti oppure vengono usati per creare delle gallerie nei giardini. Le specie arbustive invece sono utilizzate per la formazione di siepi oppure per dividere in zone differenti i giardini. Con una specie di questa pianta, la L tartarica, attraverso il legno vengono costruiti giocattoli per i gatti dato che contengono una sostanza che è ritenuto un surrogato dei feromoni sessuali felini. In alcune zone alcuni tipi di specie vengono considerate delle erbe infestanti invasive.




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