Pianta di palla di neve fiorita

Piante da giardino

Palla di neve

La palla di neve, nota anche con il nome di viburno, è un albero a crescita rapida. Le prime infiorescenze compaiono a maggio e decorano giardini e parchi. I frutti che seguono hanno un colore rosso brillante particolarmente bello da vedere. Tutte le parti di questa pianta sono velenose.

di Redazione

20 febbraio 2015

Caratteristiche principali della palla di neve

La pianta palla di neve è a tutti gli effetti un piccolo viburno caratterizzato da foglie decidue. Solitamente non oltrepassa i 250 centimetri di altezza e cresce spontaneamente su tutto il territorio italiano ma è originario dell'Asia. Presenta foglie grandi dalla forma trilobata che ricordano vagamente quelle degli aceri. Hanno una colorazione verde tenue che in autunno assume sfumature gialle e arancioni. La pianta ha un portamento eretto ma leggermente globulare. Presenta ampie ramificazioni con una chioma compatta. Le infiorescenze compaiono agli inizi della primavera e il loro profumo raggiunge grandi distanze. Hanno una forma a ombrello oppure sferica a seconda della varietà. Le colorazioni dei fiori variano dal bianco al rosa passando attraverso tutta la gamma di sfumature intermedie.

Il metodo di coltivazione

La pianta palla di neve preferisce le zone ben illuminate dal sole. Può svilupparsi senza grandi problemi in luoghi semi ombreggiati ma le sue infiorescenze saranno meno numerose e la loro profumazione potrebbe risultare inibita completamente. Per quanto riguarda il terreno, predilige quelli argillosi ricchi di sostanze nutritive ma cresce anche in suoli sabbiosi oppure caratterizzati da un'elevata umidità.Sopravvive senza problemi in ambienti molto inquinati e tollera le basse temperature prolungate. I forti venti la danneggiano ma teme la salinità. Per tale ragione non è possibile veder crescere nei giardini prossimi al mare la palla di neve.Se viene piantata in un luogo che presenta estati particolarmente aride, le sue foglie iniziano a ingiallirsi e a cadere già alla metà di agosto.

Concimazioni e innaffiature

Le piante molto giovani o messe a dimora da poco tempo, hanno bisogno di essere annaffiate regolarmente durante il periodo più siccitoso dell'anno. Invece, i viburno che già hanno sviluppato un grande apparato radicale nel terreno, non necessitano di questo accorgimento poiché le naturali precipitazioni piovose soddisfano al meglio il loro fabbisogno idrico.E' sconsigliabile piantare l'arbusto in una zona del giardino soggetta ad elevate percentuali di umidità nel terreno poiché le radici potrebbero iniziare a presentare delle marcescenze difficili poi da risolvere.Queste piante si possono coltivare tranquillamente anche in vaso ma in tal caso anche gli esemplari più longevi andranno regolarmente innaffiati.E' buona regola concimare il terreno con de fertilizzante a lenta cessione ideato per le piante da fiore alla fine dell'inverno.

Potatura e moltiplicazione

Il viburno non ha bisogno di regolari potature periodiche. Tuttavia è possibile intervenire con piccoli tagli per sfoltire una pianta eccessivamente intricata o per dare alla chioma una forma un po' più regolare. E' meglio sfoltire i rami vecchi per far prendere aria anche alla parte più interna della palla di neve.Il periodo migliore per eseguire tali interventi è l'autunno ovvero dopo che la pianta ha terminato di produrre le fioriture.La tecnica di moltiplicazione più efficace è senza dubbio quello mediante talea. Si adoperano quelle semi legnose prelevandole nel periodo compreso fra gli inizi di giugno e la metà di luglio. Dopo aver immerso la parte del taglio nella polvere radicante si mette la talea a dimora in un terreno composto da una miscela fatta di sabbia e torba in parti uguali.

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Domande frequenti

  • Dove posso piantare il viburno per garantire la massima fioritura?
    Per ottenere la massima produzione di infiorescenze e un profumo intenso, posiziona il viburno in una zona ben illuminata dal sole diretto. Sebbene la pianta possa sopravvivere in semi-ombra, le fioriture risulteranno meno numerose e l'aroma potrebbe essere quasi assente. Evita assolutamente le aree prossime al mare a causa della forte sensibilità alla salinità del suolo e dell'aria. Inoltre, proteggi la pianta dai forti venti che possono danneggiarla fisicamente, garantendole un microclima favorevole.
  • Come devo gestire l'irrigazione del viburno, specialmente in vaso?
    Le piante giovani o appena messe a dimora richiedono annaffiature regolari durante i periodi siccitosi per stabilizzare l'apparato radicale. Una volta mature, con un sistema radicale sviluppato, il viburno sopravvive generalmente grazie alle piogge naturali, tranne nelle estati particolarmente aride dove le foglie possono ingiallire e cadere prematuramente. Se coltivato in vaso, l'irrigazione deve essere costante anche per esemplari anziani. Attenzione ai ristagni idrici: un terreno troppo umido può causare marcescenza radicale difficile da risolvere.
  • Quando e come si effettua la potatura del viburno?
    Il viburno richiede poche potature. Intervieni solo per sfoltire rami vecchi o intricati che impediscono la circolazione d'aria all'interno della chioma, oppure per modellarne la forma. L'epoca ideale è l'autunno, subito dopo la fine della fioritura, per non asportare le gemme fiorali dell'anno successivo. Non sono necessarie potature drastiche annuali. Questo intervento leggero mantiene la pianta sana e favorisce una nuova vegetazione vigorosa senza stressare eccessivamente l'esemplare.
  • Qual è il metodo migliore per moltiplicare il viburno?
    La tecnica più efficace è la moltiplicazione per talea. Preleva talee semi-legnose tra inizio giugno e metà luglio. Tratta la base del taglio con polvere radicante per stimolare l'emissione di radici. Successivamente, interra la talea in un substrato misto composto da parti uguali di sabbia e torba, mantenendo il terreno leggermente umido fino all'attecchimento. Questa procedura garantisce una buona percentuale di successo e permette di ottenere nuove piante geneticamente identiche alla madre.

Scheda Tecnica

FamigliaAdoxaceae (ex Caprifoliaceae)
Tipo di piantaArbusto deciduo a crescita rapida
OrigineAsia (spontaneo in Italia)
EsposizioneSole pieno o semi-ombra
Temperatura minimaTollera basse temperature prolungate
TerrenoArgilloso, ricco, umido o sabbioso; mal sopporta la salinità
IrrigazioneRegolare per giovani piante; ridotta per adulti; evitare ristagni
FiorituraPrimavera inoltrata/maggio
AltezzaFino a 250 cm
ConcimazioneFertilizzante lento per piante da fiore a fine inverno
PotaturaMinima; sfoltitura rami vecchi in autunno post-fioritura
MoltiplicazioneTalea semi-legnosa (giugno-luglio)
Malattie e parassitiMarcescenza radicale da eccessiva umidità
Difficoltà di coltivazioneFacile

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